Brandizzo, tre anni dopo ancora tanta rabbia e richiesta di giustizia e sicurezza

Oltre 500 persone hanno ricordato Giuseppe Aversa, Kevin Laganà, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Sorvillo e Michael Zanera, i cinque operai morti sui binari nel 2023. La cerimonia, organizzata dal Comune di Brandizzo e dall’associazione Sicurezza e L

Eliana Puccio 31/08/2026
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Domenica scorsa la comunità di Brandizzo (Torino) si è fermata ancora una volta per ricordare Giuseppe Aversa, Kevin Laganà, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Sorvillo e Michael Zanera, i cinque operai edili travolti e uccisi da un treno tre anni fa, nella notte del 30 agosto 2023.

Una giornata intensa, organizzata dal Comune di Brandizzo e dall’associazione Sicurezza e Lavoro nell’ambito della ‘Settimana del Lavoro Sicuro’, nel segno della memoria, ma anche dell’impegno per chiedere giustizia e per cambiare le condizioni di sicurezza nelle ferrovie italiane.

Tre anni sono trascorsi da quella notte, ma a Brandizzo il tempo non ha cancellato il dolore. Il rumore di un treno, i binari, la stazione continuano a riportare alla memoria la tragedia ferroviaria che ha spezzato cinque vite e sconvolto altrettante famiglie.

Per il terzo anniversario oltre cinquecento persone si sono raccolte nuovamente attorno ai familiari delle cinque vittime, trasformando il ricordo in una richiesta forte di verità, giustizia e maggiore salute sicurezza nei luoghi di lavoro.

Un appuntamento importante che, come sottolineato dalla sindaca Monica Durante e dal direttore di Sicurezza e Lavoro Massimiliano Quirico, non vuole essere soltanto una ricorrenza. «Ricordare è un dovere morale, ma non basta»: è questo il senso della giornata, accompagnato dalla richiesta di un impegno più deciso per la sicurezza di chi lavora sulle ferrovie italiane.

Il programma è iniziato nella mattinata con un incontro nella Sala consiliare di piazza Carlo Ala 1, al quale hanno partecipato l'Amministrazione comunale, Sicurezza e Lavoro, rappresentanti sindacali e familiari delle vittime. Un momento di confronto prima della parte più strettamente commemorativa, pensato per ribadire che dietro una tragedia sul lavoro non ci sono soltanto numeri o statistiche, ma persone, famiglie e comunità intere.

Alle 10, nella chiesa di San Giacomo Apostolo, in piazza Vittorio Veneto, è stata celebrata la Santa Messa in ricordo dei cinque operai. Al termine, un corteo ha raggiunto piazza della Stazione, luogo simbolo della tragedia.

Davanti alla lapide commemorativa sono stati deposte cinque rose bianche e si sono susseguiti gli interventi di autorità, sindacati e familiari.

Alle 11.30, il momento più intenso e simbolico della giornata: il minuto di silenzio accompagnato da cinque fischi del treno, uno per ciascuna delle cinque vittime. Un gesto semplice e insieme potentissimo, capace di riportare idealmente tutti a quella notte di tre anni fa.

Giuseppe Aversa, Kevin Laganà, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Sorvillo e Michael Zanera erano dipendenti della Sigifer e stavano lavorando per conto di Rfi quando furono travolti da un convoglio in transito a oltre centocinquanta chilometri orari. I loro nomi sono diventati, da allora, parte della memoria collettiva di Brandizzo e un richiamo permanente alla necessità di prevenire le morti sul lavoro.

Alla cerimonia hanno partecipato, oltre ai familiari e agli amministratori di Brandizzo e di Sicurezza e Lavoro, rappresentanti delle istituzioni piemontesi e torinesi, di associazioni e di numerosi sindacati: FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil, Filt, Camera del Lavoro di Torino, Ugl, Usb. Tra gli intervenuti anche Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare sulle condizioni di lavoro in Italia della Camera dei Deputati, e rappresentanti di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Comune di Torino, Comune di Vercelli, Prefettura e Questura di Torino. Presente anche una delegazione de ‘Il mondo che vorrei’, l’associazione nata dall’esperienza dei familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio, presieduta da Daniela Rombi, e del Comitato Parenti vittime Ponte Morandi, guidato da Egle Possetti.

La presidente Gribaudo ha ricordato il prezioso lavoro svolto dalla Commissione parlamentare e ha auspicato che possa essere presto approvata la proposta di legge sul gratuito patrocinio legale per i familiari di vittime sul lavoro da lei depositata, nata in seno agli Stati Generali su Salute e Sicurezza sul Lavoro (Sgssl) su richiesta dell’associazione Sicurezza e Lavoro.

