È stato trovato in strada della Creusa 109, sulla collina di Torino, sopra Cavoretto, il corpo senza vita di un rider di 32 anni, scoperto per caso grazie alla segnalazione al 118 di una residente, che aveva notato una bicicletta abbandonata sul bordo della carreggiata.
L’uomo, di origine egiziana, potrebbe essere stato investito da un veicolo che poi non si sarebbe fermato. Sono tuttora in corso le indagini da parte della Polizia Municipale del Comune di Torino per chiarire l’accaduto.
«Dopo il recente caso del rider picchiato e rapinato a Verona, il ciclofattorino investito e ucciso a Torino e ritrovato casualmente dopo parecchie ore, senza che il datore di lavoro se ne sia interessato, evidenzia ancora una volta i rischi legati a questa ‘professione’, svolta per lo più da persone migranti, sottopagate e, in molti casi, anche vittime di caporalato» – dichiara Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro.
«È necessario porre fine a queste continue tragedie che colpiscono lavoratori fragili con poche o nessuna tutela – afferma Quirico – e intervenire per garantire loro mezzi sicuri, adeguati dpi (giubbotti catarifrangenti, gps e abbigliamento adeguato) e paghe dignitose».
«La situazione dei rider, esposti quotidianamente a rischi senza adeguate tutele e condizioni di sicurezza, non è più tollerabile: è urgente intervenire per garantire loro diritti e dignità» – conclude il direttore di Sicurezza e Lavoro.