Nasce l’Intergruppo per sovranità e sostenibilità digitale

Su iniziativa del parlamentare piemontese Enzo Amich, istituito un organismo per guidare le politiche digitali strategiche

Eliana Puccio 27/03/2026
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Si è insediato presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati a Roma l’Intergruppo parlamentare dedicato alla sostenibilità digitale e alla sovranità tecnologica, con l’obiettivo di promuovere un confronto strutturato e continuo sui temi della trasformazione digitale.

L’iniziativa, promossa dall’onorevole piemontese Enzo Amich (Fratelli d’Italia), punta a costruire un quadro condiviso di priorità e interventi attraverso un Patto parlamentare di legislatura capace di orientare il dibattito pubblico e rafforzare l’efficacia dell’azione normativa.

A supporto dei lavori sarà la Fondazione per la Sostenibilità Digitale, chiamata a svolgere il ruolo di Comitato tecnico-scientifico, contribuendo con analisi e strumenti di valutazione.

L’istituzione dell’Intergruppo risponde a una necessità sempre più evidente, confermata anche dai dati più recenti. Un sondaggio realizzato nel marzo 2026 su un campione rappresentativo della popolazione italiana evidenzia infatti come solo il 36 per cento delle persone intervistate abbia familiarità con il concetto di sovranità digitale. Tuttavia, una volta chiarito il significato del termine – legato al controllo europeo su dati, infrastrutture e sistemi di intelligenza artificiale – la percentuale di chi lo considera rilevante sale al 73 per cento.

Si tratta di un divario che mette in luce non tanto una mancanza di interesse, quanto piuttosto un deficit di comunicazione e consapevolezza, che l’Intergruppo si propone di colmare.

«La nascita di questo Intergruppo risponde alla necessità improrogabile di porre la sovranità tecnologica e la sostenibilità digitale al centro dell’agenda politica nazionale» – afferma Amich. «Non si tratta – spiega – soltanto di innovazione, ma di libertà e autonomia strategica: governare i processi digitali significa proteggere il tessuto produttivo, i dati dei cittadini e l’efficacia delle istituzioni».

Il parlamentare sottolineato inoltre come l’obiettivo sia anche quello di creare un collegamento stabile tra il mondo della ricerca e quello legislativo, traducendo la complessità tecnologica in politiche concrete e accessibili.

L’Intergruppo opererà come sede di studio e confronto, favorendo il dialogo tra istituzioni, università, imprese e società civile. Attraverso audizioni, incontri e momenti di approfondimento, si intende costruire un percorso condiviso che consenta di affrontare in modo sistemico le sfide poste dalla digitalizzazione.

Al centro dell’azione vi sarà una visione integrata delle politiche digitali, capace di coniugare competitività economica, sostenibilità ambientale ed equità sociale nel lungo periodo.

Il concetto di sovranità tecnologica, infatti, viene interpretato come la capacità di esercitare controllo e potere decisionale sugli elementi chiave dello spazio digitale, dalle infrastrutture ai dati, fino alle piattaforme e agli standard. Una dimensione ritenuta essenziale per garantire resilienza, trasparenza e tutela dell’interesse generale, evitando dipendenze critiche da attori esterni e rafforzando l’autonomia strategica del sistema Paese.

Sul punto è intervenuto anche Stefano Epifani, presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale e direttore del Comitato scientifico dell’Intergruppo. «I dati mostrano chiaramente che gli Italiani non conoscono ancora questi temi – dichiara – ma li percepiscono come urgenti quando ne comprendono il significato». «Il problema – precisa – è più profondo di quanto emerga nel dibattito pubblico: non basta sapere dove risiedono i dati o governare i processi digitali. Il nodo centrale è la sovranità cognitiva, ovvero la capacità di comprendere e verificare i modelli che trasformano i dati in decisioni».

Secondo Epifani, il controllo dei modelli rappresenta oggi il vero terreno di confronto. «Chi controlla il modello controlla la decisione, e attualmente questi strumenti sono in larga parte fuori dal nostro controllo», aggiunge, indicando come prioritaria la costruzione di condizioni che consentano una maggiore autonomia anche su questo fronte.

L’Intergruppo si propone dunque come uno spazio di elaborazione e indirizzo capace di accompagnare il Paese in una transizione tecnologica consapevole, orientata all’interesse generale e sostenuta da una governance più solida e inclusiva.

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