Il Comune di Torino rafforza il proprio impegno sul fronte della legalità e della sicurezza nei cantieri pubblici con l’approvazione del nuovo Protocollo d’intesa dedicato agli appalti e subappalti. L’accordo, sottoscritto insieme alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, FenealUil, Filca e Fillea, introduce misure stringenti per contrastare il dumping contrattuale, migliorare le condizioni di lavoro e garantire maggiore trasparenza nella realizzazione delle opere pubbliche, comprese quelle finanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Al centro dell’intesa vi è una chiara volontà politica: impedire che la competizione tra imprese si traduca in una riduzione dei diritti dei lavoratori. In quest’ottica, diventa obbligatoria l’applicazione dei Contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl) di settore, uno strumento fondamentale per evitare forme di concorrenza sleale basate sul costo del lavoro. Inoltre, per quanto riguarda le lavorazioni edili, viene esteso il divieto di subappalto a cascata, pratica spesso associata a una perdita di controllo sulle condizioni occupazionali e sulla sicurezza.
Una delle novità più rilevanti riguarda il pagamento delle retribuzioni: in caso di ritardi da parte delle imprese, l’amministrazione comunale potrà intervenire direttamente trattenendo le somme dai certificati di pagamento e versandole ai lavoratori. Si tratta di un meccanismo già sperimentato in altri contesti pubblici, che mira a tutelare concretamente chi opera nei cantieri, riducendo il rischio di sfruttamento e irregolarità.
Sul fronte della sicurezza, il protocollo introduce l’obbligo del badge di cantiere, che consentirà di tracciare in modo puntuale presenze e orari di lavoro. A questo si affianca un progetto sperimentale, attualmente attivo in dieci cantieri, che prevede l’installazione di Qr Code informativi: uno strumento pensato per aumentare la trasparenza e permettere un accesso immediato alle informazioni su imprese coinvolte, lavorazioni e stato di avanzamento.
Particolare attenzione è dedicata anche alla formazione. Le imprese dovranno infatti affidarsi a enti accreditati dai Ccnl per certificare i percorsi obbligatori sulla sicurezza, assicurando standard uniformi e verificabili. Infine, viene ribadito l’obbligo per gli aggiudicatari di rispettare le clausole sociali, a tutela della continuità occupazionale e della qualità del lavoro.
Il protocollo si inserisce in un quadro nazionale più ampio di rafforzamento dei controlli negli appalti pubblici, anche alla luce dell’ingente mole di investimenti legati al Pnrr. Torino si propone così come modello amministrativo orientato alla legalità sostanziale, in cui sviluppo infrastrutturale e diritti dei lavoratori procedono di pari passo.
«L’intesa siglata in Comune – afferma Massimo Cogliandro, segretario generale Fillea Cgil Torino e Piemonte – va ben oltre il rispetto della normativa sugli appalti e finalmente dice ‘basta ai sub-appalti a cascata’, come da tempo chiedevamo».
«C’è grande attenzione alla formazione di qualità, che deve essere svolta esclusivamente alla Scuola Edile, e viene inoltre introdotta la possibilità di inviare segnalazioni in forma anonima – spiega Cogliandro – così da tutelare ulteriormente lavoratori e lavoratrici, tradizionalmente ‘parti deboli’ nel contratto di lavoro».
«Al termine di un lungo e complesso lavoro – dichiara Giuseppe Fiorenza, coordinatore FenealUil Torino – siamo finalmente arrivati alla redazione di un importante Protocollo, che può rappresentare una svolta negli appalti pubblici a Torino. L’intesa favorisce trasparenza, legalità e qualità del lavoro, limitando il ricorso ai sub-appalti e promuovendo la corretta applicazione del contratto collettivo nazionale: ciò si traduce in maggiore salute e sicurezza per lavoratori e lavoratrici e migliore qualità delle opere realizzate».
«Senza legalità e rispetto delle regole non ci possono essere salute e sicurezza nei luoghi di lavoro – afferma Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro – e il Protocollo firmato da sindacati e Amministrazione torinese punta non solo a incentivare l’applicazione della normativa, ma fa un significativo passo avanti, vietando il sub-appalto a cascata e valorizzando le imprese virtuose che promuovono un’effettiva formazione tra i propri lavoratori e lavoratrici».
«Formazione di qualità obbligatoria, badge di cantiere e monitoraggi continui su tutta la filiera, se correttamente applicati, possono essere un concreto argine al dilagare di infortuni e malattie professionali in edilizia» – conclude Quirico.