Passaggio decisivo per il ripristino della viabilità tra Bardonecchia, Melezet e la Valle Stretta, nel Torines
È stato infatti completato il secondo lotto del vallo paramassi lungo la strada provinciale 216 del Melezet, infrastruttura progettata per ridurre il rischio di caduta massi dalle Rocce del Rouas e consentire il ritorno della carreggiata sul suo percorso originario. Contestualmente, la Città metropolitana di Torino ha già aggiudicato il terzo e conclusivo lotto dell'intervento, che permetterà di completare l'opera e riportare la circolazione sulla sede storica della provinciale.
Il collaudo finale si è svolto nella mattinata di oggi alla presenza del vicesindaco metropolitano con delega ai lavori pubblici Jacopo Suppo, della dirigente e dei tecnici della Direzione Viabilità 2 della Città metropolitana, del direttore dei lavori e del collaudatore. Presenti anche la sindaca di Bardonecchia Chiara Rossetti, l'assessore comunale ai lavori pubblici Francesco Avato e il responsabile dell'area tecnica del Comune.
«Il vallo paramassi è finalizzato alla riduzione della pericolosità e del rischio alla base delle Rocce del Rouas» ha spiegato il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo. «La conclusione del secondo lotto rappresenta un traguardo importante anche perché, nel frattempo, sono già stati aggiudicati i lavori del terzo lotto, che consentiranno il ripristino della provinciale 216 sul tracciato originario. Oggi abbiamo potuto verificare la corretta esecuzione di un'opera tecnicamente complessa, sia dal punto di vista progettuale sia sotto il profilo realizzativo».
L'intervento nasce dalla necessità di mettere definitivamente in sicurezza un'area che, dal maggio del 2010, convive con una situazione di forte criticità. Il 21 maggio di quell'anno un imponente crollo interessò il versante delle Rocce del Rouas. Massi di grandi dimensioni superarono le opere di protezione esistenti, invasero il fondovalle fino a raggiungere il ciglio sinistro della Dora di Melezet, provocarono danni agli edifici presenti e resero evidente il rischio per la pubblica incolumità.
Da quel momento la provinciale 216, principale collegamento tra Melezet, la Valle Stretta e il Colle della Scala, fu interrotta. Anche gli edifici situati ai piedi del versante vennero dichiarati inagibili con un'ordinanza comunale, mentre per garantire i collegamenti fu realizzato un bypass provvisorio affiancato da un ponte Bailey, soluzione che ha assicurato il transito per oltre un decennio.
Il completamento del secondo lotto rappresenta quindi un tassello fondamentale di un progetto molto più ampio, pensato per restituire stabilità al versante e consentire il definitivo superamento delle opere provvisorie.
L'intero sistema di difesa è stato progettato come una grande struttura in terra armata capace di intercettare e trattenere gli eventuali massi in caduta prima che possano raggiungere la strada e le aree abitate. Nel suo complesso il vallo si sviluppa per circa 540 metri, con un'altezza variabile tra quattro e tredici metri e un volume totale di oltre 102 mila metri cubi.
Il secondo lotto completa la porzione occidentale dell'opera, in continuità con il primo tratto realizzato da Sitaf e collaudato nel 2025 secondo quanto previsto dalla convenzione sottoscritta tra la società concessionaria, il Comune di Bardonecchia e la Città metropolitana di Torino.
Il nuovo intervento ha previsto la costruzione di un rilevato lungo 265 metri lineari, formato da circa 40 mila metri cubi di terre armate. Per incrementare ulteriormente il livello di sicurezza sono state installate barriere paramassi ad alto assorbimento dell'energia per una lunghezza complessiva di 244 metri e un'altezza di cinque metri, destinate a limitare anche gli effetti di eventuali rimbalzi o frammentazioni dei blocchi rocciosi.
L'opera non si limita alla sola protezione del versante. Il cantiere ha compreso anche la sistemazione ambientale dell'area, la regimazione delle acque superficiali e la realizzazione del primo tratto della provinciale nella configurazione definitiva, completo delle barriere laterali di sicurezza.
Il secondo lotto è stato finanziato attraverso il Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con uno stanziamento iniziale di 3 milioni e 460 mila euro. Successivamente sono state reperite ulteriori risorse ministeriali e della Città metropolitana per compensare l'aumento dei costi delle materie prime, portando l'investimento complessivo a circa 4 milioni e 105 mila euro.
Per la costruzione del vallo sono stati impiegati i materiali provenienti dai disalvei del Rio Fosse, accumulati negli anni precedenti e dopo i recenti eventi alluvionali. Le operazioni hanno consentito anche lo svuotamento per due volte della briglia selettiva, contribuendo alla riduzione del rischio idraulico nell'area del conoide.
Una parte significativa del materiale utilizzato deriva inoltre dai depositi lasciati dall'esondazione del Rio Frejus avvenuta nell'agosto del 2023, evitando così nuovi conferimenti e limitando l'impatto ambientale delle lavorazioni.
Particolare attenzione è stata riservata anche agli aspetti naturalistici. Durante tutte le fasi del cantiere è stato infatti attivato un monitoraggio delle componenti ambientali affidato al Consorzio Forestale Alta Valle Susa e al Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell'Università di Torino. Le attività hanno previsto misure di mitigazione e compensazione degli effetti sulla flora e sulla fauna all'interno della Zona speciale di conservazione Les Arnauds - Punta Quattro Sorelle, con l'obiettivo di conciliare la sicurezza del territorio con la tutela dell'ecosistema alpino.
Con il collaudo del secondo lotto e l'affidamento del terzo intervento, il percorso verso il ripristino definitivo della provinciale 216 entra ora nella fase conclusiva. Un'opera attesa da anni che punta a restituire piena sicurezza ai residenti, ai turisti e a uno dei principali collegamenti della valle.