Il Tribunale di Cuneo ha aperto la procedura di Liquidazione Controllata Familiare per Giovanni e Raffaella, una coppia residente in provincia che si è trovata a dover fronteggiare un debito complessivo di 155.190,45 euro. Attraverso il supporto di Legge3.it, la coppia ha ottenuto l'applicazione dei principi previsti dalla legge 3/2012 (oggi parte del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza) pensata per chi si trova in una situazione di sovraindebitamento oggettivo e non colposo.
DALL'ACQUISTO DELLA CASA ALLA CRISI REDDITUALE
La situazione debitoria della coppia non deriva da scelte azzardate, ma da un percorso di vita comune a molte famiglie, segnato da imprevisti invalidanti. Nel 2006, Giovanni e Raffaella acquistano la loro abitazione accendendo un mutuo da 100.000 euro. L'equilibrio economico si incrina per la prima volta nel 2008, a causa della perdita del lavoro da parte di Giovanni. Le rate del mutuo vengono temporaneamente sospese, ma il carico finanziario rimane intatto.
Successivamente, Giovanni riesce a trovare un nuovo impiego, che richiede però lunghi e costosi spostamenti quotidiani. Si rende necessario l'acquisto di un'auto tramite un finanziamento, che va a sommarsi alle normali spese correnti e alle rate pregresse.
L'IMPATTO DELLA MALATTIA
Il vero tracollo avviene in seguito all'insorgere di gravi problemi di salute. Giovanni viene colpito da un infarto e da un’ischemia, ottenendo il riconoscimento di un’invalidità del 67%. Poco dopo, anche Raffaella inizia a soffrire di patologie cardiache e disturbi che riducono la sua capacità lavorativa, portando a un'invalidità del 60%. Con il drastico abbassamento delle energie e la conseguente riduzione del reddito familiare, mutuo, prestiti e cessioni del quinto diventano insostenibili, facendo lievitare l'esposizione oltre i 150 mila euro.
LA DECISIONE DEL TRIBUNALE E LA POSIZIONE DI LEGGE3.IT
Stanchi delle pressioni e delle conseguenze causate da questa situazione e per cercare di reagire alla situazione che orami stava precipitando, in vista delle azioni dei creditori, pronti a pignorare la casa e i loro beni – un iter che non avrebbe comunque garantito la chiusura definitiva dei debiti – Giovanni e Raffaella si sono rivolti a Legge3.it.
In merito all'apertura della procedura, Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3.it, ha evidenziato come il caso di Cuneo dimostri l'importanza vitale degli strumenti previsti dal Codice della Crisi per tutelare i nuclei familiari colpiti da imprevisti severi legati alla salute e all'occupazione. La decisione del Tribunale rappresenta l'applicazione concreta di una norma che impedisce l’aggravarsi delle condizioni di vita dei soggetti in difficoltà per il carico debitorio e garantisce la dignità delle persone, permettendo loro di far fronte ai debiti nei limiti delle reali capacità economiche reali.
Il Giudice del Tribunale di Cuneo, analizzata l'oggettività degli eventi, ha dichiarato aperta la procedura di Liquidazione Controllata Familiare. Il Tribunale ha stabilito una soglia di mantenimento mensile per garantire una vita dignitosa alla coppia: per la durata di tre anni, Giovanni e Raffaella metteranno a disposizione dei creditori il loro patrimonio e la sola parte di reddito che eccede tale soglia.
Al termine del triennio, come previsto dalla legge sul sovraindebitamento, la parte dei debiti non soddisfatta verrà definitivamente cancellata tramite l'esdebitazione. Una soluzione giuridica concreta che riporta la situazione all'interno di un perimetro sostenibile.