Il bilancio Gimbe sulla sanità: mancano medici di base e pesa ancora la mobilità passiva
Monica Bottino 08/10/2026
È ancora una volta il Rapporto Gimbe a scattare la fotografia dettagliata sul Servizio Sanitario Nazionale, analizzando l’andamento del finanziamento pubblico, l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), gli squilibri del personale e la mobilità sanitaria interregionale. I dati regionali del 9° Rapporto mettono in luce dinamiche e sfide specifiche per il Nord-Ovest, in particolare per Liguria e Piemonte.
In Liguria, le risorse pro-capite destinate dal Fondo Sanitario Nazionale per il 2025 toccano i 2.295 euro, cifra superiore alla media nazionale di 2.218 euro. L’aspettativa di vita alla nascita si attesta su una media di 83,7 anni, perfettamente in linea con il dato nazionale. Uno degli elementi più rilevanti riguarda la dotazione di personale sanitario dipendente: nel 2024 la regione registra 16,6 unità ogni 1.000 abitanti (contro la media italiana di 12,1). Nel dettaglio, si contano 2,26 medici (media Italia 1,84) e 6,78 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,75), portando il rapporto infermieri/medici a 2,99 (rispetto al 2,59 nazionale). Per il ricorso ai servizi di fornitura di personale esterno (i cosiddetti «gettonisti»), nel 2025 si stima una spesa di 13,5 milioni di euro. Sul fronte privato, la spesa out-of-pocket (ovvero quella che i cittadini pagano di tasca propria) dichiarata nel 2024 tramite Sistema della Tessera sanitaria è pari a 870 euro pro-capite più alta della media Italia a 787 euro.
I dati relativi alle cure essenziali evidenziano un recupero significativo: con 250 punti su 300 negli adempimenti Lea per il 2024 (+31 punti rispetto al 2023, anno in cui la regione era inadempiente), la Liguria sale all’8° posto tra regioni e province autonome. Nell’analisi del Nuovo Sistema di Garanzia, la Liguria si posiziona 8ª sia nell’area della prevenzione sia nell’assistenza distrettuale, collocandosi invece al 14° posto per l’assistenza ospedaliera.
Restano tuttavia aperte alcune criticità, come la rinuncia alle cure: nel 2024 il 10,1% dei cittadini (oltre 152 mila persone) ha dichiarato di aver rinunciato a prestazioni sanitarie (+2,3% rispetto al 2023). Non bene la mobilità sanitaria: nel 2023 il saldo è negativo per -74,4 milioni di euro (con 157,5 milioni di crediti e 231,8 milioni di debiti). La quota erogata dal privato accreditato sul totale della mobilità attiva è pari all’11,4%, posizionando la regione al 19° posto in Italia. Per quanto riguarda la medicina di base e la pediatria si stima una carenza di 116 Medici di Medicina Generale e la riduzione della categoria è stata del 15,1% tra il 2019 e il 2024. Entro il 2028 andranno in pensione 215 MMG. Sul fronte dei Pediatri di Libera Scelta, il deficit stimato è di 7 unità, con il 91,6% dei bambini tra 6 e 13 anni seguito da un pediatra (3ª regione in Italia).
Il presidente della Commissione Sanità della Regione Liguria, Marco Frascatore, ha commentato i dati sottolineando il valore primario delle risorse umane: «La Liguria è la prima Regione italiana per numero di infermieri dipendenti del Ssn in rapporto alla popolazione. È un dato che va ricordato ogni volta che sentiamo dire che manca personale. Le difficoltà esistono, ma è importante riconoscere i risultati e i progressi sui Lea (+31 punti). Continueremo a confrontarci con le criticità, come mobilità e attrattività, per difendere il lavoro quotidiano dei nostri professionisti». Per quanto riguarda il Piemonte vanno segnalate la stabilità dei Lea, ma una forte pressione sui pediatri
In Piemonte, il Fsn pro-capite per il 2025 si attesta a 2.253 euro. L’aspettativa di vita alla nascita è pari a 83,6 anni. La dotazione di personale nel 2024 registra 13,7 dipendenti ogni 1.000 abitanti, con 1,89 medici e 5,19 infermieri (rapporto infermieri/medici pari a 2,75). A differenza della Liguria, l’impatto economico per la fornitura di personale esterno («gettonisti») nel 2025 risulta notevolmente più alto, pari a 57,5 milioni di euro. La spesa sanitaria out-of-pocket ammonta a 875 euro pro-capite., più alta che in Liguria. Sul versante delle prestazioni e dell’organizzazione, per le cure essenziali Il Piemonte ottiene 272 punti su 300 nei Lea per il 2024, confermandosi al 4° posto nazionale. Nelle singole aree si attesta al 6° posto nella prevenzione, al 4° nella distrettuale e al 5° nell’ospedaliera. La rinuncia alle cure riguarda il 9,2% dei residenti (circa 391 mila persone). La regione per la mobilità sanitaria presenta un saldo negativo contenuto a -20,7 milioni di euro. La componente del privato accreditato costituisce il 49,5% della mobilità attiva regionale. Capitolo medici di famiglia e pediatri: si stimano carenze per 463 MMG e ben 109 Pls. Il Piemonte detiene la media più alta in Italia per assistiti pro-capite per pediatra (1.126 bambini per pediatra, oltre il massimale senza deroghe).
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