La Fondazione Compagnia di San Paolo rafforza il proprio ruolo di motore filantropico e strategico del Nord Ovest e presenta il Documento Programmatico Annuale 2026, illustrato dal presidente Marco Gilli insieme al segretario generale Alberto Anfossi e ai responsabili degli Obiettivi Cultura, Persone e Pianeta – Matteo Bagnasco, Marzia Sica e Paolo Mulassano – nel corso di un incontro dedicato agli enti del territorio.
Il 2026 segna l’anno di piena attuazione del Documento Programmatico Pluriennale 2025-2028, con l’obiettivo di tradurre le linee strategiche in strumenti operativi, partnership e opportunità concrete di collaborazione.
Il piano si inserisce in una cornice finanziaria di grande rilievo: un impegno filantropico complessivo di un miliardo di euro nel quadriennio. Di questi, 700 milioni saranno destinati al cambiamento sistemico, 160 milioni a progetti diretti di ampia scala e 140 milioni a fondi nazionali, iniziative filantropiche e programmi futuri. Solo nel 2025 la Fondazione ha sostenuto 1.124 interventi, per un valore complessivo di 288 milioni di euro, confermando una presenza capillare nei settori culturali, sociali e ambientali.
«Oggi desidero partire da una parola semplice, ma per noi fondamentale: fiducia. La fiducia è il principio con cui intendiamo lavorare insieme al territorio: un patto in cui la Fondazione porta visione e investe risorse, mentre il territorio contribuisce con competenze e capacità di cogliere i bisogni reali delle comunità», ha dichiarato il presidente Marco Gilli. «Fiducia significa anche sostenere iniziative capaci di innovare, accettando un rischio ragionato orientato all’impatto e chiedendo ai partner uno sguardo di lungo periodo».
Il concetto di fiducia diventa anche modello organizzativo. «Il nostro obiettivo per il 2026 è trasformarla in un elemento misurabile e concreto attraverso un cambiamento profondo nel nostro modo di operare», ha spiegato il segretario generale Alberto Anfossi. «Il modello trust-based non è solo una revisione delle procedure: è un nuovo assetto culturale che alleggerisce gli adempimenti amministrativi e rende la rendicontazione più agile, concentrandosi sui risultati generati sul territorio».
Cultura sarà intesa come leva di sviluppo territoriale, coesione sociale e qualità democratica. Nel 2026 verranno consolidati strumenti già attivi e introdotte nuove azioni per rafforzare attrattività, internazionalizzazione e transizione digitale delle istituzioni culturali, con particolare attenzione alla tutela del patrimonio e alla conservazione preventiva. Saranno inoltre promossi festival partecipativi, progettualità diffuse e iniziative dedicate ai giovani e agli spazi culturali di prossimità.
Persone punterà a contrastare le disuguaglianze e a promuovere diritti e empowerment, con un’attenzione specifica alle nuove generazioni. Le azioni riguarderanno abitare sostenibile, rigenerazione urbana, educazione di qualità, lavoro dignitoso, salute mentale, inclusione sociale e contrasto alla violenza di genere. L’obiettivo è costruire risposte strutturali attraverso alleanze stabili con enti pubblici e Terzo Settore, sostenendo percorsi di autonomia per le persone in condizioni di vulnerabilità e valorizzando il ruolo generativo delle comunità locali.
Pianeta tradurrà l’impegno per la sostenibilità in interventi che integrano tutela degli ecosistemi, competitività e qualità della vita. La missione “Sviluppare il territorio in modo sostenibile” orienterà la fase post-PNRR, rafforzando il ruolo della Fondazione come attivatore di partnership pubblico-private e come piattaforma di apertura internazionale del Nord Ovest. Proseguiranno gli investimenti in ricerca e innovazione, trasferimento tecnologico, programmi di accelerazione e strumenti di accesso al credito, insieme ad azioni dedicate alla biodiversità, alla transizione ecologica e alla cultura della sostenibilità secondo il paradigma della Salute Circolare.
Il metodo di lavoro si baserà su partnership orientate all’impatto, utilizzo innovativo dei dati e strumenti di finanza filantropica evoluta, con servizi di accompagnamento e advisory destinati agli enti. L’obiettivo dichiarato è passare da una logica di finanziamento a una di co-progettazione, capace di generare cambiamenti duraturi e misurabili.
Con il Programma 2026, la Compagnia di San Paolo conferma così la volontà di agire non solo come erogatore di risorse, ma come infrastruttura sociale e culturale al servizio dello sviluppo sostenibile dei territori, puntando su collaborazione, semplificazione e responsabilità condivisa per affrontare le sfide economiche, ambientali e demografiche dei prossimi anni.