Torino riscopre i suoi giardini segreti

Quasi 2mila kit venduti e 800 persone al Museo Lavazza, il Festival del Verde parte con il pieno

Eliana Puccio 12/05/2026
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Torino apre cancelli, cortili nascosti, orti urbani, serre scolastiche e musei, e la risposta del pubblico è da grande evento cittadino. Quasi duemila kit acquistati in un solo weekend per 'Verde Svelato' e oltre 800 partecipanti alla giornata conclusiva del 'Festival del Verde Edu' ospitata al Museo Lavazza: sono i numeri con cui si è chiusa la prima settimana del Festival del Verde 2026, la manifestazione diffusa dedicata alla natura urbana in corso fino al 24 maggio tra il capoluogo piemontese e l’area metropolitana.

Un debutto che conferma quanto Torino stia investendo, anche culturalmente, sul rapporto tra città, paesaggio e sostenibilità. Giunto alla quarta edizione, il festival – quest’anno dedicato al tema 'Simbiosi urbane: acqua e radici' – coinvolge per tre settimane oltre ottanta spazi tra quartieri, parchi, cortili, musei, orti scolastici e luoghi normalmente non accessibili al pubblico.

Il primo grande banco di prova è arrivato nel weekend del 9 e 10 maggio con 'Verde Svelato', il format che ha aperto le porte di oltre quaranta luoghi tra giardini privati, ville storiche, orti urbani, cortili interni e spazi verdi esclusivi disseminati tra Torino, Moncalieri e cintura. Un patrimonio spesso invisibile ai più, che per due giorni è diventato accessibile grazie a visite guidate, aperture straordinarie e percorsi costruiti tra botanica, architettura, arte e storia del paesaggio.

La risposta del pubblico è andata oltre le aspettative: quasi 2mila kit acquistati per partecipare agli itinerari, un dato che fotografa con precisione il successo di una formula capace di trasformare la scoperta del verde urbano in esperienza culturale condivisa.

«Al Festival del Verde grande partecipazione nella prima settimana, tra incontri per i più piccoli e la scoperta di ville e giardini», commenta Giustino Ballato, che ha ideato la manifestazione insieme a Fabio Marzano. Una dichiarazione che sintetizza bene il doppio binario su cui si muove l’edizione 2026: da una parte l’apertura di spazi nascosti, dall’altra il lavoro educativo con scuole, famiglie e nuove generazioni.

La prima settimana, infatti, è stata interamente dedicata al “Festival del Verde Edu”, progetto sviluppato insieme all’assessorato alle Politiche educative della Città di Torino e con il sostegno del Consiglio regionale del Piemonte. Nei primi giorni della manifestazione bambine, bambini, insegnanti e famiglie hanno partecipato a laboratori, attività divulgative, visite e incontri distribuiti tra orti scolastici, musei, associazioni, cooperative e spazi educativi del territorio.

Tra gli appuntamenti più partecipati ci sono state le passeggiate di 'Barriera Multispecie', organizzate il 5 e l’8 maggio nel quartiere Barriera di Milano, guidate da esperti di ecologia urbana e dedicate alla lettura del verde spontaneo, della biodiversità e delle relazioni tra natura e tessuto cittadino.

Spazio anche alla creatività. Alla Pinacoteca Agnelli, negli spazi del FiatCafé500, è stato presentato il progetto 'Germogli 2026', con gli elaborati realizzati dalle studentesse e dagli studenti del corso di Illustrazione dello IED Torino, successivamente esposti sotto i portici di piazza Vittorio Veneto durante il festival.

Il momento simbolico della settimana è arrivato sabato 9 maggio, quando la Nuvola Lavazza ha ospitato la festa conclusiva gratuita del programma Edu. Nella Piazza Verde del complesso torinese si sono ritrovati oltre 800 tra bambini, ragazzi e adulti, coinvolti in laboratori, attività esperienziali e percorsi dedicati al verde urbano e alla sostenibilità.

Ad aprire la giornata sono stati Marco Amato e Ballato. Per il Museo Lavazza, l’evento si inserisce in un percorso educativo che dura tutto l’anno e che coinvolge in media oltre 12mila studenti provenienti da Torino, dal Piemonte e dal resto d’Italia.

«Crediamo fortemente che un museo d’impresa debba essere prima di tutto un luogo aperto, vivo e capace di generare relazione con il territorio e con le nuove generazioni», ha dichiarato Amato. «Accogliere ogni anno migliaia di studenti significa assumersi una responsabilità educativa importante: offrire strumenti, esperienze e occasioni di confronto su temi fondamentali come la sostenibilità, il rispetto dell’ambiente, il dialogo tra culture e la cittadinanza consapevole».

Il museo, negli ultimi anni, ha esteso i propri percorsi anche ai Nidi d’infanzia e alle Classi Primavera in collaborazione con il Comune di Torino, sviluppando progetti dedicati a sostenibilità, interculturalità, archeologia urbana, accessibilità e inclusione sociale.

Archiviata la settimana educativa, il Festival entra ora nella sua seconda fase: 'Pagine Verdi', in programma dall’11 al 17 maggio in contemporanea con il Salone Internazionale del Libro di Torino e inserita nel cartellone del Salone Off.

Librerie indipendenti, biblioteche civiche, case editrici e associazioni culturali di Torino ospiteranno incontri dedicati al paesaggio, alla botanica e al rapporto tra persone e mondo vegetale, con ospiti come Paola Bonfante, Francesco Broccolo, Marco Ferrari e Silvia Fogliato.

E mentre Torino continua a raccontarsi attraverso il verde, 'Verde Svelato' prepara già il prossimo capitolo: il 16 e 17 maggio la manifestazione si sposterà a Cuneo, con nuove aperture straordinarie tra ville storiche, parchi e giardini normalmente chiusi al pubblico. Una conferma che il verde, almeno per tre settimane, è diventato uno dei linguaggi più potenti con cui il Piemonte sta raccontando sé stesso.

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