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Torino chiede nuovi modelli per Mirafiori

Investimenti e occupazione al centro del confronto tra il sindaco di Torino e l’amministratore delegato del Gruppo Stellantis

Eliana Puccio 10/10/2026
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Il futuro di Mirafiori, gli investimenti industriali e la tutela dell’occupazione. Sono questi i temi al centro dell’incontro che si è svolto a Palazzo Civico tra il sindaco del Comune di Torino, Stefano Lo Russo, e l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, in un momento delicato per l’industria automobilistica europea.

Il confronto ha affrontato anche i principali dossier al vaglio delle istituzioni dell’Unione Europea, con particolare attenzione agli effetti delle scelte normative sulla competitività del settore, sulla capacità di attrarre investimenti e sulle prospettive del lavoro. Per Torino, la priorità resta il rilancio dello stabilimento di Mirafiori. Lo Russo ha ribadito la necessità di dare continuità agli investimenti, aumentare i volumi produttivi e ampliare la gamma dei veicoli realizzati nel sito, affiancando nuovi modelli alla Fiat 500. Un passaggio strategico per consolidare la presenza industriale di Stellantis sul territorio e garantire prospettive più solide a lavoratrici, lavoratori e imprese della filiera.

«Abbiamo ribadito quanto sia importante per Torino continuare a investire su Mirafiori, rafforzandone la capacità produttiva e costruendo le condizioni per accogliere nuovi modelli accanto alla 500», ha dichiarato il sindaco.

Lo Russo ha accolto positivamente anche l’andamento della produzione dei cambi, giunta a un milione di pezzi, come ha scritto il nostro quotidiano nei giorni scorsi, considerato un elemento importante per lo stabilimento, sottolineando però che il rafforzamento delle attività deve accompagnarsi a nuove prospettive per la produzione di veicoli.

L’obiettivo è aumentare i volumi e diversificare la produzione, così da consolidare gli investimenti e proteggere l’occupazione in una fase di profonda trasformazione del comparto.

Nel confronto con Filosa, il primo cittadino ha richiamato anche le responsabilità del Governo. Per affrontare la crisi dell’automotive, secondo Lo Russo, serve una politica industriale più incisiva, sostenuta da risorse adeguate e tempi certi. Tra le priorità indicate figurano la riduzione dei costi energetici, il rafforzamento della competitività delle imprese e l’introduzione di agevolazioni fiscali e contributi, anche a fondo perduto, per sostenere gli investimenti produttivi, l’innovazione e la creazione di occupazione stabile.

La richiesta riguarda anche strumenti di incentivo più efficaci per Torino e per l’intera filiera, accompagnati da procedure semplificate in grado di favorire l’arrivo di nuove attività e il consolidamento di quelle già presenti.

Il futuro industriale della città, tuttavia, non si esaurisce nei confini dello stabilimento. Lo Russo ha richiamato il valore dell’intero ecosistema automotive torinese, dalla rete delle imprese dell’indotto ai centri di ingegneria e progettazione, fino alle attività di ricerca e sviluppo e alle competenze professionali che rappresentano uno dei principali punti di forza del territorio.

«Torino può contribuire da protagonista al futuro dell’automobile», ha affermato il sindaco, indicando nell’integrazione tra produzione, ingegneria e ricerca, insieme alla qualità delle imprese e alle capacità delle persone, una risorsa da preservare e valorizzare. Un patrimonio che può continuare a generare innovazione, lavoro e opportunità per le nuove generazioni, a condizione che la trasformazione del settore sia accompagnata da scelte industriali concrete.

L’amministrazione comunale, ha assicurato Lo Russo, intende proseguire il confronto con Stellantis, con gli attori del territorio e con il Governo, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità di ciascuno. La disponibilità al dialogo resta, ma la richiesta è quella di impegni capaci di tradursi in risultati. Per Mirafiori e per Torino, la sfida si gioca sulla capacità di trasformare le prospettive in produzione, gli investimenti in sviluppo e le competenze in occupazione stabile. Un passaggio decisivo per il futuro industriale della città, che sta investendo su aerospazio e turismo, ma che non può ancora prescindere dall’automotive.

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