Parità di genere, servono ancora 134 anni: da Torino la sfida del Wef

Le donne sono appena il 19,5% degli specialisti Ict nell’Unione europea. Tre giorni di confronto su economia, lavoro e intelligenza artificiale

Eliana Puccio 24/10/2026
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Partecipare da protagoniste alla trasformazione dell’economia e della società. È la sfida al centro della quarta edizione del ‘Women Economic Forum Italia’, inaugurata sabato a Torino e in programma fino a lunedì tra le Ogr e Palazzo Perrone di San Martino, sede della Fondazione Crt.

Per tre giorni rappresentanti delle istituzioni, delle imprese, della ricerca, della cultura e dell’innovazione si confronteranno con le giovani protagoniste del cambiamento. Sul tavolo ci sono l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’educazione e sul lavoro, la salute, la finanza, la moda e la transizione energetica e climatica.

Il punto di partenza sono disuguaglianze ancora profonde. Secondo i dati Ocse richiamati durante l’apertura, in Italia il divario tra uomini e donne nei redditi attesi lungo l’intera vita lavorativa supera il 40%, contro una media Ocse del 35%. Una distanza dovuta soprattutto alla minore occupazione femminile, alle carriere più brevi e al peso del lavoro di cura non retribuito. Nel settore tecnologico lo squilibrio è altrettanto evidente: nell’Unione europea le donne costituiscono il 51% della popolazione, ma appena il 19,5% degli specialisti Ict.

Ancora più ridotta è la loro presenza nei luoghi in cui si progettano e si governano le applicazioni dell’intelligenza artificiale: a livello mondiale rappresentano circa il 25-30% della forza lavoro del comparto e meno del 15% dei ruoli dirigenziali, secondo i dati presentati al Forum. Il rischio è che tecnologie destinate a incidere sulla medicina, sull’istruzione, sull’occupazione e sulla politica vengano sviluppate senza una partecipazione realmente equilibrata.

L’apertura, curata dalla vicedirettrice di Adnkronos Jole Saggese, ha visto gli interventi di Laura Mattarella, presidente del Comitato d’onore del Wef Italia; Marilena Citelli Francese, presidente del Forum; Chiara Foglietta, assessora comunale alla Transizione ecologica e digitale; Claudia Porchietto, sottosegretario alla presidenza della Regione Piemonte; il prefetto Donato Cafagna e Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione Crt.

La nuova edizione adotta la formula dell’‘Agorà’, pensata per favorire un confronto aperto tra esperienze, generazioni e competenze differenti. «Vogliamo valorizzare il dialogo come motore di innovazione e crescita, favorire la costruzione di nuove forme di leadership ed elaborare soluzioni concrete», ha spiegato Citelli Francese. «Ci auguriamo che dal Forum nascano collaborazioni, connessioni significative e progetti capaci di andare oltre l’evento stesso».

La scelta di Torino, ha aggiunto la presidente, risponde alla capacità della città di tenere insieme tradizione industriale, innovazione e apertura internazionale. Al termine della cerimonia è stato annunciato il ‘Manifesto del Women Economic Forum Italia’, destinato a raccogliere le indicazioni della tre giorni e a tradurle in impegni e azioni capaci di dare continuità al confronto.

A indicare la dimensione della sfida è Laura Mattarella. Il ‘Global Gender Gap Report 2024’ stima che, mantenendo l’attuale ritmo di avanzamento, saranno necessari 134 anni per raggiungere la piena parità di genere nel mondo. Nell’Unione europea la quota femminile tra gli specialisti Ict è salita dal 16,5% del 2015 al 19,5% del 2025: un progresso di appena tre punti in dieci anni.

L’intelligenza artificiale può accelerare il cambiamento, ma soltanto se accompagnata da formazione, accesso alle competenze e politiche inclusive. «Rimuovere le barriere sistemiche è una necessità del percorso di sviluppo di tutta la società. L’uguaglianza è veramente una condizione di progresso», ha affermato Mattarella, richiamando il valore del talento femminile italiano nel campo dell’Ia.

«Dobbiamo interrogarci se l’intelligenza artificiale debba essere un mezzo o un fine», ha osservato la presidente del Comitato d’onore, sottolineando la necessità di mantenere l’innovazione al servizio delle persone, dei diritti fondamentali e del benessere collettivo. Una responsabilità che coinvolge scuole, università, imprese e istituzioni e impone di incoraggiare le ragazze verso gli studi Stem.

Da Torino arriva quindi un invito a considerare la parità non soltanto come una questione di giustizia, ma come una condizione per la crescita e la competitività. Escludere le donne dai settori che stanno ridisegnando l’economia significa rinunciare a competenze, visioni e capacità innovativa. «Possiamo ancora riscrivere il futuro collettivo nell’epoca dell’intelligenza artificiale», ha concluso Mattarella.

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