Svolta nelle relazioni sindacali agli Enti Centrali di Mirafiori. La Fiom-Cgil di Torino ha infatti sottoscritto l’accordo con Stellantis sulle 120 uscite incentivate previste per il settore impiegatizio dello stabilimento torinese, dopo aver ottenuto dall’azienda un impegno formale a inserire nuove professionalità legate allo sviluppo dell’elettrificazione della futura gamma di prodotti.
L’intesa è maturata nel corso dell’incontro che si è svolto oggi tra la direzione degli Enti Centrali di Stellantis e le organizzazioni sindacali. Al centro del confronto il piano di incentivazione all’esodo rivolto a 120 dipendenti. A fare la differenza, rispetto alle analoghe operazioni degli ultimi anni, è stata la disponibilità dell’azienda a garantire nuovi ingressi, seppur senza indicare un numero preciso, attraverso l’inserimento di figure professionali dotate delle competenze necessarie per accompagnare la transizione tecnologica verso l’elettrico.
Proprio questo elemento ha convinto la Fiom-Cgil a firmare l’accordo, segnando una discontinuità rispetto al passato. Negli ultimi anni, infatti, le uscite incentivate erano state spesso accompagnate da una progressiva riduzione degli organici senza alcun impegno concreto sul fronte del ricambio generazionale.
«Abbiamo voluto fortemente questo impegno dell’azienda. Era da tempo che lo chiedevamo senza avere risposte positive», hanno spiegato il segretario generale della Fiom-Cgil Torino, Edi Lazzi, e il responsabile Fiom Stellantis, Gianni Mannori. «Questa volta invece c’è l’impegno ad assumere nuovi lavoratori, un segnale che per noi significa garantire continuità e prospettive agli Enti Centrali di Mirafiori».
Per il sindacato torinese, tuttavia, il risultato raggiunto rappresenta soltanto un primo passo. La richiesta è infatti quella di estendere la stessa impostazione anche ai reparti produttivi della carrozzeria, dove lavorano gli operai. Secondo la Fiom, nuove assunzioni anche nelle linee produttive rappresenterebbero il presupposto per rilanciare la produzione automobilistica torinese e consolidare il futuro industriale del sito di Mirafiori.
Sulla vicenda è intervenuta anche la segreteria nazionale della Fiom-Cgil. Samuele Lodi, responsabile del settore mobilità, e Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive, definiscono l’intesa «il primo segnale in controtendenza rispetto alle politiche adottate da Stellantis negli ultimi anni». Per il sindacato, fermare il progressivo svuotamento degli stabilimenti attraverso nuove assunzioni stabili resta una condizione indispensabile per garantire prospettive a produzione, ricerca, sviluppo e occupazione.
La Fiom sottolinea inoltre che questo accordo non può rappresentare un episodio isolato. Pur prendendo atto dell’impegno del nuovo amministratore delegato Antonio Filosa a non chiudere stabilimenti in Italia, il sindacato ritiene necessario rafforzare il piano industriale con l’assegnazione di nuovi modelli produttivi ai siti italiani, così da ridurre il ricorso ormai strutturale agli ammortizzatori sociali e favorire un reale ricambio generazionale. L’obiettivo, conclude la Fiom, resta quello di costruire prospettive industriali e occupazionali più solide per Mirafiori e per l’intero comparto automotive nazionale.