Il Piemonte guarda alle future Aree di Accelerazione Industriale’ come a uno degli strumenti chiave per rafforzare il sistema produttivo regionale e rilanciare l'automotive. Il percorso è stato al centro del tavolo convocato a Roma dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, presieduto dal ministro Adolfo Urso, al quale hanno partecipato il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone e l'assessore allo Sviluppo delle Attività Produttive Andrea Tronzano. Sullo sfondo c'è l'Industrial Accelerator Act promosso dall'Unione europea, il piano che punta a ricostruire sul continente le filiere produttive considerate strategiche e ad aumentare la competitività dell'industria europea in un contesto internazionale sempre più complesso.
L'obiettivo è riportare entro il 2035 il peso della manifattura al 20 per cento del prodotto interno lordo europeo, favorendo il rientro delle produzioni ad alto valore aggiunto e riducendo la dipendenza tecnologica dai Paesi extra europei. Una strategia che assume particolare rilevanza per il Piemonte, storicamente uno dei principali poli manifatturieri italiani e sede di uno dei più importanti ecosistemi automotive del continente.
Le future Aree di Accelerazione Industriale dovrebbero rappresentare, nelle intenzioni del Governo e delle Regioni, un modello di sviluppo capace di replicare nel Nord Italia alcuni dei benefici già sperimentati con le Zone economiche speciali nel Mezzogiorno. Il principio è quello di concentrare in aree specifiche investimenti, infrastrutture, semplificazioni amministrative e servizi, creando un ambiente favorevole all'insediamento di nuove attività produttive e alla crescita di quelle già presenti.
«Le aree ad accelerazione industriale possono costituire per il Nord quella leva di sviluppo industriale che le Zes hanno portato nelle Regioni del Sud Italia, aprendo a quelle medesime misure di sburocratizzazione che il mondo produttivo ci chiede con forza e con quel particolare focus sull'industria automobilistica necessario al rilancio di Mirafiori a Torino», dichiarano il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone e l'assessore Andrea Tronzano. I due amministratori spiegano inoltre che la Regione raccoglierà le proposte delle associazioni datoriali e delle organizzazioni sindacali che partecipano al tavolo automotive, così da contribuire alla definizione del percorso normativo avviato dal Ministero insieme alla Conferenza delle Regioni.
L'automotive rappresenta il settore sul quale si concentra la maggiore attenzione. Negli ultimi anni il comparto europeo ha registrato un progressivo rallentamento, stretto tra la concorrenza dei grandi costruttori asiatici e nordamericani, la transizione verso la mobilità elettrica e l'aumento dei costi industriali. La redditività media delle aziende del settore è scesa dal 7,4 al 5 per cento nell'arco di due anni e tra il 2024 e il 2025 sono stati annunciati oltre centomila esuberi in Europa, segnali che hanno spinto le istituzioni comunitarie a elaborare nuovi strumenti di sostegno.
In questa direzione si inserisce anche il ‘pacchetto europeo’ presentato il 16 dicembre 2025, che introduce incentivi specifici per favorire la produzione nell'Unione di piccoli veicoli elettrici accessibili. Le misure prevedono supercrediti e agevolazioni legate all'origine europea delle celle e dei componenti delle batterie, con l'obiettivo di rafforzare l'autonomia industriale del continente e riportare sul territorio comunitario produzioni considerate strategiche.
Per il Piemonte questo scenario potrebbe tradursi in nuove opportunità. La Regione punta infatti ad attrarre investimenti, sostenere la riconversione della filiera automobilistica e preservare competenze professionali, capacità produttiva e livelli occupazionali. Una sfida che riguarda non soltanto le grandi imprese, ma anche l'intero sistema di fornitori, centri di ricerca e realtà innovative che negli anni si è sviluppato intorno al comparto.
Le Aree di Accelerazione Industriale saranno destinate in via prioritaria ai grandi progetti manifatturieri nei settori individuati dall'Industrial Accelerator Act. Oltre all'automotive, rientrano tra gli ambiti strategici le tecnologie per la transizione energetica, comprese batterie, fotovoltaico e biogas, insieme alle industrie ad alta intensità energetica come chimica, metallurgia, materie plastiche e carta. L'idea è quella di creare distretti nei quali imprese, università, centri di ricerca e pubblica amministrazione possano collaborare in maniera più efficace, favorendo innovazione e sviluppo.
Tra gli elementi innovativi previsti dal piano europeo figurano procedure amministrative più rapide grazie all'applicazione del principio del silenzio-assenso nelle fasi autorizzative, la connessione prioritaria alle reti energetiche per le imprese che si insedieranno nelle nuove aree e una maggiore digitalizzazione degli adempimenti. Attraverso il principio «once only», le aziende dovranno fornire una sola volta i propri dati amministrativi, riducendo tempi e costi burocratici e rendendo più semplice l'avvio e la gestione degli investimenti.
Il confronto avviato al Ministero rappresenta il primo passo di un percorso destinato a tradursi in strumenti operativi per sostenere la competitività dell'industria italiana. Per il Piemonte la sfida è quella di consolidare il proprio ruolo di polo manifatturiero di riferimento, accompagnando la trasformazione dell'automotive senza disperdere competenze, occupazione e capacità produttiva, a Torino Mirafiori, ma non solo.