Abitare l’immagine, vivere la fotografia

A Torino la mostra di Cristian Chironi esplora il confine tra performance, identità e finzione visiva

Eliana Puccio 02/01/2026
CristianChironiTorino.jpg - {CristianChironiTorino.jpg} - [137156]

Una mostra che non si limita a esporre opere, ma invita a entrare letteralmente nella fotografia: è questa la sfida – e la promessa – di “Cristian Chironi. Abitare l’immagine”, la personale che fino al 1° febbraio 2026 anima la Project Room di Camera – Centro Italiano per la Fotografia nel cuore culturale di Torino. 

Curata da Giangavino Pazzola, la rassegna propone un percorso coinvolgente attraverso oltre venticinque anni di ricerca artistica di Cristian Chironi (Nuoro, 1974), artista sardo tra i più interessanti interpreti contemporanei del rapporto tra fotografia e performance. 

«Abitare l’immagine» non è soltanto il titolo dell’esposizione, ma una dichiarazione di poetica: per Chironi l’immagine non è una superficie passiva da guardare, ma uno spazio da attraversare, modificare, abitare con il corpo e con il gesto. Le opere presentate mostrano come la fotografia non sia semplice documento, ma campo di azione, luogo di enunciazione e di presenza attiva. 

Il percorso si apre con i lavori degli anni Duemila, dove emergono strategie originali di autorappresentazione e di costruzione scenica. In Lina (2004) e Offside (2007), Chironi usa l’immagine fotografica per esplorare relazioni personali, memoria e identità, alterando la percezione della realtà tramite personaggi, scenografie e finzione visiva. 

Questi lavori rivelano una fotografia che non si limita a “catturare” il movimento del corpo, ma lo incorpora, lo fa emergere e lo trasforma. L’opera diventa un soggetto in sé, e lo spettatore percepisce la traccia dell’azione performativa dietro ogni scena. 

Tra i momenti più provocatori e concettualmente intensi della mostra ci sono DK (2009) e Cutter (2010). In DK, Chironi si aggira come un ladro idealizzato tra le sculture di Antonio Canova – non per rubare fisicamente, ma per “rubare” l’aura simbolica delle opere e riattivare il loro potere immaginativo. Questo gesto performativo non induce solo sorpresa, ma apre una vera e propria riflessione sul ruolo dell’immagine nell’archivio culturale e nella memoria collettiva. 

In Cutter, invece, l’artista intaglia le pagine di libri d’arte, rimuovendo porzioni di immagini e mettendo in discussione la sacralità del visivo. L’atto di intervenire materialmente sul libro solleva domande su come immagini e narrazioni siano costruite, conservate e trasmesse. 

Una delle chiavi concettuali della mostra è la progressiva sparizione del corpo dell’artista dalla rappresentazione, mentre l’immagine assume sempre più lo spazio performativo stesso. Questo fenomeno spinge lo spettatore a chiedersi: dove finisce il gesto e dove inizia l’immagine? La fotografia diventa non più specchio di un evento, ma campo di esperienza. 

Negli anni più recenti la pratica di Chironi si arricchisce di linguaggi ibridi, che combinano fotografia, collage, video e installazione. Progetti come My house is a Le Corbusier (2015 – in corso) espandono ulteriormente il concetto di abitare l’immagine: l’artista si trasferisce e vive all’interno delle architetture progettate da Le Corbusier, facendo dell’esperienza stessa il motore della sua ricerca visiva. 

In queste opere, il gesto non porta messaggi fissi, ma apre a una forma di quotidianità performativa, dove la macchina fotografica e l’immagine stessa diventano elementi di riflessione sul nostro modo di percepire lo spazio, il tempo e l’identità.

Il dialogo tra Chironi e Torino non è casuale: la città, con la sua intensa scena artistica e le istituzioni che promuovono la fotografia contemporanea, offre un contesto ideale per una mostra che pone al centro l’immagine come luogo di attraversamento e di pensiero critico. Camera, con la sua Project Room, si conferma spazio dinamico per l’indagine visiva contemporanea, in dialogo con altre importanti esposizioni in città come quella dedicata a Chiharu Shiota al Mao. 

L’ultima parte della mostra invita il pubblico a confrontarsi non solo con le opere, ma con l’idea che l’immagine sia qualcosa da abitare, non solo da guardare. In un mondo in cui le immagini – digitali, performative, narrative – dominano la nostra percezione, l’arte di Chironi ci restituisce una prospettiva inedita, in cui l’immagine diventa spazio di esperienze e presenza reale.  

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
Editore: POLO GRAFICO SPA
Via Giovanni Agnelli 3,
12081 Beinette (CN)
+39 0171 392211
P.IVA: 02488690047

Il Giornale del Piemonte e della Liguria

Il quotidiano on line "Il Giornale del Piemonte e della Liguria web" è il nuovo media della galassia del gruppo Polo Grafico Spa, editore da oltre 25 anni nei territori di Piemonte, Liguria e Regione Paça (Costa Azzurra). Il gruppo edita da oltre vent'anni il quotidiano nella versione cartacea "Il Giornale del Piemonte e della Liguria".

Polografico Spa - P.IVA: 02488690047

Chi Siamo | Contatti | Cookies | Privacy