Fabrizio Priano è un politico alessandrino di lungo corso. Nel 1997 la prima elezione in Consiglio comunale ad Alessandria tra le file di Forza Italia. L’ultima, invece, nel 2022 con Fratelli d’Italia, ilchè lo rende uno dei volti storici della politica alessandrina e che meglio può raccontare com’è cambiata la città nel corso degli anni.
Lei ha una lunghissima esperienza quale consigliere comunale ad Alessandria. Pertanto vorrei partire con il chiederle quanto è cambiata la città dal 1997, ossia dalla sua prima elezione a consigliere.
«La Città è cambiata molto, se si pensa che nel 1997 era ancora aperta la ferita dell’alluvione del novembre 1994, ma contemporaneamente si viveva un periodo di grandi novità, c’era anche una atmosfera di grande fiducia, il Sindaco Francesca Calvo aveva un idea di Città molto ambiziosa e questo si percepiva.
Oggi la città ha paradossalmente più possibilità di sviluppo rispetto ad allora, perché nei prossimi anni vedranno la luce insediamenti importanti per quanto riguarda lo sviluppo della logistica, con grandi investimenti e aumento significativo dei posti di lavoro, oltre allo sviluppo dell’università che avrà un nuovo campus e trasformerà Alessandria in una vera città universitaria. La sanità che vedrà l’Ospedale diventare il primo Irccs pubblico piemontese e successivamente cambiare sede con la costruzione di un nuovo efficientissimo edificio.
La cultura, con l’apertura dei nuovi contenitori culturali all’ex ospedale militare e la riapertura dopo 15 anni del teatro comunale ristrutturato è totalmente rinnovato, oltre a tanti altri interventi minori.
Nonostante tutti questi eventi molto positivi, si respira un brutto clima, la città è percepita come sporca, disordinata, insicura, senza una visione strategica».
Ad Alessandria il partito che rappresenta è all’opposizione, lo sarete ancora tra un anno?
«Noi siamo all’opposizione perché così hanno decretato gli elettori 4 anni fa, con i colleghi di Fratelli d’Italia e gli altri partiti del centrodestra abbiamo perso le elezioni e da allora ci impegniamo nel ruolo che ci è stato assegnato. Io personalmente sto facendo un’opposizione intransigente, attenta, ma sempre con uno sguardo costruttivo, ho presentato in questi anni decine di interpellanze, mozioni ed emendamenti, molte delle quali sono state sollecitate da persone che mi contattano sia direttamente sia attraverso i social. Negli ultimi anni i social hanno modificato fortemente il modo di fare politica, soprattutto di comunicare la politica».
Attualmente, secondo lei, quali sono i maggiori problemi di Alessandria?
«Ci sono molti problemi, ma certamente la mancanza di una strategia da parte di chi sta guidando la città, si percepisce e non aiuta. La città è sporca e ha una manutenzione che lascia molto a desiderare, cito come esempio il fatto che ci sono migliaia di persone che da più di un anno non possono portare un fiore sulla tomba dei propri cari, in quanto il Cimitero Monumentale ha molti sepolcreti chiusi perché pericolanti a causa della scarsa manutenzione. I giardini pubblici sono talmente mal frequentati che è stato necessario renderli zona rossa due volte negli ultimi mesi per poter mettere a posto le cose. La percezione di insicurezza è forte, ma oltre all’insicurezza regna un certo disordine, monopattini e biciclette elettriche che sfrecciano da tutte le parti, vandalismo e altro ancora. Stiamo parlando di una città che fino a qualche anno fa era considerata un’oasi felice e ora non lo è più».
«Di recente ha presentato un’interpellanza su una tematica delicata quale la mancanza di parcheggi riservati ai disabili in Piazza Libertà. A tal proposito, ha avuto risposte?
«Non ancora, ma sicuramente le avrò al prossimo Consiglio Comunale, il problema di Piazza Libertà è che il parcheggio ha gli stalli per le auto che sembrano non essere della misura prevista dalla normativa vigente ed inoltre non ci sono all’interno della piazza posti per disabili, oltre all’anello viabile della piazza che è stato oggetto di pedonalizzazione, comportando solo disagi e problemi, come sempre avviene quando le scelte sono ideologiche e non frutto di programmazione».
Invece per quanto riguarda il comparto della cultura e degli eventi, come si sta muovendo l’attuale maggioranza comunale?
«Sicuramente non in modo soddisfacente, qualche segnale si è intravisto, ma anche in questo caso manca una programmazione e una visione, io penso sinceramente che la città debba essere molto più ambiziosa, anche nella proposta di eventi culturali.
Manca sicuramente la programmazione di una o due mostre importanti che possano proiettare la città nel circuito della grande arte.
Si potrebbe fare molto di più e quello che viene poco considerato è che ogni euro investito in cultura genera un volano per la città, quindi determina una crescita culturale, sociale, ma anche economica».
Ho affrontato il tema della cultura perché lei è molto attivo anche sul piano culturale attraverso l’Associazione Libera Mente-Laboratorio di Idee di Alessandria, di cui è presidente. Le iniziative che state organizzando stanno ottenendo dei buoni riscontri di partecipazione? Avete dei progetti interessanti in cantiere?
«L’associazione è una realtà che da parecchi anni porta eventi culturali in città e non solo.
La cosa bella è che intorno all’associazione è nata una comunità di artisti e scrittori locali che la animano e la frequentano e di questo sono orgoglioso.
Sicuramente nei prossimi mesi ho in mente di organizzare alcuni eventi per parlare di quella che è la vera rivoluzione dei nostri tempi e cioè l’intelligenza artificiale, che in molti campi sta determinando cambiamenti epocali, lo farò programmando la presentazione di diversi libri sull’argomento che apriranno un interessante dibattito.
Altro argomento che intendo approfondire sarà certamente lo sviluppo della città, attraverso una serie di incontri con esponenti politici, docenti universitari, imprenditori e ricercatori, per creare una mappa in cui tracciare una strada per riportare finalmente Alessandria al ruolo che merita».