Il patrimonio storico dell’Etiopia incontra le competenze accademiche e progettuali di Torino. Ad Addis Abeba entra in una nuova fase il progetto di restauro del Guenete Leul Palace e di rinnovamento del Museo etnografico dell’Institute of Ethiopian Studies, grazie alla collaborazione tra l’Università e il Politecnico di Torino, con il sostegno della Cooperazione italiana.
Il passaggio dalla progettazione alla realizzazione è stato al centro del seminario pubblico «The Italo-Ethiopian Cooperation for the Restoration of the Guenete Leul Palace and the Renovation of the Ies Ethnographic Museum», che si è svolto all’Institute of Ethiopian Studies dell’Università di Addis Abeba, sotto l’egida dell’Ambasciata d’Italia.
L’incontro, organizzato dai due atenei torinesi nell’ambito delle iniziative della Society of Friends of the Institute of Ethiopian Studies, ha presentato alla comunità locale gli interventi previsti e annunciato l’avvio della gara d’appalto per il primo lotto dei lavori.
Il Guenete Leul Palace non è soltanto un edificio di grande valore architettonico. La sua storia attraversa alcune delle fasi più significative delle relazioni tra Italia ed Etiopia: fu residenza dell’imperatore Hailé Selassié, sede del governo dell’Africa Orientale durante l’occupazione italiana del 1936-1941 e, dal 1961, primo edificio dell’Università di Addis Abeba. Un luogo dalla forte valenza simbolica, dunque, che oggi si prepara a una nuova stagione, nel segno della conservazione e della valorizzazione culturale.
A finanziare gli interventi è la Cooperazione italiana, impegnata sia nel progetto di restauro del Palazzo, affidato al Politecnico di Torino, sia nelle attività di sviluppo museale del programma Saimp, acronimo di Strengthening African Italian Museum Partnership, coordinato dall’Università di Torino insieme all’Università di Milano, al Museo delle Civiltà di Roma e al Centro Conservazione e Restauro «La Venaria Reale».
I due percorsi procedono in modo integrato. Da una parte, il recupero dell’edificio e l’adeguamento delle strutture e degli impianti, con attenzione all’accessibilità e alla sicurezza; dall’altra, il rinnovamento del museo, delle sue funzioni scientifiche e curatoriali e del rapporto con il campus universitario e la città.
L’obiettivo è restituire al complesso un ruolo centrale nella vita culturale di Addis Abeba, coniugando la tutela della memoria storica con le esigenze contemporanee. Il seminario ha riunito rappresentanti delle istituzioni italiane ed etiopi.
Dopo gli interventi del chargé d’affaires dell’Ambasciata d’Italia, Luca Carpintieri, del direttore dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo di Addis Abeba, Michele Morana, del direttore dell’Istituto italiano di cultura, Semen Kumurzhi, e del presidente dell’Università di Addis Abeba, Samuel Kifle, sono stati illustrati i contenuti dei due progetti. Cecilia Pennacini, dell’Università di Torino, e Takele Merid, responsabile del Centre for Museum Studies, hanno approfondito le prospettive del nuovo Museo etnografico.
Il progetto di restauro del Palazzo è stato invece presentato da Michele Bonino, Francesca De Filippi, Elena Rudiero e Rahel Lemma del Politecnico di Torino, insieme a Silvia Sabato e Amalia Nani del Centro Conservazione e Restauro «La Venaria Reale» e ai partner etiopi di Mh Engineering.
L’intervento architettonico punta a preservare i caratteri storici dell’edificio, introducendo al tempo stesso elementi contemporanei capaci di migliorare la fruizione degli spazi e il collegamento con l’ambiente circostante.
Tra le soluzioni previste figurano un nuovo attraversamento est-ovest, una scala che collegherà il piano interrato alla copertura, un magazzino visitabile e un mezzanino sospeso alla nuova copertura.
È prevista anche una torretta di osservazione, dalla quale sarà possibile ammirare il paesaggio urbano e le montagne che circondano la capitale etiope, situata a oltre 2.500 metri di altitudine. Non solo lavori e architettura. La giornata ha segnato anche la conclusione del modulo universitario «Museum practices and exhibition design», sviluppato nell’ambito del programma Erasmus Plus tra l’Università di Torino e quella di Addis Abeba e collegato al progetto Saimp.
Studenti e docenti hanno partecipato a un percorso dedicato alle pratiche museali e alla progettazione degli allestimenti, rafforzando lo scambio di conoscenze tra le istituzioni accademiche e culturali dei due Paesi.
A chiudere i lavori è stata una tavola rotonda con rappresentanti dell’Università di Addis Abeba, dell’Ethiopian Heritage Authority, della Delegazione dell’Unione Europea e degli atenei torinesi, che ha ribadito il valore della cooperazione internazionale nella tutela del patrimonio e nello sviluppo delle istituzioni museali.