Torino capitale della Space Economy

Allo SpacePark il vertice sullo spazio militare

Eliana Puccio 28/05/2026
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Lo spazio non è più soltanto terreno di ricerca scientifica o di esplorazione. Oggi è una questione strategica, industriale e militare. E Torino, con il suo distretto aerospaziale, punta a ritagliarsi un ruolo sempre più centrale nello scenario europeo della New Space Economy.

È questo il messaggio emerso dalla conferenza “Ripensare lo spazio militare fra dualità, innovazione, nuove minacce e nuove esigenze operative”, ospitata allo SpacePark di Argotec, alle porte del capoluogo piemontese. Per una giornata, l’hub tecnologico dell’azienda torinese si è trasformato in un luogo di confronto tra rappresentanti delle Forze Armate, istituzioni, industria e mondo della ricerca.

L’iniziativa è stata organizzata dal CeSMA, il Centro Studi Militari Aerospaziali dell’Associazione Arma Aeronautica, insieme ad Argotec e con il contributo dell’Istituto Affari Internazionali e della Fondazione Amaldi. Al centro del dibattito il tema della sicurezza nello spazio, le tecnologie dual use — cioè utilizzabili sia in ambito civile sia militare — e la necessità di rafforzare l’autonomia strategica italiana ed europea.

Negli ultimi anni il dominio spaziale ha assunto un peso sempre maggiore negli equilibri geopolitici internazionali. Satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra e gestione dei dati sono ormai strumenti essenziali non soltanto per le attività civili, ma anche per la sicurezza nazionale e per le operazioni militari.

«Lo spazio non rappresenta più soltanto una frontiera scientifica, ma un dominio strategico sempre più centrale negli equilibri globali», ha sottolineato il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago intervenendo alla conferenza. «Oggi le infrastrutture e le capacità spaziali incidono concretamente sulla vita quotidiana dei cittadini, sulla protezione delle infrastrutture critiche, sulla resilienza degli Stati e sulla competitività dei sistemi industriali».

La giornata ha riunito alcuni dei principali protagonisti italiani del settore. A coordinare i lavori sono stati il generale Roberto Chivilò, vicedirettore del CeSMA, e il generale Lucio Bianchi, consulente per la divisione Spazio e ideatore dell’evento.

Tra i temi affrontati, l’evoluzione delle minacce nello spazio, il nuovo ruolo delle tecnologie duali e la necessità di sviluppare capacità operative autonome da parte dell’Europa. Nel corso delle tavole rotonde si sono confrontati rappresentanti dell’Aeronautica Militare, dello Stato Maggiore Difesa, dell’Agenzia Spaziale Europea, dell’Agenzia Spaziale Italiana e dell’industria.

Uno dei concetti più ricorrenti durante gli interventi è stato quello della “velocità industriale”. Secondo molti relatori, la rapidità nello sviluppo e nella produzione delle tecnologie rappresenta oggi un fattore decisivo per la competitività internazionale.

«La vera sfida per l’Europa è di sistema», ha osservato ancora Perego di Cremnago. «Dobbiamo abbattere i tempi decisionali, colmare la dipendenza infrastrutturale e tecnologica e ridurre il gap di investimenti. L’autonomia strategica non si dichiara: si costruisce».

Un ruolo centrale lo giocano le partnership tra pubblico e privato. In questo senso Torino viene considerata uno dei poli più dinamici del settore aerospaziale nazionale. Lo SpacePark di Argotec, sede dell’evento, rappresenta uno dei simboli della trasformazione industriale del territorio: un centro dedicato alle tecnologie spaziali avanzate, all’osservazione della Terra, alle telecomunicazioni e allo Space Weather.

Non a caso alla conferenza hanno partecipato anche alcuni dei principali gruppi industriali del comparto. Nel panel dedicato all’innovazione si sono confrontati David Avino, fondatore e amministratore delegato di Argotec, Massimo Claudio Comparini, managing director della Divisione Spazio di Leonardo e presidente di Thales Alenia Space Italia, e Alessandro Ercolani, amministratore delegato di Rheinmetall Italia.

Dal dibattito è emersa la necessità di costruire una filiera europea più compatta e meno frammentata, capace di sostenere non soltanto la fase di ricerca e sviluppo ma anche quella della crescita industriale. Un percorso che richiede investimenti, procedure più rapide e una maggiore integrazione tra esigenze civili e militari.

Il concetto di dual use è stato infatti uno dei temi chiave della giornata. Le stesse tecnologie che permettono servizi civili avanzati — dalla navigazione satellitare al monitoraggio climatico — possono avere applicazioni decisive anche in ambito difensivo. Per questo le infrastrutture spaziali vengono ormai considerate asset strategici da proteggere.

La conferenza si è svolta inoltre in una fase particolarmente significativa per il comparto italiano della Difesa. Recentemente il ministro Guido Crosetto ha affidato all’Aeronautica Militare il ruolo di lead service per lo Spazio militare, rafforzando il coordinamento delle attività operative legate al dominio spaziale.

«L’Italia possiede tutte le capacità e le competenze per continuare a essere protagonista nella nuova geopolitica dello spazio», ha aggiunto Perego di Cremnago. «Abbiamo una filiera completa, eccellenze scientifiche riconosciute a livello internazionale e un patrimonio industriale di altissimo livello».

Per Torino si tratta di una conferma importante. La città, storicamente legata all’industria manifatturiera e automobilistica, negli ultimi anni ha investito sempre di più sul comparto aerospaziale, che oggi rappresenta uno degli asset strategici dell’economia piemontese.

E proprio dal capoluogo piemontese passa una parte della sfida europea per lo spazio del futuro: un settore in cui innovazione tecnologica, sicurezza e industria sono ormai strettamente intrecciate.

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