La Regione Piemonte lancia una sfida al futuro del patrimonio culturale investendo quattro milioni di euro per la riqualificazione del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino (Mrsn), uno dei gioielli scientifici e storici del territorio. L’appalto è stato aggiudicato a dicembre 2025 nell’ambito del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (Fsc) e segna una tappa cruciale per riportare l’istituzione ai massimi livelli, migliorando accessibilità, servizi al pubblico e qualità dell’esperienza di visita.
Con l’intervento, che si innesta in una strategia ben più ampia di valorizzazione dei luoghi della cultura regionali, si punta a trasformare il museo da spazio storico in un presidio culturale vivo, attrattivo e inclusivo per cittadini, scuole e turisti. Gli operatori ribadiscono che non si tratta di semplici lavori edili, ma di un progetto ambizioso di potenziamento culturale e sociale.
«Investire sul Museo di Scienze Naturali significa investire su un bene identitario della Regione», ha detto l’assessore al Patrimonio e ai Fondi di Sviluppo Gian Luca Vignale, sottolineando che le risorse Fsc sono qui impiegate per valorizzare il patrimonio pubblico senza tradirne storia e valore architettonico. L’assessore ha effettuato un sopralluogo nei giorni scorsi insieme al direttore del museo, l’ingegnere Marco Fino, confermando la linea di intervento.
Il progetto prevede la riqualificazione dell’atrio e delle gallerie storiche, la creazione di nuovi spazi per l’accoglienza dei visitatori, l’ampliamento del bookshop e della caffetteria, il potenziamento delle aule didattiche, il completo adeguamento dei servizi igienici e il superamento delle barriere architettoniche che ancora oggi limitano l’accesso di persone con disabilità. Un’attenzione particolare è stata riservata al recupero dei cortili interni, destinati a tornare spazi armonici con la storia dell’edificio, eliminando manufatti antiestetici fuori contesto.
«Come Museo Regionale di Scienze Naturali siamo estremamente felici che l’Amministrazione continui a credere nel progetto», ha dichiarato Fino, spiegando che il finanziamento consentirà di completare tutto il piano terra, ripristinare l’ingresso da via Giolitti e aprire al pubblico spazi non solo espositivi ma di fruizione collettiva, dalla biblioteca ai cortili interni, potenzialmente destinati a diventare luoghi pubblici da vivere liberamente.
Il Museo, fondato nel 1978 e ospitato nell’antica sede dell’Ospedale San Giovanni Battista, custodisce collezioni di enorme valore scientifico che spaziano da zoologia e paleontologia a botanica e mineralogia, con sezioni tra le più importanti in Italia. Dopo oltre un decennio di lavori e chiusure parziali, alcune sale sono già state riaperte, attirando migliaia di visitatori: nel 2025 il museo ha registrato circa 190mila ingressi, un record che dimostra quanto forte sia l’interesse della cittadinanza verso questa istituzione, ora pronta a tornare pienamente fruibile in tutta la sua estensione.
La riqualificazione è la continuazione di un percorso che già nel 2024 aveva portato alla riapertura parziale del museo, con tre grandi sale dedicate a zoologia, paleontologia e botanica, seguito da numerosi eventi pubblici che hanno celebrato la nuova vita del luogo dopo anni di lavori e chiusure forzate.
Il finanziamento si inserisce in un contesto più ampio di investimenti pubblici sul patrimonio culturale piemontese: la Regione ha destinato importanti risorse a strutture museali e spazi pubblici, compreso il Giardino Botanico Sperimentale Rea di Trana, integrato con il Museo, con circa 3,6 milioni di euro per la sua valorizzazione.
L’operazione non solo renderà il Museo Regionale di Scienze Naturali più moderno e funzionale, ma lo proietterà al centro dell’ecosistema culturale torinese e piemontese, rafforzando il legame con scuole, famiglie, istituzioni scientifiche e turisti. Per anni, infatti, il museo è stato considerato tra i poli più significativi per la divulgazione scientifica in Italia, con collezioni che raccontano secoli di esplorazioni naturali e ricerche scientifiche.
Una scommessa importante su cultura, sapere e futuro: il Mrsn non sarà più soltanto un luogo da visitare, ma un motore di comunità e conoscenza, capace di attrarre e ispirare generazioni di scienziati, studenti e appassionati.