Ad Almese, in bassa Valle di Susa, i carabinieri del Comando provinciale di Torino stanno procedendo al sequestro della comunità della Bassa Val di Susa, dove questa mattina è stato arrestato Bruno Antonio Malatesta, 59 anni, ritenuto responsabile di riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale aggravata e truffa aggravata ai danni dello Stato. Contestualmente, i militari stanno accompagnando in luoghi protetti gli ospiti della struttura che lo desiderano. Il provvedimento è stato disposto per evitare il rischio di reiterazione dei reati e di inquinamento delle prove.
Secondo l’accusa, Malatesta si sarebbe presentato come dotato di poteri soprannaturali e, dietro la facciata di corsi di yoga, meditazione e arti marziali, avrebbe avvicinato persone vulnerabili, inserendole in un rigido sistema di assoggettamento psicologico. Un contesto che, secondo gli investigatori, sarebbe stato segnato da violenze, coercizione lavorativa e abusi sessuali. L’uomo è indicato come il sedicente «maestro» della fondazione ‘Fiore della pace’.
Dietro l’indagine della Procura di Torino e dei carabinieri ci sarebbe anche la tenacia dell’ex marito di una delle presunte vittime. Fu lui, nel marzo 2018, a presentare un primo esposto. Il procedimento venne archiviato nella primavera del 2023, ma nello stesso anno l’uomo tornò a rivolgersi agli inquirenti e, con un’opposizione formale, riuscì a evitare la chiusura del caso.
Nel 2018 il programma televisivo ‘Storie italiane’ aveva dedicato un servizio alla comunità di Almese. Secondo quanto riportato nelle carte processuali, il misterioso testimone dal volto oscurato che intervenne potrebbe essere stato proprio l’ex marito. Anche la donna, il 13 luglio 2023, decise di presentare una querela. È stata ascoltata più volte dagli investigatori: in diverse occasioni, riferiscono gli atti, ha dovuto interrompere il racconto per il «grave turbamento emotivo».
Le accuse dovranno essere verificate nel corso del procedimento. Intanto, il sequestro della residenza e l’accompagnamento degli ospiti che lo richiedono segnano una nuova fase dell’inchiesta sulla presunta psicosetta della Valle di Susa.