Nel Consiglio comunale speciale del 2 febbraio si è parlato di Casa Green anche con l’europarlamentare Giovanni Crosetto
Valentina Sandrone 04/02/2026
In piedi l’europarlamentare Giovanni Crosetto
Lunedì 2 febbraio il Comune di Cuneo si è riunito in un consiglio comunale speciale, dedicato alle politiche dell’abitare. Il tema, su cui l’amministrazione è molto attenta, è già stati toccato e sviscerato in più occasioni negli Stati generali dell’abitare. Il consiglio di lunedì ha permesso di raccogliere le testimonianze non solo delle parti politiche e amministrative direttamente in causa, ma anche di alcuni esponenti dell’Unione Europea.
La crisi abitativa, infatti, colpisce indiscriminatamente tutto il Vecchio Continente, trasformandosi in alcuni territori in un’emergenza reale e contingente. Cuneo ha avuto l‘opportunità di confrontarsi così con alcuni esperti che di questi si occupano nelle sedi sovranazionali.
Introdotto dal presidente, Marco Vernetti, il consiglio si è aperto con l’intervento della padrona di casa, la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero. Come ricordato dalla prima cittadina, il rapporto tra Cuneo ed Europa era già consolidato, e si è nuovamente rafforzato, dal centro Europe Direct. La città, peraltro, non si è mai tirato indietro di fronte alle problematiche afferenti all’abitare, come dimostra l’adesione della stessa a numerosi percorsi e progetti che coinvolgono anche il territorio limitrofo.
I progetti PNRR, infatti, si sono concentrati in particolare su tre filoni: la nuova biblioteca, la scuola e il tema dell’abitare. La città punta a restituire 130 nuove unità abitative, ma questo, benché fondamentale, non è sufficiente. Le difficoltà, ricorda la Manassero, coinvolgono pesantemente le locazioni: esiste infatti una povertà di educazione all’abitazione che deve essere affrontata, garanzie che il locatario richiede, essendo suo il bene, e dall’altra parte una tutela, una cura dell’immobile preso in locazione, che rendono ancora più difficile l’accesso a una casa, nonostante i numerosi appartamenti vuoti.
A fare seguito all’intervento della sindaca sono stati gli eurodeputati. In primo luogo è intervenuta Irene Tinagli, presidente della commissione speciale per la crisi degli alloggi, connessa da remoto. La Tinagli ha ricordato come gli affitti e i prezzi di acquisto degli immobili siano cresciuti esponenzialmente in tutta Europa, anche in aree magari tradizionalmente ritenute secondarie o rurali, inoltre il fenomeno degli affitti brevi o stagionali va a inficiare un mercato già fortemente ambiguo, saturo da un lato e colmo di spazi vuoti dall’altro. Inoltre, Spagna e Italia sono i fanalini di oda europei per l’ediizia sociale.
La seconda testimonianza europea è stata quella di Giovanni Crosetto, del gruppo Conservatori e riformisti europei, ospite del Comune di Cuneo. «Ringrazio il consiglio comunale di Cuneo, la Giunta, il presidente del consiglio comunale, la sindaca, mi riporta alla mente il lungo periodo che mi ha visto iniziare la mia carriera politica nel consiglio comunale di Torino. Sono felice di essere qui stasera, mi complimento con voi della grande partecipazione che vediamo. C’è interesse, si vuole partecipare al dibattito, si vuole dare il proprio contributo. Su una tematica così importane come quella dell’abitare e della politica della casa è una priorità assoluta. La casa è un diritto da difendere, condivido, le politiche per la casa hanno tutti gli effetti per superare le resistenze a livello europeo con cui ci scontriamo a livello di bilancio. Si fa fatica a cedere sovranità all’Europa, a cedere fette di bilancio europeo per politiche che riguardano tutti, ma le politiche della casa sono tra queste, così come lo sono le politiche agricole, così importanti per il nostro territorio.» Queste la parole del giovane politico europeo. «Le sfide sono varie, legate all’innovazione, all’inteligenza artificiale, alla competitività, ma il bene casa non ha alternative. Molte persone si trovano in povertà energetica, una situazione in cui le famiglie non possono riscaldare sufficientemente le proprie abitazioni, il 10% dei cittadini europei e italiani, ci sono Stati in cui queste percentuali sono minori, ma anche Stati dove sono quasi il doppio.» L’eurodeputato Crosetto insiste inoltre sulla direttiva Casa Green, che prevede negli anni a venire l’inalienabilità di alcuni immobili a seconda della classe energetica in cui questi rientrano. Se da un lato servono investimenti, dall’altro serve un percorso sostenibile per tutte le fasce di popolazione. É inaccettabile che, qualora determinati immobili non dovessero raggiungere una certa classe energetica entro una determinata scadenza, i proprietari non abbiano più la possibilità di alienare questi immobili. Questo è il grande errore che l’Unione Europea sta commettendo, non affiancare alla sostenibilità ambientale quella economica e sociale. Questa direttiva è inserita nel Green Deal, che prevede emissioni 0 entro il 2050, noi non siamo contro il Green Deal, ma è una forzatura mettere fuori mercato determinate case, o determinate auto. Sappiamo che certi investimenti sono fondamentali per le politiche ambientali, ma ci sarà sempre una fetta di popolazione che non potrà raggiungere quegli obiettivi per difficoltà economiche, di salute o altro, e infatti il Governo Meloni appositamente non sta rispettando queste scadenze, ha votato contro in Europa e si è rifiutato di recepire la direttiva. Noi siamo per la neutralità tecnologica, e neutralità tecnologica significare fare il meglio che possiamo con la tecnologia che abbiamo. Non possiamo forzare le persone a fare degli investimenti e poi, se non riescono ad adempiere, mettere fuori uso i loro immobili.»
Gli interventi degli eurodeputati si sono conclusi con Brando Benifei, di Alleanza progressista di socialisti e democratici, il quale ha ribadito la necessità di una politica comune e unitaria per la casa. Inoltre, ha aggiunto Benifei, l’Europa è investita quasi di un obbligo morale verso il tema della casa, in quanto coloro che non riescono ad accedere alle abitazioni sono persone che spesso non riescono a far ascoltare la loro voce. I temi della sicurezza globale e della difesa comune sono fondamentali, ma non sono gli unici su cui servirebbe un impegno condiviso.
L’impegno degli enti locali e delle istituzioni europee, che in questa sede si sono trovati uniti, resta quello di creare una politica condivisa affinché la casa sia tutelata come diritto per tutti e per ciascuno.
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