Inaugurato a Ceva il nuovo Ospedale di Comunità

La struttura consta di 20 posti letto per convalescenze o lungodegenze a bassa intensità clinica

13/02/2026
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Nel pomeriggio di mercoledì 11 febbraio, al primo piano del blocco C 3 del nosocomio di Ceva, è stato inaugurato l’Ospedale di Comunità. La struttura consta di 20 posti letto adibiti per pazienti che necessitino di cure a bassa intensità clinica, ma di assistenza continuativa. Gli Ospedali di comunità nascono infatti con il preciso scopo di alleggerire il carico di lavoro, e l’occupazione dei reparti ospedalieri, da parte di chi non si trovi in una situazione di acuzie o di gravità, garantendo al contempo lungodegenza o convalescenza in uno spazio con cure mediche e infermieristiche che possano evitare ricadute o nuovi aggravii nel quadro clinico.

Il taglio del nastro ha visto la partecipazione dell’Amministrazione comunale cebana e di molti sindaci del distretto sanitario sud-est, ma soprattutto dei massimi esponenti della sanità cuneese, piemontese e ligure. Erano infatti presenti gli assessori alla Sanità piemontese e ligure, Federico Riboldi e Massimo Nicolò, le consigliere regionali di entrambe le Regioni, rispettivamente Federica Barbero e Sara Foscolo, il direttore generale dell'ASL Cn1, Giuseppe Guerra, con la direttrice sanitaria, Monica Rebora, e il direttore amministrativo, Diego Poggio, e ovviamente il sindaco di Ceva, Fabio Mottinelli. Come ricordato dalle istituzioni e dal dottor Guerra, l’Ospedale di Comunità è solo il primo intervento in un quadro più ampio di implementazione e rafforzamento della sanità del territorio cebano. 

“Ringrazio l’impresa che ha portato a termine i lavori in tempo record. Oltre all’Ospedale di Comunità, su Ceva arriveranno la Casa di Comunità, una TAC e altra strumentazione di primaria importanza per lo svolgimento dell’attività ospedaliera. Questa è la conferma di come Ceva sia centrale per l’Azienda sanitaria e per la sanità del cuneese.” Queste le parole di Giuseppe Guerra.

A seguire, il saluto dell’assessore Riboldi ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra enti e istituzioni per arrivare a un risultato che sia davvero utile per i cittadini: “Gli ospedali, oltre che funzionali, devono essere intrisi di dignità, accoglienza e umanizzazione degli spazi. Mi unisco anch’io al ringraziamento all’impresa, che ha svolto qui, in un tempo record, un lavoro straordinario, dando alla città un Ospedale di Comunità bello e accogliente. Per noi non esistono ospedali di serie A e serie B, qui inoltre mi sono sempre confrontato con un sindaco tanto pervicace, sensibile alle esigenze del territorio, la sua insistenza, sempre nei toni dell’educazione e del confronto, ha portato a ciò che vediamo oggi. Ringrazio anche il collega ligure, l’assessore Nicolò, per essere qui oggi, e le consigliere regionali. Le Regioni devono collaborare, i territori di confine sono talvolta quelli con maggiori difficoltà, ma se uniamo le forze possiamo offrire più servizi ai cittadini.”

Di pari avviso è proprio l’assessore alla Sanità della Regione Liguria: “Non posso che dare ragione all’amico Federico Riboldi. La sanità, benché gestita dalla Regioni, resta comunque un servizio su scala nazionale, un diritto garantito dalla Costituzione. Lungo i confini, ci sono ampie fasce di popolazione che sono più comode nell’usare strutture al di là del confine regionale, nel nostro caso specifico penso per esempio al Comune di Massimino, ma ce ne sarebbero molti altri. Noi dobbiamo garantire questa possibilità, è una sfida win-win, in cui vincono i cittadini e il territorio.”

