La Quarta Sezione della Corte di Cassazione, riunita l’11 febbraio 2026 a Roma, ha annullato senza rinvio la sentenza di secondo grado del processo «Eternit Bis», disponendo la trasmissione degli atti alla Corte d’Assise d’Appello di Torino per la traduzione del provvedimento in una lingua nota all’imputato, il tedesco.
Accolta così l’eccezione della difesa di Stephan Schmidheiny, condannato il 17 aprile 2025 a nove anni e sei mesi per i morti d’amianto legati allo stabilimento Eternit di Casale Monferrato (Alessandria).
Dopo la traduzione, ripartiranno i termini per un eventuale nuovo ricorso in Cassazione ripartiranno e potrà essere fissata un’altra udienza davanti alla Suprema Corte, a Roma.
Dura la reazione dell’associazione Sicurezza e Lavoro, parte civile nel processo con l’avvocato Giacomo Mattalia. «Siamo molto amareggiati per questo ennesimo slittamento – afferma il direttore Massimiliano Quirico – che rischia di causare la prescrizione per altri omicidi causati dall’Eternit. È un’ulteriore beffa per le vittime dell’amianto, che ancora una volta vedono allontanarsi la giustizia per i propri cari».
Quirico assicura che l’impegno continuerà: «Non ci arrenderemo e proseguiremo le nostre battaglie per chi si ammala, si infortuna o muore sul lavoro, chiedendo uno sforzo maggiore da parte dello Stato per garantire piena e rapida giustizia».
Anche l’Afeva, l’associazione dei familiari delle vittime di Casale Monferrato, parla di «ennesima delusione» e si chiede «come si può credere nella giustizia quando sembra sempre di rincorrere l’impossibile?», ricordando che «intanto si continua a morire».
Si allungano intanto i tempi anche per altri procedimenti. Nel processo per il crollo della gru del 18 dicembre 2021 a Torino, costato la vita a tre lavoratori, in cui è parte civile Sicurezza e Lavoro, il giudice ha disposto una perizia e la sentenza di primo grado arriverà solo tra diversi mesi.
E deve ancora iniziare il procedimento sulla strage ferroviaria di Brandizzo (Torino) del 30 agosto 2023, in cui sono morti cinque operai edili, travolti da un treno che sfrecciava a 160 km/h.