Nuovo episodio di violenza all’interno del carcere di Torino, dove quattro agenti della Polizia Penitenziaria sono rimasti feriti a seguito dell’aggressione da parte di un detenuto e sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria. L’episodio ha riacceso il dibattito sulle condizioni di sicurezza negli istituti penitenziari e sulle criticità operative del personale.
Secondo quanto ricostruito, il detenuto avrebbe dovuto essere accompagnato per la fruizione dell’ora d’aria. Al momento dell’uscita dalla cella, senza apparenti motivazioni, avrebbe improvvisamente colpito gli agenti con calci e pugni, provocando il ferimento dei quattro operatori in servizio.
Sull’accaduto interviene Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), che definisce l’episodio l’ennesima conferma di una situazione ormai critica. «Quanto accaduto a Torino è l’ennesima dimostrazione di quanto sia difficile e rischioso il lavoro degli agenti di Polizia Penitenziaria. Non possiamo continuare a considerare le aggressioni come una componente inevitabile del servizio. Il problema non è soltanto il singolo episodio, ma una condizione complessiva di crescente insicurezza», afferma Capece.
Il sindacalista sottolinea come il personale operi quotidianamente in condizioni di forte pressione, spesso aggravate da carenze di organico e da contesti caratterizzati da elevata conflittualità. «Servono interventi strutturali e immediati: più personale, una migliore organizzazione dei servizi, formazione specifica e strumenti operativi adeguati a prevenire e gestire le aggressioni», aggiunge.
Sulla vicenda interviene anche Vicente Santilli, segretario nazionale del Sappe, che rilancia l’allarme sulle condizioni degli istituti penitenziari piemontesi. «Non è più possibile aspettare che siano gli agenti a pagare sulla propria pelle le conseguenze delle inefficienze del sistema. Quattro poliziotti aggrediti nello stesso episodio, costretti a ricorrere alle cure ospedaliere, rappresentano un fatto di estrema gravità. A Torino, come in altri istituti del Piemonte, il personale sta lavorando in condizioni sempre più difficili», dichiara.
Santilli chiede un intervento immediato da parte delle istituzioni competenti. «Chiediamo al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia di intervenire subito. Occorre rafforzare gli organici, garantire una presenza adeguata di personale nei reparti più problematici e mettere gli agenti nelle condizioni di operare in sicurezza. La Polizia Penitenziaria non può essere lasciata sola a fronteggiare una situazione che rischia di diventare fuori controllo», prosegue.
Il Sappe esprime infine vicinanza ai quattro agenti feriti e auspica un rapido accertamento delle loro condizioni di salute, ribadendo che la tutela dell’incolumità del personale deve tornare a essere una priorità assoluta dell’Amministrazione penitenziaria. «La sicurezza degli operatori – conclude il sindacato – non può più essere rimandata».