Tensioni nella notte di Capodanno nel capoluogo piemontese durante l’ennesima manifestazione promossa dagli attivisti dell’ex Centro sociale Askatasuna.
Nel corso di un corteo chiamato «Street Parade», cui hanno preso parte circa duemila persone, gruppi di dimostranti hanno ancora una volta scagliato petardi e bombe carta contro le Forze dell'ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e idranti.
Sono quattro i carabinieri rimasti feriti. I militari sono stati raggiunti dal lancio di petardi e fuochi artificiali, ma le ferite per fortuna non sono gravi.
La serata era cominciata con uno spettacolo musicale in piazza Vittorio Veneto. La mezzanotte è stata salutata con numerosi fuochi d'artificio. Migliaia di persone hanno poi cominciato la 'Street Parade', un corteo a suon di musica per le strade del quartiere Vanchiglia, dove si trova la palazzina in cui fino a un paio di settimane fa, prima dello sgombero da parte delle forze dell'ordine, era insediato il Centro sociale Askatasuna, al ceentro di un progetto promosso dal sindaco del Comune di Torino, Stefano Lo Russo, per trasformarlo in un «bene comune».
«Un nuovo anno di lotta è cominciato e noi saremo ovunque» – è stato lo slogan degli attivisti. Le tensioni si sono verificate all'angolo tra via Rossini e corso Regina Margherita. La ‘Street Parade’ è poi terminata nei paraggi del Campus Einaudi, dove i partecipanti si sono fermati per proseguire la nottata con una festa danzante.
Altri antagonisti sono stati protagonisti in Val di Susa, dove nella notte di Capodanno alcuni attivisti hanno appeso uno striscione sulla facciata del palazzo municipale di Susa.
«Buon 2026 – è stato scritto sul telo – e ricorda ... Telt non ti ama: 'Tav-velena'» (Telt e la società che si occupa della costruzione della nuova ferrovia ad alta velocità Torino - Lione).
Prima della mezzanotte i ‘No Tav’ della Valle di Susa si erano ritrovati per una festa in una frazione vicina.
«La notte di Capodanno a Torino è stata nuovamente segnata dalla violenza di Askatasuna. Un copione ormai noto, che si ripete con ostinazione: bombe carta, petardi, aggressioni, città paralizzata e quattro carabinieri feriti mentre garantivano sicurezza e ordine pubblico», dichiarano il senatore Roberto Rosso, vicesegretario di Forza Italia in Piemonte, e Marco Fontana, segretario cittadino del partito degli Azzurri a Torino.
«Quei militari, come tanti altri operatori in divisa, avrebbero dovuto trascorrere la notte di Capodanno con le loro famiglie. Invece, si sono trovati ancora una volta a difendere Torino da chi trasforma ogni occasione, persino una notte di festa, in un pretesto per lo scontro e la violenza. A loro – affermano i due azzurri – va la nostra piena solidarietà e il nostro ringraziamento per il servizio reso alla città».
«Le immagini di violenza – continuano Rosso e Fontana – sono la risposta più chiara a chi, ancora oggi, parla di nuovi patti, di collaborazioni o di percorsi di dialogo. Davvero qualcuno pensa di poter ancora stringere la mano a chi risponde con bombe carta, aggressioni e feriti? Davvero si ritiene possibile un nuovo accordo con chi conosce solo il linguaggio della forza e dell’intimidazione?».
«Non siamo di fronte a un problema di sgombero oppure alla gestione di uno spazio, ma a una sfida aperta allo Stato e alle sue istituzioni. Per questo la risposta non può essere ambigua né tentennante: lo Stato continuerà ad agire in modo netto e determinato contro queste realtà e contro chi, direttamente o indirettamente, ne legittima l’azione», concludono Rosso e Fontana.
A Torino è stato un «Capodanno di guerriglia, come era ampiamente prevedibile» – afferma Roberto Ravello, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte.
«Anche questa volta – spiega – una manifestazione riconducibile ad Askatasuna si è trasformata in scontri, lanci di oggetti e aggressioni, con il risultato di agenti delle Forze dell’ordine feriti mentre svolgevano il loro servizio a tutela della città. A loro va la nostra totale e incondizionata solidarietà. Donne e uomini che ogni giorno pagano sulla propria pelle le conseguenze di un clima che non nasce per caso».
«Quanto accaduto – conclude Ravello – non è un fatto isolato, ma è direttamente legato all’ambiguità politica e alla legittimazione istituzionale garantita in questi anni dal Comune di Torino ad Askatasuna: un vero e proprio ombrello di tolleranza che ha normalizzato l’inaccettabile, trasformando la violenza in una variabile prevedibile e messa in conto. Questa ambiguità ha un costo preciso: lo pagano le Forze dell’ordine, lo pagano cittadine e cittadini, lo paga l’immagine e la sicurezza di Torino. È tempo che il Comune scelga da che parte stare: con la legalità o con chi la calpesta».
«Ancora una volta – ribadiscono il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Carlo Riva Vercellotti, e la vice, Alessandra Binzoni – abbiamo dovuto assistere all'aggressione teppistica contro le Forze dell’ordine da parte degli antagonisti. L’unica cosa che dimostrano con tali atti però, è quanto sia stato necessario lo sgombero di Askatasuna. È infatti evidente che le presunte attività sociali e culturali non fossero che un paravento per mascherare la vera natura dei collettivi che ruotano attorno a quello stabile, ossia di professionisti del caos e della violenza».
«Se pensano di forzare la mano alle istituzioni – affermano – ripetendo gli attacchi contro le Forze dell'ordine, però, si sbagliano di grosso: lo Stato non arretrerà di fronte a questo manipolo di teppisti senza idee e senza regole. Ci sembra però sempre più insostenibile la posizione di chi, nella Giunta comunale o in Consiglio regionale, continua, nonostante tutto, a sostenere e tutelare simili soggetti».
«Ci auguriamo – concludono Riva Vercellotti e Binzoni – che la giustizia faccia il suo corso e che vengano individuati e colpiti gli autori dei lanci di oggetti che hanno ferito gli agenti, ai quali va tutta la nostra solidarietà. Ed è quantomeno bizzarra l’idea di certi esponenti del Pd, secondo la quale chi tutela l’ordine crea disagio a un quartiere, quando è vero l’esatto contrario. Da mesi ormai, per i pretesti più disparati, i Torinesi sono costretti a subire danni e disagi per colpa dei teppisti che ruotano attorno ad Askatasuna e che la Sinistra si ostina a voler difendere».
«Com’è possibile continuare a tollerare simili manifestazioni ricche solo di violenza, distruzione e vandalismi? Ogniqualvolta si parla di manifestazioni organizzate da Askatasuna irrompe la violenza. Un elemento che conferma la giusta e sacrosanta scelta di sgomberare quel Centro sociale». È il commetto sui fatti di Torino di Giorgio Merlo, presidente nazionale di Scelta Cristiano Popolare.
«Non è possibile – afferma Merlo – che dopo ogni iniziativa di quel Centro sociale si debbano contare i feriti tra le Forze dell'ordine. Una ragione in più per manifestare la piena e totale solidarietà agli agenti che continuano, tra mille sacrifici e difficoltà, a garantire la sicurezza di cittadini e cittadine e delle rispettive comunità».