Alessandria, cardiochirurgo rinviato a giudizio per omicidio colposo

La vittima è Antonino Ciaccio di 66 anni, deceduto il 14 febbraio 2023, due settimane dopo l’intervento

10/07/2026
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La Procura della Repubblica di Alessandria ha disposto il rinvio a giudizio del cardiochirurgo M. S. con l’accusa di omicidio colposo per la morte di Antonino Ciaccio, 66 anni, deceduto il 14 febbraio 2023, due settimane dopo un delicato intervento di cardiochirurgia eseguito presso l’ospedale di Alessandria.
Secondo l’impostazione accusatoria, il medico avrebbe omesso di adottare un sistema di cerchiaggio sternale adeguato alle condizioni cliniche del paziente, nonostante la presenza di importanti fattori di rischio, tra cui obesità severa, diabete mellito e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), patologie che aumentano significativamente il rischio di distasi sternale nel decorso post-operatorio.
L’intervento, eseguito il 30 gennaio 2023, aveva previsto la plastica della valvola aortica e la sostituzione di un tratto dell’aorta ascendente. Nei giorni successivi, il paziente ha sviluppato una progressiva distasi sternale, complicatasi con insufficienza respiratoria, shock cardiogeno e, infine, arresto cardiaco. Il 7 febbraio era stato colpito da un infarto; il decesso è sopraggiunto il 14 febbraio 2023.
La vicenda processuale presenta un elemento di particolare rilievo. La Procura di Alessandria aveva infatti inizialmente richiesto l’archiviazione del procedimento. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Alessandria ha però respinto tale richiesta, ritenendo sussistenti elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio e disponendo, con ordinanza dell’11 novembre 2025, l’imputazione coatta del sanitario.
Il medico dovrà rispondere del reato di omicidio colposo nell’esercizio della professione sanitaria, ai sensi degli articoli 589 e 590-sexies del Codice penale, per presunti profili di negligenza, imprudenza e imperizia.
I familiari della vittima, i figli Ileana Melissa e Christopher Walter Ciaccio, sono assistiti dall’avvocato Fabrizio Maggiorelli del Foro di Genova, con il supporto tecnico di CP Servizi Medico Legali, società specializzata nell’assistenza alle vittime di presunti casi di responsabilità sanitaria.
«La decisione del Gip di respingere la richiesta di archiviazione e disporre l’imputazione coatta rappresenta un passaggio processuale particolarmente significativo», dichiara l’avvocato Fabrizio Maggiorelli. «Ora sarà il processo ad accertare le eventuali responsabilità, garantendo ai familiari della vittima il pieno esercizio dei loro diritti e il necessario approfondimento di tutti gli aspetti tecnici della vicenda».
La famiglia attende ora la fissazione dell’udienza preliminare e valuterà la costituzione di parte civile nel procedimento penale.
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AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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