«Più sicurezza cibernetica nei porti di Genova e Savona»

Il presidente di AdSP, Matteo Paroli, ha delineato le criticità del sistema per la guerra in Medio Oriente

05/03/2026
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La guerra in Medio Oriente porterà conseguenze anche nel Mediterraneo e in particolare sui traffici dei porti liguri. Ne è convinto Matteo Paroli, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, che commenta la situazione internazionale a margine dello Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry, ieri, al centro congressi di Assolombarda a Milano. «Le conseguenze ci saranno - dice - sono inevitabili sul porto di Genova come su quello di Savona.Ci attendiamo una congestione dei traffici, che probabilmente registreremo già nei prossimi giorni, soprattutto per il settore petrolifero e del gas naturale», ha spiegato Paroli, ricordando come una crisi analoga, poco più di un anno fa, abbia colpito l’intera logistica mondiale. Il presidente ha sottolineato che si tratta di una criticità condivisa con tutti i porti nazionali: «Non abbiamo competenze sulla politica internazionale, possiamo soltanto efficientare il nostro sistema di accoglienza delle navi». In quest’ottica, Genova e Savona stanno rafforzando la security portuale, sia sul piano fisico - accessi e permanenza delle navi in rada - sia su quello cibernetico. «La componente cyber è particolarmente attenzionata - ha aggiunto - perché le merci sono accompagnate da flussi di dati fondamentali e non possiamo permetterci intrusioni o attacchi, che registriamo quotidianamente con picchi crescenti quando le tensioni internazionali salgono». Quanto agli scenari marittimi, la chiusura del Stretto di Hormuz «ha già scatenato panico e allarme», anche se al momento non si registrano rallentamenti sulle navi in arrivo. Diverso il discorso per il Canale di Suez, dove le nuove tensioni potrebbero rallentare ulteriormente i transiti e favorire rotte alternative come quella del Capo di Buona Speranza, con slittamenti nei tempi di arrivo. «In linea teorica - ha concluso Paroli - entro 40-45 giorni il sistema dovrebbe stabilizzarsi, ma il settore energetico è quello che rischia di risentire maggiormente della situazione di guerra».
Anche il presidente della Regione, Marco Bucci, ha fatto alcune dichiarazioni a margine dell’incontro, sottolineando come ci sia «un po’ di preoccupazione ovunque per le catene logistiche, dai carburanti al gas». «Ma non sono allarmato - ha sottolineato - la logistica è un meccanismo estremamente flessibile e sa trovare soluzioni anche nei momenti di crisi». Alla luce della guerra in Medio Oriente e delle possibili ripercussioni sul porto di Genova, Bucci ha confermato interlocuzioni costanti con gli operatori del settore. «Ci sono navi ferme prima di poter passare nello stretto, quindi ci sono merci bloccate che dovranno essere instradate verso il porto giusto quando sarà possibile transitare. È una situazione in continua evoluzione». Secondo il governatore, le tensioni internazionali generano inevitabili rallentamenti, ma rappresentano anche occasioni di riorganizzazione: «In queste situazioni si aprono opportunità per gli imprenditori della logistica di fare un buon lavoro e risolvere problemi complessi». «La logistica riesce sempre a trovare nuove vie - ha concluso Bucci -. Non sono preoccupato in generale, sono piuttosto molto attento, come lo sono gli imprenditori, a individuare la strada giusta nel momento giusto. E ce la faremo sicuramente».
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