Quando l’auto è spazio e memoria: Bublex al Mauto

Quarantaquattro opere e modelli in scala per ripensare due secoli di mobilità e immaginario

Elena Marchisio 24/01/2026
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Da oggi, 22 gennaio all’8 marzo 2026, il Mauto – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino ospita un progetto espositivo originale e ambizioso: Automobili. Una storia di innovazione concettuale dell’artista francese Alain Bublex. La mostra, curata da Chiara Marras, esplora l’automobile non solo come oggetto tecnico, ma come forma culturale, spazio abitabile e immaginario collettivo, ripercorrendo oltre due secoli di storia — dal 1802 a oggi attraverso una prospettiva inedita e non lineare.

Il Mauto, uno dei musei automobilistici più importanti al mondo — con una collezione di oltre 200 vetture esposte e un ricco programma di mostre temporanee — offre oggi un’interpretazione dell’auto come strumento narrativo e concettuale, capace di raccontare non solo evoluzioni tecnologiche ma anche idee, visioni e possibilità alternative che hanno attraversato il design, la cultura e le società moderne.

La mostra si struttura attorno a quarantaquattro opere che combinano testi e immagini, costruendo una storia dell’automobile fatta di modelli spesso poco noti o dimenticati, presentati come punti di contatto tra progetto e pensiero visivo. A queste opere si affiancano due proiezioni video: una dedicata all’insieme dei disegni tecnici delle auto, l’altra a sequenze di disegni naturalistici che osservano le automobili quasi come fossero specie viventi, conferendo loro una dimensione quasi antropologica.

Completano il percorso appunti, schizzi originali e annotazioni realizzati dall’artista durante il proprio lavoro di ricerca, testi che accompagnano le immagini e costituiscono una narrazione concettuale che si muove per associazioni e deviazioni piuttosto che seguire una cronologia rigorosa.

Al centro dell’allestimento spicca l’installazione À l’abri du vent et de la pluie (Al riparo dal vento e dalla pioggia), composta da dieci modelli di automobili in scala 1:10 provenienti dalla Fondation Cartier pour l’art contemporain. Le sculture, ridotte all’essenziale delle forme, rinunciano a dettagli tecnici superflui per trattenere solo ciò che rende immediatamente riconoscibile una vettura, ossia la sua presenza visiva minima ma evocativa.

Secondo l’artista, la scelta dei modelli deriva da un vero e proprio “vagabondaggio” concettuale: un processo di libere associazioni, conversazioni e intuizioni che riflettono la natura non lineare della creatività. Ogni modello funziona come un deposito di memoria, evocando ricordi personali e collettivi e aprendo nuovi interrogativi sul ruolo che l’automobile ha avuto e continua ad avere nella nostra percezione del mondo.

Il progetto espositivo nasce da una commissione affidata a Bublex dalla Fondation Cartier nel 2017 in occasione della rassegna Autophoto, quando l’artista fu incaricato di scrivere un testo sulla storia dell’automobile e sull’evoluzione delle sue forme. Quel lavoro teorico ha aperto la strada a una ricerca più ampia, che immagina perfino un libro ideale contenente tutte le forme automobilistiche mai progettate ma mai realizzate.

Alain Bublex è un artista francese attivo tra arte, design e architettura, con una pratica che indaga i processi progettuali e le forme della modernità. I suoi lavori esplorano oggetti e spazi che hanno modellato l’immaginario contemporaneo, e l’automobile rappresenta per lui un caso paradigmatico: non solo un mezzo di trasporto, ma uno specchio delle aspirazioni, delle paure e delle visioni di intere epoche.

La mostra al Mauto propone quindi un dialogo tra estetica, memoria e futuro, offrendo al pubblico uno sguardo critico e poetico sul rapporto tra uomo e macchina, tra progetto e narrazione, tra tecnologia e poesia visiva.

Oltre alle opere esposte, il museo ha organizzato anche un programma di incontri e talk divulgativi che coinvolgono professionisti, designer e studiosi per approfondire temi chiave come la mobilità sostenibile, la città del futuro e l’evoluzione del design automobilistico.

Automobili. Una storia di innovazione concettuale è visitabile dal 22 gennaio all’8 marzo 2026 negli spazi del Mauto (Corso Unità d’Italia, 40, Torino). L’esposizione è aperta con orari differenziati durante la settimana e offre un’opportunità unica per vedere l’auto come non è mai stata raccontata prima: non solo come macchina, ma come voce del nostro modo di vivere, viaggiare e immaginare il mondo.

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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