Educazione finanziaria, da Torino un modello che cresce del 32%

Il Museo del Risparmio nel 2025/2026 coinvolge oltre 155mila studenti e docenti

Walter Caputo 07/08/2026
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Capire come gestire il denaro, valutare un investimento, distinguere un bisogno da un consumo superfluo e conoscere i rischi legati alle nuove tecnologie finanziarie sta diventando una componente sempre più importante della formazione delle nuove generazioni. E da Torino parte un modello di educazione economico-finanziaria che continua a crescere, sia in Italia sia all’estero.

Nell’anno scolastico 2025-2026 il Museo del Risparmio di Torino ha coinvolto complessivamente 155.031 studenti e docenti delle scuole del primo e del secondo ciclo, facendo registrare un incremento del 32% rispetto all’anno precedente. Un dato che segnala non soltanto l’espansione dell’attività del museo torinese, ma anche la crescente domanda di strumenti per comprendere un sistema economico diventato più complesso.

Alle scuole sono stati proposti 1.557 interventi didattici, tra percorsi di educazione finanziaria, laboratori, visite guidate ed eventi di approfondimento, per complessive 2.277 ore di formazione. L’attività ha inoltre superato i confini nazionali: attraverso una rete internazionale presente in Italia e in altri undici Paesi europei ed extraeuropei, i format sviluppati a Torino sono stati utilizzati per raggiungere oltre 13mila studenti all’estero.

Numeri che assumono particolare rilevanza in una fase nella quale famiglie e giovani devono confrontarsi con inflazione, costo della vita, trasformazione del mercato del lavoro, digitalizzazione dei pagamenti, nuovi strumenti di investimento e rischi finanziari legati anche alla rete. La conoscenza dei meccanismi economici diventa così una forma di capitale umano e, contemporaneamente, uno strumento per ridurre le asimmetrie informative e favorire decisioni più consapevoli.

«In un contesto segnato da crescente incertezza economica, sociale e geopolitica, la capacità di comprendere le scelte che riguardano il denaro, il risparmio, il consumo, il lavoro e il futuro non è più una competenza accessoria, ma una componente essenziale della cittadinanza», sottolinea Giovanna Paladino, direttrice e curatrice del Museo del Risparmio.

L’obiettivo, spiega Paladino, è trasformare l’educazione economico-finanziaria in uno strumento attraverso il quale «leggere la realtà, valutare alternative, riconoscere i rischi, comprendere le conseguenze delle decisioni e sviluppare autonomia». In altre parole, imparare a scegliere.

Il modello sviluppato a Torino punta soprattutto sull’innovazione didattica. Alla tradizionale trasmissione di nozioni vengono affiancati edutainment, interattività e strumenti digitali. Giochi, simulazioni e attività collaborative permettono agli studenti di misurarsi con situazioni concrete, traducendo concetti economici e finanziari in decisioni e comportamenti.

L’approccio è inoltre interdisciplinare. Il denaro e il risparmio vengono collegati alle trasformazioni che stanno modificando l’economia e la società: sostenibilità ambientale e sociale, digitalizzazione, sicurezza online, intelligenza artificiale e sviluppo del capitale umano. L’educazione finanziaria viene quindi affrontata non come materia isolata, ma come chiave di lettura di fenomeni che incidono direttamente sulle opportunità future dei ragazzi.

Tra le novità dell’anno scolastico 2025-2026 figura Edufin & Letteratura, percorso che utilizza i classici per affrontare questioni economiche, mentre in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 sono stati organizzati webinar dedicati al rapporto tra sport e denaro.

Sono stati inoltre ampliati i percorsi Edu Fin&Fun, rivolti alle scuole primarie e secondarie di primo grado, mentre per gli studenti delle superiori è proseguito il ciclo Una finestra sul mondo, dedicato all’analisi dell’attualità economica. Parallelamente è continuata la formazione degli insegnanti attraverso webinar specialistici e il corso gratuito Fai Meta, con l’obiettivo di rendere l’educazione finanziaria sempre più integrata nella normale attività scolastica.

La crescita del 32% registrata nell’ultimo anno conferma così il ruolo assunto da Torino come laboratorio per la diffusione della cultura economica tra i giovani. Una funzione destinata ad acquistare ulteriore peso considerando quanto le decisioni finanziarie vengano ormai prese sempre più precocemente: dagli acquisti digitali ai primi strumenti di pagamento, fino alla gestione del risparmio e, successivamente, alle scelte relative a formazione, lavoro, previdenza e investimenti.

Per il futuro il Museo punta ad ampliare e personalizzare ulteriormente i percorsi, potenziare gli strumenti messi a disposizione degli insegnanti e raggiungere maggiormente i territori caratterizzati da fragilità educative e sociali. Un’attenzione particolare sarà riservata anche all’espansione internazionale.

La sfida che parte da Torino è dunque più ampia della semplice conoscenza del funzionamento del denaro: ridurre il divario di competenze economiche significa aumentare la capacità dei cittadini di compiere scelte consapevoli, difendersi dai rischi e affrontare con maggiore autonomia un’economia nella quale finanza, tecnologia e vita quotidiana sono sempre più strettamente intrecciate.

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