«Che la testimonianza della vita di Cesare Nosiglia si imprima nelle fibre più profonde della nostra Chiesa»: così l'arcivescovo di Torino, cardinale Roberto Repole, nell'omelia ai funerali del suo predecessore, nella quale ha ricordato come Nosiglia fosse sempre attento ad assistere i poveri e i bisognosi.
«Mi colpiva - ha detto l'arcivescovo - la spontaneità con cui si rivolgeva alle persone fragili. Mi sono chiesto tante volte perché fosse così, forse perché i più fragili sono senza difese e quando li incontri scopri che anche tu sei fragile e senza difese, non devi mascherarti e puoi essere quello che sei. Questo è ciò che Nosiglia ha intuito già all'inizio del suo ministero. 'La carità gode insieme alla verità' è un principio che aveva fatto proprio vivendo sempre con generosità e carità».
«Un pastore mite e saggio, sempre fedele al popolo e sollecito verso le persone più fragili». Questo il ricordo che Papa Leone XIV ha affidato ad un messaggio letto dal cardinale Roberto Repole, nel corso dei funerali.
Il feretro ha lasciato il Duomo di Torino fra l'emozione e la commozione dei tanti presenti per raggiungere il santuario della Consolata, luogo in cui sarà sepolto e dove il 30 settembre alle 18 si celebrerà la messa di trigesima.