Ancora un furto ai danni della Croce Verde di Torino. Questa volta i ladri hanno preso di mira un’ambulanza parcheggiata davanti alla sede dell’associazione, in via Porpora 42, portando via materiale indispensabile per gli interventi di emergenza. Tra ciò che è stato sottratto c’è anche un defibrillatore, apparecchio fondamentale in caso di arresto cardiaco.
Il mezzo, al momento del furto, non era in servizio. I responsabili sono riusciti ad accedere all’ambulanza e hanno preso lo zaino utilizzato dai soccorritori, svuotandolo del materiale sanitario contenuto al suo interno. Poi hanno portato via anche il Dae, il defibrillatore semiautomatico esterno che fa parte della dotazione essenziale degli equipaggi impegnati negli interventi sul territorio.
Un episodio che provoca non soltanto un danno economico per l’associazione di volontariato, ma anche conseguenze sulla disponibilità dei mezzi pienamente attrezzati e quindi immediatamente utilizzabili per il soccorso.
A denunciare quanto accaduto è il direttore della Croce Verde Torino, Marco Mortara, che sottolinea come non si tratti del primo episodio subito dall’associazione.
«Purtroppo ci troviamo a commentare l’ennesimo furto ai danni della nostra realtà, proprio davanti alla nostra sede di via Porpora 42», spiega Mortara. «Questa volta, oltre a svuotare completamente lo zaino con il materiale di soccorso, si sono spinti a rubare il defibrillatore».
È soprattutto la sottrazione di quest’ultimo dispositivo a preoccupare l’associazione. Il Dae consente infatti ai soccorritori di intervenire immediatamente in presenza di un arresto cardiaco, quando la rapidità dell’intervento può risultare decisiva per la sopravvivenza del paziente.
«Per noi il Dae è uno strumento fondamentale, senza il quale non possiamo garantire il soccorso tempestivo ed efficace che ogni giorno offriamo alle persone», prosegue il direttore. Il furto costringerà ora la Croce Verde a ripristinare le dotazioni mancanti prima che l’ambulanza possa tornare completamente operativa.
Il peso dell’accaduto è significativo anche sotto il profilo economico. L’acquisto di un nuovo defibrillatore e la sostituzione del materiale contenuto nello zaino rappresentano infatti una spesa importante per una realtà che basa una parte fondamentale della propria attività sull’impegno del volontariato.
«Oltre al danno economico ingente, che per un’associazione come la nostra è sempre difficile da assorbire, la cosa più grave è che ora rimaniamo senza un mezzo completo e operativo per salvare vite», sottolinea Mortara.
Il furto assume così una gravità particolare proprio per la natura del materiale sottratto: attrezzature che non rappresentano semplicemente beni di valore, ma strumenti destinati a intervenire nelle emergenze e a tutelare la salute delle persone.
«Rubare su un’ambulanza – conclude Mortara – significa colpire direttamente la sicurezza di tutti i cittadini».