Si è aperta a Torino, in piazza Vittorio l’attesa edizione 2026 di CioccolaTò, in programma fino a martedì prossimo, accolta da un pubblico numeroso e partecipe che conferma il legame profondo tra la città e uno dei suoi simboli più identitari: il cioccolato.
L’edizione 2026 consolida il format rinnovato lo scorso anno, restando fedele alla propria anima: qualità artigianale, attenzione alla filiera, innovazione e cultura del cacao.
Sono circa 60 i produttori provenienti da tutta Italia e dall’estero, con una presenza significativa di realtà piemontesi e 15 ‘Maestri del Gusto’ di Torino e provincia, protagonisti tra area fieristica, degustazioni, laboratori, talk e show-cooking che raccontano l’evoluzione di un prodotto che a Torino è storia industriale e patrimonio collettivo.
Tra i punti di forza figurano l’ampia presenza di espositori da fuori città, oltre il 45%, i 70 stand distribuiti in piazza, l’area talk Casa del Cioccolato affiancata alla Fabbrica del Cioccolato con gli artigiani al lavoro, quasi 100 appuntamenti in più di 15 location, l’area kids alla Scuola Primaria Francesco d’Assisi, la nuova area btob dedicata ai professionisti e la partnership solidale con la Fondazione Paideia.
Commercio e cultura sono al centro del calendario promosso da Ascom Confcommercio Torino e provincia ed Epat, con cinque giorni di degustazioni, dimostrazioni e percorsi guidati ospitati nella Casa del Cioccolato, sui tram e diffusi in città. Novità di quest’anno è l’estensione del programma ‘off’ a Borgo Po, con il coinvolgimento diretto delle attività commerciali del quartiere.
Tra gli appuntamenti più attesi di domenica, dalle ore 15.30 alle 16.30, la dimostrazione «L’arte della decorazione nella pasticceria. Da Bellissima in poi», proposta dai pasticceri di Epat Ascom e dedicata alla storica tecnica torinese della ghiaccia reale. Una tradizione nata tra gli anni Quaranta e Cinquanta grazie al maestro Guido Bellissima, che con zucchero a velo e albume montato realizzava paesaggi tridimensionali su monumentali uova di cioccolato tagliate a metà, riproducendo scorci cittadini.
Oggi quella tecnica sopravvive grazie a professionisti come Mauro Morandin e Giovanni Scalenghe, che ne custodiscono i segreti e la reinterpretano con sensibilità contemporanea. La precisione del gesto trasforma lo zucchero in fiori, animali ed elementi vegetali a tema pasquale, ma anche in vedute urbane e paesaggistiche. Una decorazione che non è soltanto esercizio estetico, ma racconto di storia e identità, testimonianza viva di un’arte dolciaria capace ancora di incantare.
«CioccolaTò è un appuntamento che racconta Torino attraverso una delle sue eccellenze più identitarie – sottolinea la presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia, Maria Luisa Coppa – e con le iniziative proposte in questi giorni abbiamo scelto di mettere insieme categorie differenti, costruendo un programma che unisce cioccolatieri, pasticceri, gelatieri, ristoratori, negozi, attività commerciali e guide turistiche. Il cioccolato diventa un filo conduttore capace di generare esperienze accessibili e di qualità per cittadini e visitatori. L’enogastronomia è sempre più una motivazione di viaggio e lavorare su questi contenuti significa rafforzare il patrimonio culturale del territorio e l’attrattività di Torino».