La Regione Piemonte rafforza in modo significativo il proprio impegno nel contrasto alla violenza maschile contro le donne, destinando circa 700mila euro a un insieme articolato di interventi di prevenzione, autonomia e sensibilizzazione diffusi su tutto il territorio regionale.
Le risorse, riferite alle annualità 2025 e 2026, rientrano nel Piano strategico nazionale contro la violenza di genere e sono assegnate dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il nuovo investimento vuole incidere in maniera strutturata su un fenomeno complesso e trasversale, agendo contemporaneamente sul sostegno concreto alle donne vittime di violenza e sulla prevenzione culturale ed educativa, attraverso il coinvolgimento attivo di enti locali, istituzioni scolastiche, università, luoghi di lavoro, soggetti del terzo settore e reti territoriali già impegnate sul tema.
L’impianto complessivo degli interventi è coerente con la Legge regionale 4/2016 e con le linee guida del Piano nazionale, con l’obiettivo di consolidare un sistema di azioni stabile, continuativo e diffuso, capace di rispondere in modo efficace alle diverse forme di violenza di genere e alle esigenze di chi ne è colpito.
Nel dettaglio, una parte rilevante delle risorse, pari a 235mila euro, è destinata a sostenere progetti di inserimento e reinserimento lavorativo, accompagnamento all’autonomia e percorsi di fuoriuscita dalla violenza. La Regione riconosce nel lavoro uno strumento fondamentale di emancipazione, sicurezza economica e ricostruzione di una prospettiva di vita indipendente, capace di restituire alle donne autonomia decisionale e possibilità concrete di sottrarsi a contesti di abuso e dipendenza.
Un secondo filone di intervento riguarda il mondo dell’istruzione: 267.859 euro sono infatti destinati ad attività di informazione, comunicazione, formazione e sensibilizzazione nelle scuole di ogni ordine e grado. L’obiettivo è promuovere fin dalle giovani generazioni una cultura del rispetto, delle pari opportunità e delle relazioni sane, contrastando stereotipi di genere, modelli relazionali violenti e dinamiche discriminatorie che possono rappresentare terreno fertile per la violenza.
Accanto alle azioni rivolte alle donne e alle scuole, la Regione investe anche sul coinvolgimento delle comunità e delle reti territoriali. Vengono così assegnati 176mila per realizzare percorsi di sensibilizzazione e prevenzione rivolti a soggetti chiave come centri famiglia, università, luoghi di lavoro e contesti comunitari, con l’obiettivo di rafforzare una responsabilità collettiva e condivisa nel contrasto alla violenza di genere. Un approccio che riconosce come la prevenzione non possa essere demandata esclusivamente alle vittime o ai servizi specialistici, ma debba coinvolgere l’intera società.
«Il contrasto alla violenza maschile contro le donne non può essere affidato a interventi episodici, ma richiede politiche strutturate, continuative e capaci di agire su più livelli», afferma l’assessore regionale alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili, Marina Chiarelli. «Con questo stanziamento – spiega – la Regione Piemonte sceglie di investire in modo concreto sull’autonomia delle donne, sulla prevenzione culturale e sull’educazione delle giovani generazioni, perché solo lavorando insieme su lavoro, scuola e comunità è possibile incidere davvero su un fenomeno così complesso e trasversale».
L’assessore sottolinea inoltre il valore strategico del lavoro come strumento di libertà e di uscita dalle situazioni di violenza, così come il ruolo centrale della scuola nella costruzione di una cultura fondata sul rispetto, sulle pari opportunità e su relazioni sane. Accanto a questi ambiti, risulta fondamentale il coinvolgimento dei territori, delle università, dei luoghi di lavoro e delle reti sociali, per rafforzare un sistema di supporto che non lasci sole le donne.
Con questi ulteriori fondi, la Regione Piemonte ribadisce la volontà di tradurre l’impegno contro la violenza di genere in politiche pubbliche concrete e continuative, capaci di incidere realmente sulla prevenzione, sul sostegno alle donne e sulla costruzione di una società più equa, inclusiva e rispettosa dei diritti e della dignità di tutte e tutti.
In questo percorso di rafforzamento delle politiche di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, il Piemonte saluta la scomparsa di Anna Maria Zucca, presidente e fondatrice dei centri anti-violenza Emma, figura di riferimento a livello locale e nazionale.
Pioniera della lotta per i diritti delle donne, sin dalla fondazione nel 1998 dell’associazione ‘Donne e Futuro’ ha dedicato la propria vita all’impegno a fianco delle donne vittime di violenza, dei loro figli e figlie, degli orfani e delle orfane di femminicidio e delle ragazze minorenni vittime di maltrattamenti.
La sua visione lungimirante, unita a determinazione, competenza e profonda umanità, ha contribuito alla nascita e allo sviluppo dei centri anti-violenza Emma, diventati negli anni un presidio fondamentale della rete anti-violenza. Fino agli ultimi progetti, come ‘Sos Orfani speciali’ e ‘Help House Girls’, Anna Maria Zucca ha continuato a portare avanti un’idea di cambiamento concreto e radicale, lasciando un’eredità fatta di impegno quotidiano, responsabilità collettiva e difesa instancabile dei diritti delle donne.