Un lunghissimo applauso ha accolto oggi, tra le maestose carrozzerie storiche esposte nel Museo Nazionale dell’Automobile di Torino (Mauto), una platea composta da autorità civili, rappresentanti delle Istituzioni, esponenti politici e grandi protagonisti del mondo automotive. Tutti presenti per celebrare un traguardo che, più di un semplice anniversario, rappresenta una pietra miliare nella storia della mobilità italiana: i 120 anni dell’Automobile Club d’Italia (ACI).
Fondata nel 1905 quando sulle strade italiane circolavano poco più di duemila automobili, l’ACI è cresciuta insieme al Paese, evolvendosi da club pionieristico a ente pubblico non economico e federazione sportiva riconosciuta, oggi tra i principali attori della mobilità nazionale.
La cerimonia, simbolicamente ospitata nel cuore di Torino, città legata alle origini dell’Automobile Club di Torino e della storia motoristica italiana, ha offerto uno spettacolo di suggestioni e riflessioni sull’evoluzione di un secolo e più di motori, strade, tecnologie e persone.
Nel corso dell’evento è stato svelato anche l’annullo filatelico dedicato al francobollo commemorativo, parte della serie 'Le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy', realizzato da Poste Italiane in omaggio alla storia dell’ACI e alla sua testimonianza culturale e civile.
Tra i relatori, il Commissario Straordinario dell’ACI, Gen. C.A. cong. Tullio Del Sette, ha ricordato come «i primi 120 anni dell’Automobile Club d’Italia raccontano una grande storia», sottolineando che la visione degli uomini e delle donne che hanno creduto nell’automobile come strumento di progresso «ha fatto della mobilità un motore essenziale per la crescita del Paese».
A prendere la parola è stato anche l’On. Giovanni Tombolato, Subcommissario dell’ACI e Presidente di ACI Storico, che ha voluto evidenziare quanto profondamente la storia del nostro Paese sia intrecciata con quella dell’automobile e dell’Automobile Club d’Italia, un’associazione che, da oltre un secolo, promuove competenze tecniche e una cultura della mobilità libera, efficiente, accessibile e sicura.
Il Presidente eletto dell’ACI, Antonino Geronimo La Russa, ha chiuso gli interventi con uno sguardo al domani: «L’ACI nasce per interpretare e accompagnare l’evoluzione della mobilità», ha affermato, ricordando l’impegno dell’ente nel governare le grandi trasformazioni tecnologiche e infrastrutturali di questa epoca, con un focus forte su sicurezza, sostenibilità e diritti di mobilità per tutti.
Non una celebrazione nostalgica, dunque, ma un vero e proprio impegno rinnovato per affrontare le sfide future: dalla mobilità sostenibile e connessa, alle nuove tecnologie digitali applicate ai servizi per automobilisti e cittadini, fino alla diffusione di una cultura sempre più inclusiva e smart della mobilità.
La scelta del Mauto non è casuale: partner storico dell’ACI e custode di una collezione straordinaria con oltre 200 vetture originali, il museo rappresenta un ideale ponte tra passato e futuro, raccontando come l’automobile abbia influenzato costumi, arte, industria e società.
Tra le iniziative correlate alle celebrazioni, a Roma allo Spazio espositivo ACI – ACI Storico nella Galleria Filippo Caracciolo è in corso fino al 24 gennaio una mostra intitolata “L’ACI e gli automobilisti: una storia lunga 120 anni”, che presenta nove veicoli ultracentenari – cinque auto e quattro moto – icone delle diverse epoche della mobilità italiana.
Dalla primordiale Isotta Fraschini BN 30/40 HP alla celebre Fiat Tipo Zero A, passando per motociclette d’epoca come le Frera dei primi decenni del Novecento, la mostra invita il pubblico a pensare all’automobile non solo come oggetto, ma come simbolo di progresso, identità e memoria collettiva.
In un’epoca in cui la mobilità sta cambiando più rapidamente che in qualsiasi altro momento della storia recente — tra auto elettriche, guida autonoma, servizi condivisi e infrastrutture sempre più digitali — l’ACI si presenta oggi non solo come custode di una memoria gloriosa, ma come protagonista attivo nel disegnare le linee della mobilità del futuro.
La celebrazione dei 120 anni, dunque, non è solo un punto di arrivo, ma un acceleratore di visioni, che guarda alla strada con la stessa passione di chi, nel 1905, immaginò un’Italia che si muove.