Apre il Salone del Libro tra musica, speranza e qualche polemica

Inaugurata la kermesse letteraria dedicata a 'Il Mondo salvato dai ragazzini'. Papa Leone invita a costruire «una scuola di fraternità e pace», mentre il ministro Alessandro Giuli auspica un «giardino della Concordia». Polemica dell’Ordine Giornalisti

Loredana Polito 14/05/2026
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Con un'esibizione musicale a sorpresa, l’edizione 2026 del Salone del Libro di Torino ha preso il via oggi all’Auditorium Agnelli del Lingotto, dedicata quest’anno al tema 'Il Mondo salvato dai ragazzini'. Protagonista dell’inaugurazione è stata l’Orchestra Suzuki, la più giovane orchestra da camera d’Europa, composta da ragazze e ragazzi dagli 8 ai 16 anni, che ha regalato un’esibizione intensa e simbolica.

La cerimonia si è aperta con l’esecuzione dell’inno nazionale italiano, che ha visto l’intera sala in piedi in un momento di grande emozione. La musica ha poi attraversato i confini, con l’inno nazionale greco – Inno alla libertà, scritto dal poeta Dionysios Solomos su musica di Nikolaos Maznatzaros – dato che la Grecia è Paese ospite d’onore di questa edizione.

Il concerto si è concluso con l’Inno alla gioia dalla Nona Sinfonia di Beethoven, tra gli applausi del pubblico.

L’orchestra, diretta oggi da Marco Mosca, vanta oltre 400 concerti tra Italia e estero, confermando la propria fama internazionale.

La dimensione culturale e sociale del Salone è stata sottolineata da un messaggio inviato in occasione dell’inaugurazione da Papa Leone, tramite il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin. «In un tempo che sembra soffocato dall’orrore della guerra e dal gelo dell’indifferenza, i bambini con la loro innata capacità di guardare il mondo con occhi nuovi accendono nella società una luce di speranza. C’è bisogno di una letteratura che aiuti a riconoscere la dignità di ogni persona, specialmente dei più vulnerabili, e che diventi sempre di più scuola di fraternità e di pace», si legge nel telegramma.

Ad aprire ufficialmente i lavori del Salone è stata la direttrice Annalena Benini, che ha accolto il pubblico con entusiasmo: «Il Salone è la festa dei libri e delle persone che li scrivono, che dedicano tutta la loro vita alla costruzione di un tempo bello, il tempo della felicità che è il tempo della lettura. La stessa cosa fa il Salone, dove ognuno si dedica alla costruzione di questi cinque giorni. Mi auguro che siano giorni belli per voi. Spero che ve li godrete, che vi divertirete».

Benini ha poi letto gli auguri di Papa Leone, affidati al cardinale Roberto Repole, sottolineando l’importanza di una manifestazione che si conferma simbolo di apertura e dialogo.

Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha aggiunto una nota di riflessione e ottimismo: «Mi auguro e vi auguro che il Salone del Libro 2026 possa essere ricordato come il giardino della Concordia. Felicità consapevole e responsabile». Giuli ha definito il Salone come un «asilo culturale che anima lo spirito», un rito collettivo dove non esistono barriere né invidie, ma solo scambio e partecipazione. «Un’agorà, cittadini in un dialogo liberato da ogni dogmatismo. È un’occasione immancabile per noi tutti dove coltivare il piacere dell’intelligenza, il senso critico», ha aggiunto, annunciando inoltre la nascita di un nuovo Salone delle riviste, la cui prima edizione si terrà a dicembre a Pistoia, Capitale italiana della Cultura 2026.

Tuttavia, la festa della cultura non è stata esente da polemiche. A sollevare un problema organizzativo è stato Stefano Tallia, presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte, riguardo alla mancanza di parcheggi riservati per i giornalisti accreditati.

«Spiace constatare come anche quest’anno, come già accaduto nell’edizione 2025, gli organizzatori abbiano deciso di negare ai giornalisti accreditati l’accesso al parcheggio riservato che era sempre stato assicurato fin dalle prime edizioni della manifestazione», afferma Tallia.

Secondo il presidente, la questione riguarda «decine di giornaliste e giornalisti impegnati in talk e dibattiti, che meritano maggiore considerazione».

Dopo una prima protesta, alcuni posti sarebbero stati messi a disposizione «a pochi fortunati», ma il numero è stato giudicato insufficiente. «Una disattenzione alla quale mi auguro l’organizzazione del Salone voglia porre rimedio quanto prima», conclude Tallia.

Nonostante le difficoltà logistiche, l’edizione 2026 del Salone del Libro di Torino si è aperto all'insegna di entusiasmo, partecipazione e cultura condivisa, in cui la voce dei più giovani e dei Paesi ospiti diventa protagonista.

Tra musica, letteratura e momenti di riflessione, Torino conferma ancora una volta la sua centralità nel panorama culturale italiano, offrendo ai visitatori cinque giorni di incontri, dibattiti e scoperte, nel segno del dialogo e della speranza.

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