“Da sindaco, oggi il mio più sentito grazie va a tutti coloro che hanno voluto essere qui per questa importante inaugurazione: le istituzioni, i colleghi sindaci, gli operatori sanitari, i giornalisti. Per lungo tempo si è detto che l’ospedale di Ceva era dimenticato, ed effettivamente lo è stato in passato, ma ora è tornato al centro dell’attenzione della sanità provinciale e regionale.” Queste le parole di Fabio Mottinelli. “Tutti i colleghi sindaci hanno capito che questo non è l’ospedale di Ceva, ma del territorio, un presidio fondamentale per tutti i cittadini che vivono o gravitano sul cebano, monregalese, sulla Langa cebana e nelle nostre vallate. Il dialogo con Asl e Regione è stato intenso, costante, si è creata una rete che ha generato ricadute virtuose, ma non vogliamo e non possiamo fermarci qui. Dalle emergenze e dalle esigenze estemporanee di un reparto, di una specializzazione, dobbiamo arrivare a un progetto ampio e condiviso sulla sanità, e questo è il primo passo lungo questo percorso che, come già anticipato, avrà altri step di fondamentale importanza per la città e per l’intero areale limitrofo.”

Dopo il momento inaugurale, gli ospiti si sono spostati presso la sala conferenze dell’Unione Montana Valli Mongia, Cevetta, Langa cebana e Alta Valle Bormida, dove è stata firmata la dichiarazione d'intenti tra Regione Piemonte e Regione Liguria e sono stati presentati al pubblico i lavori che interesseranno l'ospedale e la sanità cebana nel prossimo futuro. Al tavolo di lavoro ha preso parte anche il presidente di Co.Di.Ce., Comitato di Difesa dell’Ospedale di Ceva, Davide Prato.

Molti gli interventi illustrati. Nello specifico, a Ceva sorgerà, tra fine marzo e aprile, la Casa di Comunità. Questa struttura, ricavata dalla riqualificazione del vecchio ospedale, permetterà l’erogazione di prestazioni specialistiche e ambulatoriali al di fuori della struttura ospedaliera, così da evitare, così come per l’Ospedale di Comunità, un sovraccarico della stessa, sia in termini di spazi, sia in termini di carico di lavoro ed erogazione delle prestazioni. Coloro che debbano sottoporsi a visite di controllo, screening di routine, oppure far fronte a una situazione di malanno che nel Pronto Soccorso ordinario accederebbe come prestazione non urgente, potranno rivolgersi pertanto alla struttura all’uopo preposta.

Sempre in primavera, presumibilmente entro maggio 2026, arriverà la nuova TAC, alla quale si aggiungerà nuova strumentazione ecografica. Oltre a questo, verranno avviati i lavori per garantire la Dialisi a Ceva, non appena terminati i lavori per il medesimo reparto a Mondovì.

L’ospedale di Ceva, inoltre, sarà interessato da un profondo e diffuso intervento antisismico, per il quale sono stati stanziati quasi 7 milioni di euro. I suddetti fondi, erogati ai sensi dell’art. 20 della legge 67/1988, afferente specificatamente all’edilizia sanitaria, potranno essere spesi nel quando l’Asl stessa lo riterrà utile e possibile, senza vincoli temporali. 

Oltre a questo, Riboldi ha anche ricordato come la sanità locale sia stata potenziata. Risultano infatti un +15% di prestazioni, un notevole incremento e potenziamento nella chirurgia ambulatoriale e nel day surgery e si arriverà all’assunzione di un nuovo ortopedico. 

Tutto ciò rappresenta a sua volta il rafforzamento di una rete sanitaria che copre le esigenze di tutto il territorio e che ha saputo fare tesoro delle istanze dei cittadini.

A termine della presentazione, si è infine tenuto un momento di confronto con il pubblico e con i sindaci del territorio. 

Ceva torna così a essere centrale nel dibattito sulla sanità territoriale, offrendo spazi, servizi e assistenza di elevata qualità e professionalità, affinché la salute sia davvero un diritto tutelato da tutti e per tutti.


 
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