Ancora caos al carcere d'Ivrea

Agenti intossicati dopo rogo

Carlo Santori 25/08/2026
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Momenti di tensione nel carcere di Ivrea, dove due detenuti stranieri hanno appiccato un incendio all’interno della propria cella, dando fuoco ai materassi, per poi barricarsi nel bagno. Il fumo ha rapidamente invaso gli ambienti, rendendo necessaria l’evacuazione precauzionale dell’intera sezione dell’istituto penitenziario.

A riferire l’accaduto è l’Osapp, l’Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria. Secondo la ricostruzione fornita dal sindacato, dopo l’allarme gli agenti sono intervenuti per mettere in sicurezza l’area e allontanare gli altri reclusi. I detenuti presenti nella sezione sono stati fatti defluire nei cortili destinati alle ore di passeggio, mentre il personale affrontava l’emergenza provocata dalle fiamme e dalla propagazione del fumo.

Durante le operazioni tre agenti di polizia penitenziaria sono rimasti intossicati. I lavoratori sono stati trasportati all’ospedale di Ivrea, dove hanno ricevuto le cure e sono stati sottoposti agli accertamenti necessari. Dopo essere stati dimessi, a ciascuno di loro è stata assegnata una prognosi di cinque giorni.

Anche alcuni detenuti che avevano manifestato difficoltà o sintomi respiratori sono stati visitati dal personale sanitario. Le loro condizioni non avrebbero destato preoccupazione e, al termine dei controlli, tutti sarebbero risultati in buone condizioni di salute.

Sull’episodio interviene il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci, che collega quanto accaduto alle difficoltà operative e alla carenza di personale da tempo denunciate all’interno della casa circondariale eporediese.

«La situazione non è più sostenibile – afferma Beneduci –. Mentre due detenuti stranieri riescono a provocare una situazione di caos e a mettere a rischio l’incolumità del personale e degli altri detenuti, gli agenti di polizia penitenziaria sono costretti a fronteggiare emergenze di questo tipo in condizioni di gravissima carenza di organico».

Il sindacato torna quindi a richiamare l’attenzione sull’organizzazione del lavoro e sulla durata dei servizi assegnati agli agenti. «Abbiamo già chiesto l’intervento del Visag del Provveditorato regionale e dello Spresal – aggiunge il segretario generale – per verificare le condizioni di lavoro e, in particolare, una situazione nella quale i turni di servizio arrivano fino a 16 ore consecutive».

La richiesta dell’Osapp riguarda dunque l’avvio di controlli sulle condizioni nelle quali il personale è chiamato a operare, soprattutto quando si verificano incendi, proteste o altre situazioni potenzialmente pericolose. Turni particolarmente lunghi e una dotazione di agenti giudicata insufficiente dal sindacato rischierebbero infatti di aumentare le difficoltà nella gestione delle emergenze.

L’incendio è stato circoscritto senza conseguenze gravi per i detenuti, ma il bilancio di tre agenti intossicati riporta al centro dell’attenzione le condizioni di sicurezza del carcere di Ivrea. L’Osapp chiede ora interventi sulla consistenza dell’organico e sull’organizzazione dei turni, affinché episodi analoghi possano essere affrontati con un numero adeguato di operatori e senza sottoporre il personale a servizi che, secondo il sindacato, possono raggiungere le sedici ore consecutive.

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