Piemonte primo in Italia per crescita del turismo: presenze a +9,9%

Il dato di luglio consolida il boom del primo semestre. Borghi e turismo internazionale spingono il settore

Marco Cortese 15/08/2026
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Il turismo si sta ritagliando uno spazio sempre più rilevante nell’economia piemontese. A luglio il Piemonte ha registrato un incremento delle presenze del 9,9% rispetto allo stesso mese del 2025, il risultato migliore fra le regioni italiane e più che doppio rispetto alla crescita nazionale, attestata al 4,4%. Un dato che assume un significato particolare in una regione nella quale il turismo ha storicamente avuto un peso inferiore rispetto alle grandi destinazioni italiane e che arriva mentre altri settori, a partire dalla manifattura, attraversano una fase decisamente più complessa.

Secondo il report Estate e Ferragosto del Ministero del Turismo, dietro al Piemonte si collocano Marche (+8,2%), Calabria e Friuli-Venezia Giulia (+7,8%), Abruzzo (+6,7%), Lombardia (+6,4%) e Puglia (+6%). A livello nazionale gli arrivi sono aumentati del 4,5% e le presenze del 4,4%. 

Il risultato piemontese di luglio, soprattutto, non sembra un episodio isolato. I dati amministrativi di Alloggiati Web indicavano già per il primo semestre 2026 una crescita particolarmente sostenuta dei flussi regionali, collocando il Piemonte ai vertici nazionali. La dinamica si inserisce inoltre in un mercato italiano che aveva iniziato bene l’anno: nel primo trimestre gli arrivi erano cresciuti complessivamente del 5,5% e le presenze del 6,8%. 

La tendenza, in realtà, viene da più lontano. Banca d’Italia rilevava già nel 2024 un incremento del 4,1% dei pernottamenti in Piemonte, dopo il +8,6% del 2023. A trainare erano stati soprattutto gli stranieri: le loro presenze erano aumentate del 6,8%, contro l’1,2% degli italiani. La componente internazionale era così arrivata a rappresentare il 53% dei pernottamenti complessivi, dopo avere superato per la prima volta la metà del mercato nel 2023. Un cambiamento strutturale per una regione che per lungo tempo aveva avuto una domanda turistica prevalentemente nazionale. 

C’è poi un indicatore ancora più significativo dal punto di vista economico. Secondo le elaborazioni di Banca d’Italia, nel 2024 un turista straniero pernottante in Piemonte spendeva mediamente 130 euro per notte, contro 135 euro della media italiana, con una crescita superiore al 4% sull’anno precedente. L’aumento dei flussi internazionali, dunque, non incide soltanto sulle strutture ricettive, ma alimenta ristorazione, commercio, trasporti, cultura e servizi. 

Il potenziale resta tuttavia ampio. Nel suo rapporto sull’economia piemontese pubblicato nel 2026, Banca d’Italia calcola che nel 2024 la spesa turistica rappresentasse il 5,7% dei consumi effettuati sul territorio regionale, contro il 10,2% della media nazionale. È una distanza che fotografa contemporaneamente un limite e un’opportunità: il turismo piemontese sta crescendo rapidamente, ma dispone ancora di margini per aumentare il proprio contributo all’economia regionale. 

A rafforzare questa prospettiva è la diffusione territoriale della crescita. Nei comuni piemontesi con meno di 5 mila abitanti le presenze nel primo semestre 2026 sono aumentate del 9,8%, terza migliore performance nazionale dietro Calabria (+12,1%) e Abruzzo (+10,9%). Un risultato importante perché sposta parte dei benefici economici al di fuori delle destinazioni tradizionali e coinvolge borghi, aree rurali e montane.

«Questi numeri confermano quello in cui abbiamo sempre creduto e investito», sottolinea l’assessore regionale al Turismo Paolo Bongioanni, che individua proprio nell’integrazione fra turismo, territorio ed eccellenze agroalimentari una delle leve della crescita piemontese. «Il Piemonte da solo offre un quarto delle produzioni agroalimentari a marchio di qualità di tutta Italia: le Pro Loco sono uno degli asset fondamentali nella valorizzazione dei territori e della loro identità, e nella promozione delle eccellenze enogastronomiche legate alle straordinarie specificità dei nostri borghi». Nell’ultimo anno la Regione ha sostenuto 553 Pro Loco per il loro funzionamento e destinato 4 milioni di euro a 358 tra Pro Loco e Associazioni d’Arma per l’acquisto di strutture per gli eventi. «Confortati da questi dati, continueremo a farlo con sempre maggiore determinazione», aggiunge Bongioanni.

In questo processo sagre, manifestazioni enogastronomiche e attività delle Pro Loco assumono una funzione economica oltre che culturale. Secondo il Ministero, in Italia questo sistema, a fronte di circa 700 milioni di euro di costi organizzativi, genera 2,1 miliardi di indotto e sostiene circa 10.500 occupati. Quasi sei italiani su dieci hanno partecipato nell’ultimo anno a una manifestazione organizzata dalle Pro Loco e il 43,5% lo ha fatto durante un viaggio di piacere.

«Sono risultati estremamente lusinghieri», commenta l’assessore regionale al Turismo Paolo Bongioanni, ricordando anche il sostegno regionale a 553 Pro Loco e i 4 milioni destinati a 358 tra Pro Loco e Associazioni d’Arma per l’acquisto di strutture destinate agli eventi.

La sfida diventa ora trasformare la crescita quantitativa in valore economico stabile. Il contesto nazionale è favorevole: Banca d’Italia rileva che nel 2025 la spesa degli stranieri in Italia ha raggiunto 56,7 miliardi di euro, aumentando del 4,6%, mentre il surplus della bilancia turistica italiana è salito a 22,7 miliardi. Anche nei primi mesi del 2026 la tendenza è rimasta positiva: nel trimestre terminato ad aprile la spesa degli stranieri in Italia risultava superiore del 4,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. 

Per il Piemonte significa poter puntare non soltanto su Torino e sui grandi eventi, ma su un’offerta più articolata fatta di montagna, laghi, patrimonio culturale, enogastronomia, ciclismo e turismo outdoor. La Regione ha annunciato campagne nazionali dedicate proprio all’outdoor e al cicloturismo e, per l’autunno, una promozione congiunta con la Liguria degli itinerari che collegano le Alpi alla Riviera.

Il +9,9% di luglio, quindi, vale soprattutto come conferma di una traiettoria. Il Piemonte cresce più velocemente del mercato turistico italiano e sta progressivamente internazionalizzando la propria domanda. La vera partita economica dei prossimi anni sarà riuscire ad aumentare insieme presenze, permanenza media e spesa per visitatore, riducendo quel divario che ancora separa il peso del turismo nell’economia piemontese dalla media nazionale.

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AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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