Corso Vittorio Emanuele II blindato, traffico bloccato, fumogeni, lanci di uova e centinaia di manifestanti schierati contro la presenza a Torino di Roberto Vannacci. È stata una mattinata ad alta tensione quella che ha accompagnato l’arrivo del leader di Futuro Nazionale nel capoluogo piemontese, dove ha partecipato all’incontro ‘Insicurezza urbana: il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori’, promosso dal sindacato Fsp Polizia di Stato insieme all’Associazione per la legalità e la sicurezza sul lavoro Odv e alla Fmpi.
Il presidio è iniziato a circa duecento metri dall’hotel Nh Torino Centro, sede del convegno, per poi trasformarsi in corteo. Il numero dei partecipanti, inizialmente stimato intorno alle 150 persone, è progressivamente cresciuto fino a raggiungere alcune centinaia di manifestanti. La zona è stata presidiata da cordoni di polizia in assetto antisommossa e da numerosi mezzi delle forze dell’ordine schierati lungo il corso.
I manifestanti hanno acceso fumogeni rossi e neri, scandito slogan e mostrato uno striscione con la scritta «Nessun generale per nessuna guerra. Vannacci fuori da Torino». Dal presidio si sono levati anche i cori «Vannacci vai a casa», «Fuori Vannacci da Torino» e «Siamo tutte antifasciste». Quando una parte del corteo si è avvicinata al cordone delle forze dell’ordine sono state lanciate alcune uova, senza che la situazione degenerasse in scontri.
Dal megafono gli antagonisti hanno accusato il leader di Futuro Nazionale di utilizzare i temi dell’immigrazione, della sicurezza e dei diritti civili per costruire consenso politico. «Si preoccupa soltanto di dire che il femminicidio non esiste e che i migranti vanno deportati. Ma è solo propaganda sulla pelle di chi non c’entra nulla con la crisi che stiamo vivendo e con la benzina oltre i due euro», hanno affermato.
«Noi non glielo permettiamo: oggi dimostreremo che Torino non vuole Vannacci e gli altri personaggi di destra che vengono qui a fare campagna elettorale», hanno aggiunto i promotori della contestazione. Secondo i manifestanti, la protesta dovrebbe rappresentare il primo passo verso la costruzione di un’alternativa politica e sociale: «Ci sono persone come Vannacci perché ancora non esiste una forza dal basso in grado di rappresentare l’alternativa. Per noi è un obbligo essere qui, per cacciare Vannacci e costruire un ponte popolare contro la guerra. Dobbiamo diventare una forza credibile, affinché le persone che muoiono di fame possano guardarci come a un’alternativa».
Durissima la reazione di Emanuele Pozzolo, responsabile regionale di Futuro Nazionale in Piemonte. «Quello che sta capitando a Torino è inaccettabile. Non sono manifestanti, sono criminali sociali e vanno stroncati», ha dichiarato.
Pozzolo ha denunciato quello che ha definito «terrorismo urbano dell’estrema sinistra», sostenendo che un analogo comportamento da parte di gruppi di destra avrebbe già determinato numerosi arresti. «Si dicono antifascisti e amanti della libertà, ma sono soltanto intolleranti che urlano con la faccia di Che Guevara sulle magliette: servi sciocchi dei poteri forti che giocano a fare i rivoluzionari. Noi continueremo a essere la destra autentica, quella che se ne frega e che non ha paura. Torino va liberata da questa marmaglia».
La contestazione è entrata anche nella sala del convegno. Una donna ha interrotto Vannacci gridando «L’Italia è un Paese laico», mentre dal pubblico si sono levati cori di sostegno al generale. «Oltre a essere maleducata perché interrompe, la signora è anche antidemocratica», ha replicato il leader di Futuro Nazionale.
All’inizio del suo intervento, Vannacci ha ringraziato gli agenti impegnati all’esterno dell’albergo. «Non è possibile che, in un Paese democratico e civile come l’Italia, debbano esserci 250 agenti in tenuta antisommossa per consentire lo svolgimento di un convegno libero, nel quale ci confrontiamo sul piano delle argomentazioni. È una cosa vergognosa», ha affermato.
Quindi l’attacco ai collettivi torinesi: «Rispondo a quelli di Askatasuna, askatasette o askataotto, che hanno detto di non poter consentire che io faccia qui una passerella senza essere disturbato: non mi disturbano affatto, non li sento neppure».
Nel corso dell’incontro, al quale ha partecipato a sorpresa anche Vittorio Feltri, Vannacci ha rivendicato la linea politica del proprio movimento. «Vogliamo rispettare la fiducia che ci hanno dato gli elettori e non intendiamo tradirli. I nostri propositi non sono negoziabili. Porteremo a termine il nostro programma con la stessa determinazione dimostrata fino a oggi».
Il leader di Futuro Nazionale ha infine ribadito il sostegno alle forze dell’ordine e invocato un approccio più severo contro i fenomeni di illegalità: «Saremo sempre vicini alle forze dell’ordine, alle forze armate, a chi rappresenta lo Stato, questa bellissima Repubblica e i cittadini onesti. Dobbiamo partire dalla scuola e dal cittadino, adottando una politica di tolleranza zero come quella applicata da Rudolph Giuliani a New York. La criminalità si combatte anche intervenendo contro chi getta una cicca di sigaretta per terra».
Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia a Torino, attacca: «Che piaccia o meno, un esponente politico ha diritto di parlare senza avere “comitati di benvenuto” ad accoglierlo o minacciarlo. Il diritto alla libertà di parola “alla carta” è indegno e, ancora una volta, la città è stata paralizzata da quegli antagonisti, collettivi studenteschi ed esponenti di Askatasuna che colgono sempre l’occasione per minacciare, in primis, le forze dell’ordine. Il traffico del centro città paralizzato, ingenti risorse buttate al vento per pagare gli agenti, viste le minacce prodromiche all’evento: questi sono gli amici della Giunta di centrosinistra che governa la città di Torino e del sindaco Lo Russo. La solidarietà di Forza Italia va agli agenti, insultati e colpiti da uova marce e sassi. Questa Torino e questa Italia non appartengono a quell’idea antifascista di cui si riempiono la bocca i manifestanti».