Il Politecnico di Torino rafforza il proprio ruolo nella ricerca applicata all’agricoltura con i progetti IN-VITE e AgriCAM, sviluppati dagli iXem Labs del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni (DET). Le due iniziative sono state presentate il 26 marzo all’Energy Center nel corso dell’evento “Tecnologie in Vigna contro il Cambiamento Climatico” e rappresentano un tassello significativo nella strategia dell’ateneo per affrontare, con strumenti scientifici e tecnologici, le sfide imposte dal riscaldamento globale al settore vitivinicolo.
«Il cambiamento climatico sta modificando profondamente i processi agricoli e impone un salto di qualità nell’approccio alla gestione delle colture», spiegano i ricercatori del Politecnico. Temperature in aumento, eventi meteorologici estremi e cicli vegetativi sempre meno prevedibili stanno infatti incidendo in modo diretto sulla produttività e sulla qualità della vite, uno dei comparti più rilevanti per l’economia piemontese.
In questo contesto, i progetti IN-VITE e AgriCAM, finanziati con 400 mila euro ciascuno nell’ambito del programma CSR 2023-2027, puntano a integrare sensoristica avanzata, modelli predittivi e intelligenza artificiale per supportare le aziende agricole. «Il nostro obiettivo è sviluppare tecnologie capaci di adattarsi alle specificità dei territori e fornire strumenti concreti per decisioni più consapevoli», sottolineano dal team.
Il progetto IN-VITE sarà sviluppato nell’area del Mombarone, tra Carema e Nomaglio, un territorio caratterizzato da vigneti terrazzati e da una viticoltura definita “eroica”, dove ogni parcella presenta condizioni microclimatiche peculiari. «Si tratta di un contesto estremamente complesso, in cui anche piccole variazioni ambientali possono influire in modo significativo sullo sviluppo della vite», spiegano i ricercatori. Qui il Politecnico metterà a punto sistemi di monitoraggio in grado di rilevare parametri agrometeorologici, caratteristiche del suolo, evapotraspirazione e fasi fenologiche della pianta.
I dati raccolti consentiranno di affinare i modelli previsionali delle principali malattie della vite, come peronospora e oidio, e di sviluppare strategie irrigue più efficienti. «Vogliamo arrivare a definire vere e proprie ricette idriche calibrate sul terroir, riducendo gli sprechi e migliorando la sostenibilità delle coltivazioni», evidenziano gli esperti.
Il progetto AgriCAM sarà invece applicato nel Monferrato e si concentrerà sul monitoraggio dello stato della vegetazione attraverso tecnologie innovative di acquisizione di immagini RGB e multispettrali da terra. «L’obiettivo è rendere il monitoraggio più frequente, accessibile e meno dipendente da droni e satelliti», spiegano dal Politecnico. Le immagini verranno analizzate mediante algoritmi di intelligenza artificiale, capaci di estrarre indicatori utili per valutare lo stato di salute delle piante e intervenire in modo tempestivo.
«L’intelligenza artificiale consente di accelerare i tempi di analisi e di trasformare grandi quantità di dati in informazioni operative», sottolineano i ricercatori, evidenziando come questo approccio si inserisca nel più ampio sviluppo dell’agricoltura di precisione.
Entrambi i progetti vedono il coinvolgimento diretto del mondo produttivo e accademico, con la partecipazione di agronomi, enologi e istituzioni universitarie, tra cui l’Università Cattolica del Sacro Cuore, oltre a importanti consorzi vitivinicoli piemontesi. «Il dialogo tra ricerca e territorio è fondamentale per tradurre l’innovazione in strumenti realmente utilizzabili dalle imprese», viene ribadito nel corso della presentazione.
«Il nostro laboratorio ha iniziato a sviluppare tecnologia per l’agricoltura nel 2013», ricorda Daniele Trinchero, responsabile di iXem Labs e coordinatore dei progetti. «Negli anni abbiamo contribuito a iniziative significative per il territorio e oggi, con IN-VITE e AgriCAM, proponiamo soluzioni mirate a contrastare il cambiamento climatico, con particolare attenzione alle aree periferiche e alla viticoltura eroica».
Attraverso queste iniziative, il Politecnico di Torino si conferma un attore centrale nello sviluppo di modelli innovativi per un’agricoltura più sostenibile, capace di coniugare tecnologia, tutela del paesaggio e valorizzazione delle produzioni locali. Una sfida complessa, che passa dalla capacità di integrare conoscenze scientifiche e tradizione, guardando al futuro del settore vitivinicolo con strumenti sempre più avanzati.