Il Piemonte avvia le procedure per chiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale a causa della prolungata siccità che sta mettendo in difficoltà vaste aree del territorio regionale, come chiesto anche da Confagricoltura, come riportato dal nostro quotidiano ieri.
Si sono così intensificati i contatti con il Ministero dell’Agricoltura per definire gli strumenti più rapidi ed efficaci a sostegno delle imprese agricole, sempre più esposte agli effetti della crisi idrica.
La quasi totale assenza di precipitazioni negli ultimi mesi continua infatti a compromettere raccolti e produzioni. Le organizzazioni professionali agricole segnalano una situazione particolarmente delicata per il comparto risicolo, impegnato nella fase più sensibile del ciclo produttivo, ma anche per numerose colture stagionali che risentono della scarsità d’acqua e delle temperature elevate.
«Ci troviamo di fronte a una crisi idrica eccezionale che sta provocando danni sempre più pesanti all’agricoltura piemontese, oltre a mettere sotto pressione la disponibilità di acqua e ad aumentare il rischio di incendi», dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni.
«Sono state avviate le procedure per richiedere lo stato di calamità naturale – spiega – e il confronto con il Governo prosegue per individuare interventi tempestivi a favore delle aziende agricole e di un comparto strategico per l’economia regionale».
Parallelamente prosegue il lavoro legato agli aiuti della Politica agricola comune. La Regione sta notificando alla Commissione Europea la delibera con cui è stato dichiarato lo stato di emergenza regionale, passaggio necessario per consentire il riconoscimento delle condizioni di forza maggiore determinate dalla siccità.
Particolare attenzione è rivolta agli allevatori e ai margari costretti ad abbandonare in anticipo gli alpeggi per la mancanza di pascoli. L’obiettivo è evitare che il mancato rispetto del periodo minimo di permanenza in quota comporti la perdita dei contributi Pac.
«Stiamo lavorando affinché gli allevatori possano ottenere integralmente gli aiuti previsti e, allo stesso tempo, per accelerare l’erogazione di anticipi sui pagamenti Pac attraverso il confronto con Arpea e Agea», conclude Bongioanni.