Ospedali pieni di anziani fragili

«In Piemonte il 70% dei pazienti ha oltre 70 anni e più patologie. Mancano medici e infermieri»

Anna Bosco 21/03/2026
Foto medici vaccino.jpeg - {Foto medici vaccino.jpeg} - [136523]

Nei reparti di Medicina Interna del Piemonte, l’ospedale ha sempre più il volto della fragilità. Oltre sette pazienti su dieci hanno più di 70 anni e convivono mediamente con quattro patologie contemporanee. È la fotografia scattata da Fadoi, che restituisce l’immagine di una sanità alle prese con una trasformazione profonda e ormai strutturale: l’invecchiamento della popolazione e l’aumento della complessità clinica.

Un cambiamento che impatta direttamente sull’organizzazione degli ospedali. Secondo l’indagine, il 54% degli internisti ritiene che i pazienti ricoverati necessitino prevalentemente di livelli di cura medio-alti o elevati. Eppure, nonostante questo scenario, i reparti di Medicina Interna continuano spesso a essere classificati come a bassa intensità assistenziale. Una definizione che, nei fatti, rischia di tradursi in risorse insufficienti.

Le conseguenze sono evidenti. La carenza di personale supera il 10% tra i medici e raggiunge il 20% tra gli infermieri, mentre la pressione sui posti letto è ormai costante. Il tasso medio di occupazione tocca il 100% e in circa la metà dei reparti si registrano situazioni di overbooking, con ricoveri oltre la capienza prevista. Non si tratta di picchi occasionali, ma di una condizione che tende a diventare ordinaria.

A complicare ulteriormente il quadro è la difficoltà di dimissione: il 17% dei posti letto risulta occupato da pazienti che non possono essere trasferiti o rientrare a casa per carenze di tipo sociale o assistenziale sul territorio. Un dato che evidenzia come il problema non sia solo sanitario, ma anche organizzativo e sociale, e chiami in causa l’integrazione tra ospedale e servizi territoriali.

«Grazie alla capacità di gestire persone con più patologie e livelli di intensità di cura differenti – afferma il presidente regionale Fulvio Pomero – questa disciplina coordina percorsi clinici sempre più articolati e personalizzati sui bisogni di ogni singolo individuo. In questo modo, la Medicina Interna conferma il suo ruolo centrale nella gestione dei bisogni clinici odierni e si candida a essere un partner strategico del territorio».

Le Medicine Interne, infatti, rappresentano oggi uno snodo cruciale del sistema ospedaliero. Accolgono pazienti complessi, spesso anziani e fragili, che non trovano una collocazione appropriata nei reparti superspecialistici, ma che richiedono comunque competenze elevate e un approccio multidisciplinare. È qui che si concentrano le cronicità, le pluripatologie e le situazioni cliniche più articolate, che richiedono un coordinamento continuo tra diverse specialità.

Negli ultimi anni, anche a livello nazionale, Fadoi ha più volte sottolineato come la Medicina Interna sia diventata il vero “baricentro” dell’ospedale moderno. Non solo per il volume di ricoveri, ma per la complessità dei casi trattati e per la capacità di adattarsi a bisogni assistenziali in continua evoluzione.

Il nodo, però, resta quello delle risorse. La classificazione come reparti a bassa intensità di cura appare sempre più distante dalla realtà quotidiana descritta dai dati. Una discrepanza che rischia di incidere sulla qualità dell’assistenza e sulle condizioni di lavoro degli operatori sanitari, già messi alla prova da carichi sempre più elevati.

La sfida, dunque, è duplice: da un lato, riconoscere formalmente il livello di complessità gestito dalle Medicine Interne, adeguando organici e modelli organizzativi; dall’altro, rafforzare la rete territoriale per evitare che l’ospedale diventi l’unico punto di riferimento per pazienti fragili e cronici.

Perché, come suggerisce l’indagine, il futuro della sanità passa sempre più da qui: dalla capacità di gestire la complessità, garantendo continuità assistenziale e risposte integrate. E in questo scenario, la Medicina Interna non è più un reparto “di passaggio”, ma uno dei pilastri su cui si regge l’intero sistema.

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
Editore: POLO GRAFICO SPA
Via Giovanni Agnelli 3,
12081 Beinette (CN)
+39 0171 392211
P.IVA: 02488690047

Il Giornale del Piemonte e della Liguria

Il quotidiano on line "Il Giornale del Piemonte e della Liguria web" è il nuovo media della galassia del gruppo Polo Grafico Spa, editore da oltre 25 anni nei territori di Piemonte, Liguria e Regione Paça (Costa Azzurra). Il gruppo edita da oltre vent'anni il quotidiano nella versione cartacea "Il Giornale del Piemonte e della Liguria".

Polografico Spa - P.IVA: 02488690047

Chi Siamo | Contatti | Cookies | Privacy