Per la Regione Piemonte è intervenuto Mauro Fava (Forza Italia), presidente della Commissione Trasporti, che ha rinnovato, a nome proprio e della Regione, la più profonda e sentita vicinanza ai familiari dei lavoratori che hanno perso la vita. «È una ferita sempre aperta per l'intera comunità piemontese – ha detto – e il ricordo delle cinque vittime deve rimanere una guida costante nel nostro operato quotidiano».

«Tuttavia – ha proseguito – il cordoglio non è sufficiente se non si traduce in un impegno fermo e condiviso sul fronte della tutela di chi lavora ogni giorno sul territorio».

«Rivolgo un appello accorato a tutte le aziende, ai datori di lavoro e agli stessi lavoratori: investire sulla sicurezza non è un costo da contenere o una risorsa sottratta alla produzione, ma una priorità assoluta e un investimento imprescindibile. Dobbiamo promuovere un vero cambio culturale in cui la prevenzione venga riconosciuta come il principale valore aggiunto all'interno del mercato»ha dichiarato Fava.

«Più sicurezza – ha affermato il presidentesignifica anche più qualità dell'opera e del servizio svolto. Lavorare in sicurezza è un diritto inalienabile ed è un dovere di tutti fare in modo che tragedie come quella di Brandizzo non debbano mai più ripetersi».

Tra i tanti amministratori locali presenti, ha preso la parola anche il sindaco di Vercelli, Roberto Scheda, che ha ribadito: «Non possiamo accettare che la sicurezza sia considerata un costo. Non possiamo accettare che una procedura venga percepita come ostacolo, né che la fretta, la superficialità o qualsiasi altra ragione possano valere più della vita di una persona. La sicurezza sul lavoro non è burocrazia. È un diritto inalienabile di ogni essere umano».

«Garantire quel diritto – ha proseguito Scheda – è la responsabilità primaria che riguarda le imprese, chi organizza il lavoro, chi controlla e, soprattutto, riguarda le Istituzioni. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo: ogni morte sul lavoro è una sconfitta dello Stato, è una sconfitta per ognuno di noi. Nessuno si senta escluso».

«La memoria della strage di Brandizzo – ha evidenziato il sindaco di Vercelli – ci impone di cambiare: controllare di più, prevenire di più. Ci impone, soprattutto, di investire massicciamente sulla sicurezza e pretendere che ogni lavoratore torni a casa: il lavoro deve dare futuro. Non togliere la vita».

La commemorazione di quest’anno assume inoltre un significato particolare perché arriva a poche settimane dall’apertura del processo per la strage. La prima udienza è prevista per il prossimo 30 settembre al Tribunale di Ivrea (Torino. Comune di Brandizzo e Sicurezza e Lavoro hanno annunciato la volontà di costituirsi parte civile nel procedimento penale, affiancando così i familiari e chiedendo che il processo contribuisca a fare piena luce sulle responsabilità e sulle condizioni che hanno portato al disastro.

Il processo rappresenta per le famiglie un passaggio atteso da tre anni. Durante la commemorazione, il dolore è tornato a farsi sentire nelle parole dei parenti, insieme alla richiesta di giustizia. Massimo Laganà, padre di Kevin, ha ribadito la propria fiducia nella magistratura di Ivrea, mentre la madre di Giuseppe Aversa, Lidia Orastella, ha espresso tutta la rabbia e la sofferenza per una tragedia che, a suo giudizio, non ha ancora prodotto cambiamenti sufficienti sul fronte della sicurezza.

Ma Brandizzo non chiede soltanto di individuare eventuali responsabilità. La richiesta che arriva dalla comunità è soprattutto quella di evitare che una tragedia simile possa ripetersi. Sicurezza e Lavoro e l'Amministrazione comunale insistono sulla necessità di nuove procedure, sull'impiego costante di strumenti tecnologici, su controlli più stringenti e su una maggiore attenzione alla gestione degli appalti e dei subappalti. Il tema è particolarmente delicato in un settore nel quale tempi, organizzazione del lavoro e rispetto delle procedure possono incidere direttamente sulla vita delle persone.

La commemorazione del 30 agosto si inserisce inoltre nella terza edizione della ‘Settimana del Lavoro Sicuro’, organizzata da Sicurezza e Lavoro dal 28 agosto al 4 settembre. Per l’occasione, l’associazione ha previsto anche sui propri canali social (@siclavoro) una campagna quotidiana di sensibilizzazione attraverso vignette del cartoonist Tiziano Riverso dedicate alla sicurezza di chi lavora sulle ferrovie italiane, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione anche oltre la giornata dell’anniversario.

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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