Coldiretti Alessandria: «Serve una modifica nella gestione delle aree boschive»

L’Alessandrino è al quarto posto tra le province piemontesi, dopo Cuneo, Torino e Verbania

26/03/2026
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Con il 40% del territorio nazionale che è oggi occupato da boschi serve un cambio di passo nella gestione per evitare che abbandono ed effetti dei cambiamenti climatici disperdano un patrimonio ambientale ed economico che potrebbe avere un ruolo fondamentale per il rilancio delle aree interne, anche dal punto di vista occupazionale.
La superficie nazionale coperta da boschi è salita al valore record di quasi 120mila km quadrati. Le regioni più boscate in proporzione sono Liguria (81%), Trentino-Alto Adige (62%) e Sardegna (56%), quest’ultima leader assoluta con 1,3 milioni di ettari, seguita da Toscana (1,2) e Piemonte (1).
La provincia di Alessandria si colloca al quarto posto in Piemonte (dopo Cuneo, Torino e Verbano-Cusio-Ossola) con una superficie forestale pari a 123.607 ettari suddivisa tra 114.711 di bosco, 7.499 ettari di arboricoltura da legno e 1.397 di altre superfici forestali.
La proprietà è prevalentemente privata (63%), seguita da enti pubblici (32%) e porzioni non classificate (5%), secondo Federforeste. Tuttavia, solo due foreste su tre ricevono cure colturali, mentre il resto è abbandonato, esponendolo a incendi, siccità, alluvioni, oltre a insetti alieni e parassiti.
Queste foreste assorbono CO2 e generano valore da funghi, tartufi, ecoturismo e legno, ma il prelievo è basso (27%) rispetto alla media UE (64%).
«L’Italia importa l’80% del legno necessario per mobili, carta e riscaldamento, nonostante un’industria leader in Europa – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Per difendere il bosco italiano occorre dunque avviare progetti di gestione responsabile del territorio montano e di uso efficiente delle risorse forestali, migliorare i servizi ecosistemici forniti dalle foreste e valorizzare le filiere foresta-legno e foreste energia sostenendo gli oltre diecimila, fra boscaioli e aziende agricole forestali, che in Italia si dedicano alla buona gestione degli alberi e alla prima lavorazione dei tronchi». In primis occorre far comprendere il concetto che una foresta abbandonata non è una foresta protetta.
«Un elemento spesso sottovalutato è il coinvolgimento diretto delle comunità nelle decisioni adottando una gestione condivisa dei boschi (consorzi, usi civici), con una pianificazione territoriale partecipata e una collaborazione tra enti pubblici, imprese e cittadini. Questo rafforza il senso di responsabilità e appartenenza – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco -. Ma i benefici per l’ambiente, la salute dei cittadini italiani e l’economia possono arrivare anche rafforzando la presenza degli alberi nelle città, con un effetto importante per la riduzione dell’inquinamento e per l’abbassamento delle temperature».
Per sostenere tali obiettivi è nata Oltrebosco, la società costituita da Cai - Consorzi Agrari d’Italia, B.F. S.p.A., Sorgenia Biomasse e Federforeste, che nasce dalla volontà di valorizzare il patrimonio forestale che, se gestito in modo sostenibile, può diventare un elemento di rilancio delle aree interne e delle economie dei territori anche dal punto di vista occupazionale.
Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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