Riscoprire le radici della solidarietà per comprendere le trasformazioni del presente e affrontare le sfide del futuro.
È questo il filo conduttore dell’incontro «Viaggio alle origini dell’economia sociale», che si è svolto nel Salone d’Onore della Fondazione Crt, a Palazzo Perrone, su iniziativa di Legacoop Piemonte e Fondazione Istituti Riuniti Salotto e Fiorito ets, con la collaborazione della Fondazione Crt.
Al centro del confronto, il valore della mutualità, della cura e della responsabilità verso le persone più fragili. Principi che attraversano la storia e che oggi trovano nuove espressioni nella cooperazione, nel Terzo settore e nelle diverse realtà dell’economia sociale, chiamate a rispondere ai bisogni delle comunità attraverso reti solidali e interventi condivisi.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione Crt, del sindaco del Comune di Torino Stefano Lo Russo, del vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone e del prefetto di Torino Donato Cafagna. Un momento di confronto che ha riunito rappresentanti delle istituzioni e del mondo sociale per riflettere sul ruolo della solidarietà organizzata e sulla sua attualità.
Il programma è proseguito con l’intervento di Lucia Musti, procuratore generale del Piemonte e della Valle d’Aosta, dedicato al tema «L’organizzazione della carità come segno di giustizia».
A seguire, Alberto Riccadonna, direttore del settimanale diocesano ‘La Voce e Il Tempo’, ha approfondito la presenza e l’opera di San Vincenzo de’ Paoli nella Torino della carità. Proprio la figura del santo è stata uno dei temi centrali dell’iniziativa.
La sua esperienza testimonia infatti ome l’attenzione verso chi vive in condizioni di difficoltà possa trasformarsi in un impegno strutturato, capace di andare oltre l’intervento occasionale e di costruire risposte durature. Un modello che richiama il valore della prossimità e la necessità di riconoscere nella dignità della persona il punto di partenza di ogni azione sociale.
Nel corso dell’incontro è stato presentato anche il volume «La tela e il volto», scritto da padre Salvatore Farì e suor Simona Biondin, con la partecipazione di Dimitri Buzio al confronto. Il libro propone una riflessione sulla figura di San Vincenzo, sulla povertà e sull’evoluzione del Terzo settore, attraverso due immagini simboliche che ne sintetizzano il messaggio.
La tela rappresenta le relazioni e le reti che uniscono persone, istituzioni e organizzazioni, creando legami in grado di sostenere chi si trova in situazioni di fragilità. Il volto, invece, riporta l’attenzione sull’individuo, sulla sua storia e sulla sua dignità, ricordando che ogni intervento sociale deve partire dall’ascolto e dal riconoscimento dei bisogni reali.
Due prospettive complementari, che richiamano una concezione dell’economia sociale fondata non soltanto sull’organizzazione dei servizi, ma anche sulla capacità di costruire comunità inclusive e solidali. Le conclusioni sono state affidate a Lucia Albano, sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze. A moderare gli interventi è stato il giornalista Alessandro Galavotti, caporedattore dell’Ansa.