Aljafari scuote Torino

Al Cinema Massimo la retrospettiva del regista palestinese che riscrive la memoria

Elena Marchisio 20/04/2026
Kamal Aljafari.jpg - {Kamal Aljafari.jpg} - [142632]

Il Museo Nazionale del Cinema di Torino accende i riflettori su una delle voci più radicali e politicamente incisive del cinema contemporaneo: il regista e artista visivo palestinese Kamal Aljafari. Dal 22 al 25 aprile il Cinema Massimo ospita una retrospettiva integrale a lui dedicata, un viaggio senza sconti dentro immagini che non consolano, ma interrogano, scavano, disturbano.

Non è una semplice rassegna, ma un attraversamento di un cinema che sfida le narrazioni dominanti e smonta, pezzo dopo pezzo, l’idea stessa di memoria così come siamo abituati a consumarla. Aljafari lavora sulle macerie visive della storia: archivi, found footage, immagini dimenticate o rimosse che diventano materia viva per riscrivere ciò che è stato cancellato.

Il cuore dell’evento sarà la masterclass del 23 aprile alle 18, un appuntamento aperto al pubblico che promette di essere più di un incontro: un confronto diretto con un autore che ha fatto dell’assenza una forma di resistenza. Nato a Ramla nel 1972 e attivo tra Europa e Medio Oriente, Aljafari si muove su un confine instabile tra documentario, cinema-saggio e arte contemporanea, rifiutando etichette e scorciatoie.

«Di film in film Kamal Aljafari sta dando corpo a un personale e necessario affresco», sottolinea il direttore del Museo Carlo Chatrian. «La Palestina è l’alfa e l’omega di questo progetto. Un popolo e una terra, prima ancora che un’entità politica». Parole che non cercano neutralità, ma rivendicano una posizione. «Vedere uno dopo l’altro i suoi lavori significa avvicinarsi, in maniera spesso dolorosa, a una esperienza di cui si parla molto ma si conosce poco».

Ed è proprio qui che il cinema di Aljafari colpisce: nella sua capacità di rendere visibile ciò che è stato sistematicamente escluso. In opere come The Roof (2006), Port of Memory (2010) e soprattutto Recollection (2015), il regista riassembla immagini girate a Jaffa negli anni Sessanta e Settanta, svuotandole dei protagonisti originari e restituendo spazio a una presenza cancellata. Non un esercizio estetico, ma un atto politico.

«Se il trauma dell’immagine mancante è al centro del racconto, Aljafari riesce a rovesciare questa assenza in presenza», insiste Chatrian. «Anche solo di una traccia, di un’ombra». È in questo gesto che il suo cinema diventa necessario: non per spiegare, ma per mettere in crisi.

In un panorama spesso appiattito su formule e retoriche, la retrospettiva torinese arriva come un corpo estraneo, capace di riaprire domande scomode su identità, memoria e rappresentazione. E lo fa senza mediazioni, costringendo lo spettatore a prendere posizione.

Perché il cinema, quando smette di essere intrattenimento, può ancora diventare un campo di battaglia. E quello di Kamal Aljafari è, senza dubbio, uno dei più urgenti.

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
Editore: POLO GRAFICO SPA
Via Giovanni Agnelli 3,
12081 Beinette (CN)
+39 0171 392211
P.IVA: 02488690047

Il Giornale del Piemonte e della Liguria

Il quotidiano on line "Il Giornale del Piemonte e della Liguria web" è il nuovo media della galassia del gruppo Polo Grafico Spa, editore da oltre 25 anni nei territori di Piemonte, Liguria e Regione Paça (Costa Azzurra). Il gruppo edita da oltre vent'anni il quotidiano nella versione cartacea "Il Giornale del Piemonte e della Liguria".

Polografico Spa - P.IVA: 02488690047

Chi Siamo | Contatti | Cookies | Privacy