Inchiesta «Echidna», sette condanne
La pena più alta (15 anni e 10 mesi) è stata inflitta dal Tribunale di Ivrea in primo grado a Giuseppe Pasqua
Sette imputati nell’inchiesta «Echidna» su infiltrazioni mafiose in alcuni cantieri, anche nell’autostrada A32 Torino-Bardonecchia, sono stati condannati in primo grado dal Tribunale di Ivrea (Torino).
La pena più alta (15 anni e 10 mesi) è stata inflitta a Giuseppe Pasqua, componente di una famiglia che secondo le indagini della Dda piemontese aveva impiantato a Brandizzo, nel Torinese, un’articolazione territoriale della ’ndrangheta.
Le altre condanne vanno dai 14 anni e 6 mesi ai due anni e un mese di reclusione. Al Comune di Brandizzo, che si è costituito parte civile con l'avvocato Giulio Calosso, è stato riconosciuto il diritto a un indennizzo e una provvisionale di 30 mila euro.
Tra le ipotesi d'accusa formulate dalla Dda spiccavano i tentativi dei clan di infiltrarsi nelle opere legate alla manutenzione dell'autostrada Torino-Bardonecchia, in Val di Susa.