«Sindaci, presidenti di Unioni montane e comunità montane hanno dovuto affrontare l’ennesima alluvione in molte valli di Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Lombardia. Sono pronti ed efficaci, gli enti locali, sanno come agire in queste situazioni. A loro va il plauso di tutto il sistema istituzionale. Sanno che gli eventi avversi, gravi, con picchi di precipitazioni in poche ore, mentre in passato erano occasionali, ogni dieci o vent’anni in una valle, oggi si ripetono ravvicinati nel tempo».
È quanto afferma Marco Bussone, presidente nazionale Uncem, in una nota dove evidenzia che «non sono più emergenze, bensì diventano conseguenze estreme, ma ripetute della crisi climatica. Che il sistema montano, con opportuni anticorpi, conosce e affronta».
«Ci sono otto miliardi di euro fermi per opere contro il dissesto idrogeologico – aggiunge Bussone – che sono incagliati nelle burocrazie, su Regis, piattaforma del Pnrr, bloccati da ritardi nei rimborsi da parte statale di opere già realizzate. Troppa frammentazione di investimenti, sparsi tra ministeri, dipartimenti, come Casa Italia e ministero dell’Ambiente».
Per Bussone i Comuni hanno avuto negli ultimi anni fondi per le progettazioni, ma non per le opere.
«Servirebbe – conclude il presidente – una regia a vantaggio degli Enti locali, con il ripristino di Italia Sicura, ad esempio, struttura intelligente che orientava investimenti e generava sistematicità per un rammendo e una cucitura strategica per rendere più forte il Paese».