L’Ente di Gestione delle Aree protette del Monviso ha aderito anche quest’anno al programma mondiale di censimento IWC, sigla di International Waterbird Census, che si svolge ogni anno intorno alla metà di gennaio in 143 Paesi del mondo per raccogliere informazioni aggiornate sul numero di uccelli acquatici nelle zone umide. L’ente, come è noto, gestisce anche alcune riserve naturali lungo il fiume Po, che ricomprendono diversi laghi di cava dismessi o in esercizio nei pressi del tratto cuneese del fiume: in questi ambiti sono stati contati ben 2.923 esemplari di volatili, di 15 specie differenti. Il più presente è il germano reale, di cui sono stati avvistati 1.732 individui svernanti; segue l’alzavola con 617 esemplari. Meno numericamente significative sono invece le osservazioni di folaga (171), moretta (143), canapiglia (103), cormorano (42) e fischione (39); presenti anche alcuni esemplari di gabbiano reale mediterraneo (38), svasso maggiore (23), tuffetto (5), moriglione (4), piro piro culbianco (2), anatra mandarina (2), gallinella d’acqua (1) e airone cenerino (1). I dati, numericamente in crescita rispetto alle precedenti rilevazioni, confermano sotto il profilo della variabilità di specie quelli raccolti nel passato.
Tra le osservazioni effettuate spicca quella del moriglione, specie piuttosto rara e considerata vulnerabile, pertanto inserita nella Lista Rossa dell’Unione mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN): lo scorso anno ne era stato osservato un solo esemplare, mentre nel 2026 ne sono stati avvistati quattro. In ragione della sua vulnerabilità, e grazie ai anche dati ottenuti dal censimento IWC, il moriglione è stato recentemente messo al centro di un piano nazionale di gestione redatto da ISPRA, l’Istituto Superiore per la protezione e Ricerca Ambientale, e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica: è possibile consultarlo online all’indirizzo https://www.mase.gov.it/sites/default/files/archivio/biblioteca/protezione_natura/piano_moriglione_marzo_2023.pdf.
Il Parco del Monviso collabora da molti anni all’International Waterbird Census, che in Italia è stato avviato nel 1985 ed è coordinato dall’ISPRA. Per conoscere più nel dettaglio le specie che è possibile osservare nelle aree naturali protette del Monviso, si può fare riferimento al progetto iNaturalist del Parco
del Monviso, a cui tutti possono contribuire liberamente e che è raggiungibile all’indirizzo web www.inaturalist.org/projects/mab-monviso.
Gli uccelli acquatici sono un elemento fondamentale delle zone umide. La loro presenza, il loro numero e le loro tendenze di frequentazione di un determinato sito possono dire molto sulla salute e sulla qualità di quegli ecosistemi. Nella stagione fredda, laghi, stagni e corsi d’acqua si popolano di un gran numero di uccelli acquatici che diventano assai più numerosi rispetto a tutte le altre stagioni, grazie all’arrivo di individui nordici. Molti uccelli, e in particolare le anatre, fuggono dalle rigide temperature dei loro luoghi di riproduzione e trovano nelle nostre regioni luoghi più miti dove trascorrere l’inverno, per poi ripartire verso Nord non appena le condizioni climatiche diventano più favorevoli. L’inverno è dunque l’unico momento dell’anno in cui si possono osservare alcune specie che non nidificano nelle nostre regioni ma che le visitano solo in questo periodo.