Il Piemonte accelera sulla diplomazia economica del vino e mette in campo nuove risorse per rafforzare la presenza delle proprie etichette sui mercati internazionali, in una fase in cui il settore vitivinicolo globale è attraversato da cambiamenti strutturali: consumi in trasformazione, tensioni geopolitiche, aumento dei costi logistici ed energetici, nuove politiche tariffarie e crescente competizione da parte dei Paesi emergenti. In questo scenario la Regione sceglie di alzare il livello dell’intervento, destinando complessivamente 7 milioni e 670mila euro a sostegno della promozione del vino piemontese attraverso due strumenti distinti ma complementari: da una parte il bando Ocm Vino finanziato con risorse europee per 7,4 milioni di euro, rivolto alle attività di internazionalizzazione nei mercati extra Unione Europea; dall’altra uno stanziamento triennale di 270mila euro destinato a rafforzare la rete territoriale delle enoteche regionali, delle botteghe del vino, delle cantine comunali e delle Strade del vino e del cibo.
L’obiettivo è duplice: accompagnare le imprese piemontesi verso nuovi sbocchi commerciali e, allo stesso tempo, consolidare quel modello integrato fra produzione, territorio, accoglienza e turismo che negli ultimi anni ha trasformato il vino in uno dei principali driver economici e identitari della regione.
Il primo asse dell’intervento riguarda il bando Ocm Vino, già aperto e attivo fino al prossimo 22 giugno, che finanzierà i programmi promozionali da realizzare tra il 16 ottobre 2026 e il 15 ottobre 2027 nei Paesi extra Ue. Si tratta di una misura strategica per un comparto che, secondo gli ultimi dati di settore, vede il Piemonte confermarsi tra le regioni leader dell’export enologico italiano, con denominazioni come Barolo, Barbaresco, Asti, Barbera e Alta Langa ormai stabilmente presenti nei principali mercati premium internazionali, dagli Stati Uniti all’Asia.
Potranno accedere al bando consorzi di tutela, associazioni di produttori vitivinicoli, cooperative, aggregazioni temporanee d’impresa e soggetti collettivi in possesso dei requisiti previsti dalla misura. Saranno ammessi anche progetti multiregionali, purché con il Piemonte nel ruolo di capofila. Il contributo pubblico potrà coprire fino al 50% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 650mila euro per i progetti consortili e di 150mila euro per quelli presentati da singoli produttori.
Le attività finanziabili coprono un ventaglio ampio di strumenti commerciali e di marketing: dalle relazioni pubbliche alle campagne pubblicitarie, dalla partecipazione a fiere internazionali agli eventi business-to-business, fino agli studi di mercato e alle analisi sull’efficacia delle attività promozionali. Un’impostazione che riflette un cambio di paradigma nel modo di affrontare i mercati internazionali: non più soltanto presenza fieristica, ma costruzione di strategie commerciali basate su dati, posizionamento e segmentazione della domanda.
«L’ultimo Vinitaly ci ha confermato ancora una volta che un comparto di assoluta eccellenza come quello vitivinicolo piemontese possiede la forza per superare questa fase di cambiamento globale», sottolinea l’assessore regionale al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico Paolo Bongioanni. «Le imprese hanno compreso che bisogna presidiare i nuovi mercati senza ritardi né timidezze».
Un messaggio che arriva in un momento particolarmente delicato per il vino europeo. Negli ultimi mesi il settore ha dovuto confrontarsi con la frenata dei consumi in alcuni mercati tradizionali, l’instabilità geopolitica, l’aumento dei costi di trasporto e le incertezze legate ai possibili irrigidimenti commerciali internazionali. Allo stesso tempo, stanno emergendo nuovi bacini di domanda ad alto potenziale, soprattutto in Asia, Nord America ed Europa orientale.
Non a caso la Regione Piemonte ha annunciato una presenza diretta nelle prossime settimane in piazze strategiche come Vilnius, Hong Kong e New York, con missioni istituzionali e commerciali dedicate alla promozione dell’agroalimentare piemontese, di cui il vino rappresenta il principale ambasciatore.
Accanto alla promozione internazionale, la Regione punta anche a rafforzare le infrastrutture territoriali del vino. Per questo Bongioanni ha stanziato 270mila euro, distribuiti su tre annualità — 90mila euro nel 2026, 2027 e 2028 — destinati alle Enoteche regionali, alle Botteghe del vino, alle Cantine comunali e alle Strade del vino e del cibo del Piemonte. Il primo bando sarà pubblicato nelle prossime settimane.
Si tratta di realtà che negli ultimi anni hanno assunto un ruolo sempre più centrale nello sviluppo dell’enoturismo e nella valorizzazione delle filiere locali, trasformandosi da semplici punti espositivi a veri hub territoriali capaci di mettere in relazione produttori, ristorazione, ospitalità, cultura e turismo esperienziale.
«Sono le vetrine dove il mondo del vino incontra il territorio e le sue eccellenze agroalimentari», osserva Bongioanni. «Un presidio indispensabile per consolidare quel rapporto fra vino, cibo e turismo che rappresenta una delle punte di diamante del Piemonte».
Dietro questo investimento non c’è soltanto una politica agricola, ma una strategia industriale più ampia. Il vino piemontese vale oggi una quota rilevante dell’export agroalimentare regionale e rappresenta una delle filiere con il più alto valore aggiunto, capace di generare ricadute economiche che vanno ben oltre la produzione agricola: logistica, packaging, ospitalità, ristorazione, ricerca, innovazione varietale.
Ed è proprio su innovazione e intelligence di mercato che la Regione sta costruendo i prossimi tasselli della propria strategia, attraverso due progetti già annunciati: l’Osservatorio sui mercati vitivinicoli, che dovrebbe fornire ai produttori analisi sui mercati di sbocco e sui livelli di prezzo, e ViteLab Network, la rete che unisce undici centri di ricerca applicata del Nord Italia per condividere dati, sperimentazioni e innovazioni tecnologiche e genetiche in viticoltura.
Per il Piemonte, insomma, il vino non è più soltanto una voce dell’export, ma un asset strategico da difendere e far crescere in uno scenario globale sempre più competitivo.