Mondovì: ultimo saluto al «Baruffi»

I reperti archeologici saranno trasferiti nella nuova sede di via Polveriera

25/03/2026
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Dopo un primo round che si è svolto il 14 marzo, lo scorso fine settimane si è tenuto il secondo sabato di visite per tutti gli ex «baruffini» che volevano dare un «ultimo saluto» alla loro vecchia scuola, prima che venga demolita durante le festività pasquali, per lasciare posto a un’area verde, ad eccezione della palestra esterna che sarà utilizzata da altre scuole e dalle società sportive.
La visita dei «nostalgici» ex alunni è iniziata in aula magna, dove il sindaco di Mondovì e presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo, il consigliere provinciale, Pietro Danna, e la presidente della Fondazione Ospedale Mondovì e Ceva, Mariangela Schellino, hanno spiegato le ragioni che hanno portato alla costruzione della nuova scuola e all’abbattimento dell’attuale Istituto Baruffi.
«La Provincia di Cuneo conta 72 plessi scolastici e 25 mila studenti, oltre agli insegnanti e ai collaboratori. Il Pnrr ci ha dato l’opportunità di realizzare in tutta la Granda 5 scuole e 4 palestre. L’investimento complessivo è stato di circa cento milioni di investimenti - , ha dichiarato Luca Robaldo che poi si è soffermato sulle tempistiche riguardanti il trasferimento degli studenti dall’attuale sede del «Baruffi» a quella nuova di via della Polveriera - Il 30 marzo adotterò il provvedimento di sospensione delle lezioni, così che sia possibile spostare il materiale didattico e tra l’8 e l’11 aprile gli studenti possano frequentare le lezioni nella nuova scuola».
Infine, Robaldo ha concluso il suo breve intervento con una buona notizia riguardante l’Istituto.
«Dal prossimo anno gli studenti del Baruffi torneranno ad aumentare. Infatti, da settembre, sia i ragionieri che i geometri avranno due classi in prima e questo è un merito dei professori e dell’offerta didattica, ma anche del nuovo istituto, poichè offre la possibilità ai ragazzi di studiare in un edificio all’avanguardia e ciò ci fa piacere».
Dopodichè ha preso la parola il consigliere provinciale Pietro Danna:
«Alla domanda sul perchè abbiamo scelto di demolire il più «nuovo» tra gli istituti superiori di Mondovì Piazza, rispondo dicendo che ha giocato un ruolo fondamentale la nuova normativa sull’antisismico, senza dimenticare però, i problemi legati all’efficientamento energetico. Pertanto dovevamo scegliere se intervenire sull’edificio per risolvere il problema riguardante l’antisismicità o edificarne uno nuovo. Infine, la scelta è ricaduta su questa seconda ipotesi, in quanto abbiamo vinto un bando Pnrr che prevedeva la costruzione di una nuova scuola e l’abbattimento di quella vecchia, oltre al fatto che il «Baruffi» è l’unico istituto di Piazza che poteva essere abbattuto, in quanto fu edificato meno di settant’anni fa».
L’ultima a intervenire è stata Mariangela Schellino che si è concentrata sulla possibilità di acquistare 1.000 mattoni del «Baruffi», il cui ricavato sosterrà le attività della Fondazione Ospedale Mondovì Ceva.
Infine, dal momento che il nostro giornale ha già trattato la questione in passato, abbiamo appreso che i circa sessanta reperti archeologici attualmente custoditi al «Baruffi», tra cui oggetti risalenti al neolitico, all’epoca etrusca e a quella romana, troveranno sistemazione nella nuova sede dell’Istituto. Mentre, per quanto riguarda la collezione di animali impagliati, essa sarà trasferita a Chiusa di Pesio.
Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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