Il nuovo Polo delle Orfane di Mondovì apre le porte ai cittadini
Dopo oltre 30 anni di progetti e 10 mln di euro investiti, lo spazio diventa la «casa della cultura»
Numeri da capogiro per il Polo delle Orfane di Mondovì, cifre che raccontano una storia di impegno per la città, per la comunità, di desiderio di riqualificare un grande spazio vuoto e restituirlo ai cittadini. Oltre 30 anni di progettazione e lavori, 10 milioni di euro: questi i dati che, a partire dagli anni ‘90, hanno segnato la storia del palazzo che, ab origine, ospitava le bambine e le ragazze rimaste sole al mondo.
È stato infatti inaugurato lunedì 13 luglio il secondo piano fuori terra del complesso già popolato, a partire dal 2022, al piano terra da Liber - Museo Civico della Stampa e al primo piano da una sala polifunzionale per eventi e convegni, primo piano che oggi è invece pronto ad accogliere il fondo storico librario del Comune.
Piombo, carta, aria, sono questi gli elementi che servono per comporre un libro, sono questi gli elementi a cui sono metaforicamente dedicati i tre piani del palazzo: il piombo delle macchine tipografiche, la carta ovviamente dei volumi storici e l’aria, l’elemento per antonomasia del nuovo salone, un grande spazio capace di cambiare natura, struttura, finalità a seconda delle esigenze del pubblico e dei fruitori.
La lunga storia che ha portato al Polo che vediamo oggi è stata ripercorsa dai numerosi rappresentanti istituzionali intervenuti nel corso dell’inaugurazione.
Mauro Gola, presidente della Fondazione CRC, ha ricordato l’impegno della fondazione stessa a partire dal bando Faro; il presidente del Consiglio comunale monregalese, Elio Tomatis, ha quindi riportato alla mente quanto fatto nel corso degli ultimi 3 decenni, partendo dai lavori strutturali, che hanno permesso di mantenere il palazzo agibile e pertanto recuperabile.
Emozionati gli amministratori, in primis il sindaco Luca Robaldo, che ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione nel dare nuova vita ai contenitori vuoti. Il vicesindaco Gabriele Campora, avente delega ai Lavori pubblici, accompagnato dal team di progettisti e tecnici, e l’assessora alla Cultura Francesca Botto hanno ancora una volta raccontato ai presenti l’impegno profuso nel completamento di questa opera ingente sia in termini di interventi strutturali, sia in termini di progettazione culturale e ricadute sperate. In particolare, il fondo librario che troverà casa al primo piano è un patrimonio culturale di incommensurabile valore, una testimonianza di storia civile, religiosa, scientifica e artistica di Mondovì, che ora verrà ospitato in uno spazio rinnovato e ammodernato. Oltre a questo, lo spazio all’ultimo piano si pone come vivace, eclettico, dinamico, con una configurazione modulabile che agevolerà così l‘organizzazione di eventi, manifestazioni, convegni, l’eventuale allestimento di mostre, in un continuo dialogo artistico-letterario, un tripudio osmotico e senza eguali di bellezza e conoscenza.
L‘evento inaugurale si è concluso con l’intervento di Valentina Strocco a nome dell’associazione «noau - officina culturale», che ha in gestione il Museo Civico della Stampa e l’intero complesso.
Il Polo delle Orfane torna a splendere e a vivere in ogni suo spazio. Un investimento in cultura, un investimento in futuro, che dalle bambine di ieri arriva ai cittadini di oggi e, soprattutto, alle bambine e ai bambini che saranno i cittadini di domani.