Torino e il territorio della Collina Po saranno tra i protagonisti della nuova strategia con cui il Piemonte punta a rafforzare il ruolo delle riserve Mab Unesco, trasformandole sempre di più in strumenti di tutela ambientale, sviluppo sostenibile e valorizzazione delle comunità locali.
La Riserva della Biosfera Collina Po rappresenta infatti una delle tre realtà Mab presenti in Piemonte, insieme a Monviso e Ticino Val Grande Verbano. Tre territori che, complessivamente, arrivano a interessare quasi il 30% della superficie regionale e sui quali la Regione vuole ora costruire una politica maggiormente coordinata.
Il prossimo passaggio sarà rappresentato dagli Stati Generali dei Territori Mab Unesco del Piemonte, in programma il 12 settembre a Stresa e promossi dall’assessorato regionale alla Cultura insieme alla Fondazione Agrion. L’appuntamento servirà a mettere attorno allo stesso tavolo amministratori, associazioni, imprese, rappresentanti della cultura e della ricerca per individuare priorità e proposte da tradurre nelle future politiche regionali.
Per Torino il tema assume un significato particolare proprio per la presenza della Riserva Collina Po, un territorio nel quale il rapporto tra grande area urbana, sistema fluviale, collina e biodiversità rappresenta anche un laboratorio per affrontare le trasformazioni ambientali dei prossimi anni.
«Parlare di riserve Mab Unesco vuol dire parlare del futuro delle prossime generazioni», sottolinea Francesco Tresso, assessore al Verde della Città di Torino e presidente della Riserva Mab Unesco Collina Po. «Sono uno strumento fondamentale in un periodo come questo, segnato da cambiamenti climatici che richiedono nuove politiche. Abbiamo bisogno di mettere tutto ciò in rete e a sistema e di condividere strategie».
L’obiettivo della Regione è proprio superare la frammentazione delle singole esperienze e creare una rete piemontese capace di condividere progetti, competenze e buone pratiche.
«È un patrimonio che vogliamo trasformare sempre di più in opportunità concrete per i territori», spiega l’assessora regionale alla Cultura Marina Chiarelli. «Con gli Stati Generali vogliamo fare un passo ulteriore, costruendo una strategia regionale. Crediamo che il Piemonte possa diventare un laboratorio nazionale Mab».
Una prospettiva condivisa dall’assessore regionale alla Montagna Marco Gallo, che definisce le riserve Mab «uno strumento con grandi potenzialità che bisogna cercare di far crescere tutti insieme».
Delle 21 riserve Mab italiane, dunque, tre sono piemontesi. La sfida adesso è trasformare questo patrimonio in una rete strutturata, facendo dialogare tutela della biodiversità, politiche contro gli effetti dei cambiamenti climatici, ricerca, cultura ed economia. Un percorso nel quale Torino, con l’esperienza della Collina Po e il suo rapporto tra ambiente naturale e grande area metropolitana, punta a giocare un ruolo di primo piano.